La mia schiena era poggiata al molo di legno, fissando il luminoso schermo del mio cellulare. Harry era steso a fianco a me, le nostre spalle si toccavano mentre mi guardava attenta al mio telefono, e con noncuranza gli permisi di curiosare nei miei affari perchè davvero non avevo molto da nascondergli. Questa volta non ero a petto nudo, e pensai al suo sgomento.
Lo sentii offendersi accanto a me. "C'è seriamente un bradipo come mia immagine dei contatti nel tuo cellulare?"
"Si. Effettivamente non avevo una tua foto," dissi disinvolta, spegnendo lo schermo del mio telefono prima di posarlo accanto a me. "E tu sembri un bradipo quindi."
Harry sbeffeggiò. "Okay, grazie. E' un modo per farmi sembrare meno attraente?" prima che potessi aprire la bocca, lui sorrise e disse, "Un secondo però, non dire nulla. Potrei piangere mentre dormo stanotte se dici altro."
Piuttosto che rispondergli semplicemente, poggiai la testa sulla sua forte spalla, chiaramente abbastanza pigra per tacere. C'era qualcosa di davvero carino nello stare con lui, sebbene riuscissimo a spingere e tirare i limiti l'uno dell'altro al punto da tirarci libri di testo a l'un l'altro. C'era questa sorta di tiro, e questo era perchè ero sempre stata richiamata da lui in situazioni peggiori.
"Sono ancora un po' sconvolto." mi sussurrò tranquillamente, poggiando la testa sulla mia. La nostra vista rimase rivolta al cielo che non era pienamente decorato dalle luminose, brillanti stelle. Qui e lì ce n'erano alcune enormi ed erano le più luminose, ma non c'erano copiose stelle.
I miei occhi si restrinsero, accigliandomi un po' confusa. "Perchè?"
"Non mi hai lasciato baciarti."
Sorrisi contro la morbida pelle della sua spalla leggermente abbronzata. "Te l'ho detto che non sarebbe stato semplice. Controllati." Stavo provando a dare un normale inizio a qualcosa di migliore. Volevo fare questo con calma, e fiducia che capisse. Non potevo lasciarmi prendere la mano in una reale relazione senza saperne meglio. Io ed Harry eravamo entrambi molto testardi e completi ipocriti, e la nostra relazione come amici o qualsiasi cosa era troppo dinamica. Avere una buona relazione con Harry sarebbe stata più dura di quanto mi aspettassi ora.
Lui scosse la sua testa. "Sai che vuoi baciarmi. Stai solo torturando entrambi. Ma va bene, capisco." le sue labbra increspate, non compiaciuto da ciò che aveva appena detto, ovviamente. Pensavo fossimo entrambi due cavernicoli pronti a darsele con spesse mazze di legno. Avevo la sensazione più apprensiva che questo sarebbe stato un disastro.
"Sai," iniziai, ridacchiando già, "Questo non mi tocca affatto."
"Me lo stai dicendo? Tu sei quella che era a petto nudo pochi minuti fa." Harry osservò caldamente, sapendo che era sul carbone caldo ora. Aveva ragione, ma non era necessario perchè non potevo resistergli, ma perchè stavo provando a provargli che non riusciva a resistermi.
Risi un po', alzando la testa dalla sua spalla. Il mio braccio disteso, il palmo poggiava sul pontile per avere supporto e alzarmi. Guardai il suo volto, che mi stava mandando un sorriso sfacciato, le sopracciglia sollevate. "Ad ogni modo, come va la sabbia su per il culo ora?"
"Sono stato a toglierla per tutto il tempo. Ho una fottuta eruzione cutanea. Felice?" battibeccò, e notai solamente la sua mano giù nei suoi pantaloncini da mare, purtroppo fissandolo prima di spingere via inappropriati pensieri dalla mia mente. "Un grande sfogo proprio allo spacco del mio culo e intorno alle mie chiappe."
Io arricciai il naso, sbuffando fuori una risata."Grazie per l'aggiornamento sull'imminente sfogo sul tuo culo."
"Cazzo prego." osservò sarcasticamente, spingendosi su dal pontile con la mano ancora nei suoi pantaloncini. Risi un po', guardandolo mentre inevitabilmente camminava di nuovo sulla sabbia. Il movimento della sua mano nei suoi pantaloncini mi fece divertire ancor più di prima.
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Mercy |italian|
Fiksi Penggemar"Noi siamo i bambini che i nostri genitori hanno messo in guardia." Ribellione adolescienziale. Ognuno passa attraverso quella fase, con risultati quasi sempre l'opposto. Gli adolescenti sono le generazioni più sconvolgenti. La più infuriata per la...
