Nota // ci saranno molti messaggi in questo capitolo.
Serenity;
Non c'era un momento di completa pace che potevo condividere con Harry senza che qualcuno, come mia madre, venga a distruggermi la felicità. Sentii i miei occhi spalancarsi un po'. Harry --ancora sotto di me-- si accigliò, sembrando irritato come mai. Anch'io lo ero, ma prima la affrontavo meglio era.
"Mi stai fottutamente prendendo in giro?" sibilò a se stesso.
Sospirai pesantemente, spostandomi da sotto di lui per alzarmi. Dietro di me disse, "Come fa a sapere anche dove vivo?"
Solo per un secondo mi permisi di contemplare. Ci pensai e venne fuori la prima cosa che mi balzò in testa. "Tutti sanno dove vivi." gli dissi, girando la maniglia della porta di camera sua e uscendo in corridoio. Il mio odio crebbe un po' nei confronti di mia madre al momento.
Ero al primo gradino giù quando la vidi alla porta, le braccia incrociate al petto che si guardava furiosamente intorno per la casa. A ogni oggetto decorativo che vedeva sbuffava e probabilmente giudicava la famiglia ulteriormente. È incredibile. Odia la famiglia Styles sensa nessun dubbio.
Harry mi seguì dietro mentre io scendevo le scale. Attirai la sua attenzione e, quando ci guardammo negli occhi, lei aprì immediatamente la bocca. Mi preparai a sentirla sparare altre cazzate dalla sua bocca. So che è preoccupata per me, ma questo è davvero troppo.
"Serenity, spero hai preso tutto perché ce ne stiamo andando. Andiamo." disse velocemente, senza preoccuparsi di guardare neanche Harry, che era in piedi dietro di me con la mandibola serrata. Sembrava furioso, ma non potevo biasimarlo. Probabilmente prova una forte antipatia nei suoi confronti.
Sollevai le sopracciglia. "Um...perché?"
"Perché?" ribollì. "Perché io punterò i piedi a terra e tu verrai a casa. Lontana da questa famiglia barbara."
Harry ridacchiò dietro di me, guadagnando uno sguardo omicida, quasi doloroso, da mia madre. Lui tossì e lentamente scosse la testa, come se si vergognasse di mia madre e i suoi pensieri. Ricacciai giù la rabbia mentre dichiaravo con calma, "Non vado da nessuna parte."
Anne era in piedi all'entrata tra la cucina e l'atrio dove stavamo noi. Guardava in silenzio la discussione, le sopracciglia aggrottate per la confusione e, probabilmente, offesa dalle parole di mia madre nei confronti della sua famiglia.
"Hai diciassette anni. Fai come ti dico. Non posso continuare a lasciarti sprecare tempo e essere distratta da quel piccolo buono a niente." mamma scattò, raddrizzando febbrilmente la cinghia della sua borsa sulla sua spalla.
Sbuffai alle sue parole mentre Harry borbottava, "Ouch." sarcasticamente.
"Mamma, non stiamo facendo niente di male. Stiamo guardando un film per divertirci." in qualche modo rimasi calma nonostante volessi urlarle molteplici bestemmie e dirle che è una fottuta psicopatica.
"Non ti voglio vicina a quel pezzo di spazzatura, e sicuramente non vicina alla sua famiglia. Ora, andiamo." urlò atteverso i denti stretti.
Un colpo di tosse spezzò l'atmosfera confortante. Non apparteneva ad Harry ed io non avevo tossito sicuramente. Né l'aveva fatto mia madre.
Anne fece un passo in avanti tra di noi, le braccia incrociate al petto mentre si girava per guardare mia madre. Una ferma, solida espressione era ferma sul suo volto, sebbene potessi dire fosse arrabbiata per quello che aveva sentito.
"Scusatemi, Mrs Carter." disse lentamente. "Ma non apprezzo che parli in quel modo di mio figlio e la mia famiglia."
Mia madre la fisso con fastidio. "Sono qui per mia figlia. E non me ne andrò finché lei non verrà a casa con me. Vostro figlio ha un orribile influenza. Un corrotto piccolo capriccio."
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Mercy |italian|
Fiksi Penggemar"Noi siamo i bambini che i nostri genitori hanno messo in guardia." Ribellione adolescienziale. Ognuno passa attraverso quella fase, con risultati quasi sempre l'opposto. Gli adolescenti sono le generazioni più sconvolgenti. La più infuriata per la...
