Chapter Twentyseven

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Harry

Ero seduto in cucina quella notte a giocare con una mela. La gettavo in aria, la afferravo e poi i movimenti fluidi si ripetevano. Probabilmente era mezzanotte. Non importava quanto fossi stanco, non riuscivo a chiudere occhio e a smettere di pensare troppo. Non c'era nulla da pensare. Serenity era a casa, sebbene lontana da me, era al sicuro e quello era tutto ciò che importava. Sua madre mi aveva fatto incazzare, ma capivo comunque che Serenity vedeva la realtà delle cose. Che era sua madre e non poteva farci molto per questo a diciassette anni.

C'era silenzio, l'unica lampada accesa in cucina illuminava debolmente la stanza. Sospirai profondamente, lanciando la mela nella ciotola bianca al centro del bancone della cucina. Mi vorticava di tutto in testa, ma cose superflue che erano stupide. Come il fatto che non ero andato alla festa di Louis e Marisol, e probabilmente non mi aveva chiamato per darmi dello stronzo perchè era svenuto e strafatto. O la piccola risata di Serenity che ancora faceva eco nella mia testa da quando ero sgattaiolato nel ristorante.

Un leggero suono mi fece sollevare la testa. Mia madre era in piedi in una vestaglia bianca e i suoi capelli crespi per aver dormito. Strizzò gli occhi, accigliandosi. "Cosa ci fai alzato ora, tesoro?"

Tesoro. Non mi aveva chiamato il giorno in cui se ne era andata per lavorare e non aveva mai detto alcuna parola. Non fraintendetemi, ero felice che si fosse presa le ferie estive e che le passasse con noi-- la sua famiglia. Aveva anche invitato la mia famiglia allargata per il quattro di luglio. Ma ero ancora arrabbiato con lei da cinque anni per non averci evitato il dolore della presenza mancante di mio padre. Nonostante la mia rabbia, stavo provando a darle una possibilità. Mio padre se ne era andato e non volevo allontanare anche mia madre.

"Non riesco a dormire." mormorai, strofinandomi gli occhi con le mani e appoggiandomi al bancone.

Mamma si sedette al lato opposto al mio su uno sgabello, poggiando i gomiti sulla superficie in marmo. Sentii le sue mani afferare le mie e, anche se ora il suo tocco mi era estraneo, mi piaceva avere del conforto da lei. Mi era mancata, e nonera una bugia. Mi fece uno stanco, triste sorriso. "Harry, sai che noi avrei mai voluto lasciare te e Belle--"

"No." chiusi gli occhi, sospirando. Non volevo ascoltare quello che già sapevo. Aprii gli occhi, guardandola in silenzio e paziente di ascoltarmi. "So che non avresti voluto. Ero arrabbiato e avevo bisogno di te quando papà non c'era, ma sto bene ora. Sono cresciuto e ho capito."

"Ho sbagliato, okay? Grazie per aver capito, ma questo non cambia il fatto che ho sbagliato. La mia carriera è cresciuta e volevo continuare a farlo, lasciando te e Belle dietro. Vi vedo ora e realizzo quanto ho perso della vostra vita. Cristo, non sapevo che avessi una ragazza prima dell'altro giorno. Belle è diventata così grande e se non ci foste stati voi qui, non so come sarei uscita da tutto questo." disse con calma, sembrando vergognarsi. Scosse la testa, sospirando prima di continuare e dando dei colpetti alla mia mano. "Ho intenzione di fare tutto quello che posso fare per entrambi fin quando sarò qui su questa Terra."

Guardai i suoi occhi luminosi, molto simili ai miei. La sua sincerità era apprezzata e il suo tentativo mi faceva felice. Ero più felice che ci stesse provando e non arrendendosi. "Perchè hai cambiato idea improvvisamente?"

Mi sorrise, strofinando il pollice sulle mie nocche. "Avevo questo vuoto dentro di me che sapevo solo i miei figli avrebbero potuto riempire. Ho chiamato anche Gemma oggi. Non vede Belle da quando aveva un anno. Dobbiamo aggiustare le cose. Siamo andati a pezzi da quel giorno e voglio che le cose tornino ad essere normali."

Non vedevo Gemma da tre anni. Prima che nostro padre fosse arrestato, non avevamo quasi mai discusso. I suoi amici si erano intromessi e io gli avevo voluto fare scherzi infantili. L'avevo fatta arrabbiare così tanto che si era messa a piangere e poi mi ero sentito così male per quello, che le avrei comprato qualsiasi cosa e fatto qualsiasi cosa per vederla sorridere.

Mercy |italian|Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora