Autunno 1094, Carlyon
La stanza era spoglia e fredda, le assi di legno scricchiolavano ad ogni passo e il tanfo di muffa era quasi insopportabile. Un'unica piccola finestra dava sul cortile interno della servitù, completamente deserto a causa della pioggia insistente che infuriava su Carlyon da almeno quattro giorni.
Eirlys, infagottata nel suo nuovo abito di velluto scuro, gettò uno sguardo stanco ed afflitto al cielo plumbeo di quella triste giornata di fine ottobre e cercò di coprire la gola con lo scialle che le avvolgeva le spalle magre. Il suo viso era pallido e screpolato dal freddo, così come le sue mani sulle quali ancora una volta erano ricomparsi i tanti odiati geloni.
La giovane si accomodò su una vecchia sedia traballante, mezza mangiata dalle termiti, ed appoggiò il mento su una mano, in attesa. Quegli ultimi due mesi erano stati probabilmente i più soddisfacenti e nel contempo i più interminabili della sua vita. Aveva stretto una solida amicizia col principe Tristan, che non aveva di certo abbandonato le sue abitudini e continuava a frequentare i bordelli di Carlyon e la sua amante Rut Mcclean. Il loro rapporto però, come Eirlys aveva desiderato, andava aldilà della semplice infatuazione che il giovane principe poteva provare nei suoi confronti. Tristan la considerava a tutti gli effetti un'amica, probabilmente anche perché era la moglie di suo fratello, e non tentava in alcun modo di superare alcun limite nel loro rapporto. Ad Eirlys per il momento, andava benissimo così. D'altronde non aveva alcuna intenzione di diventare una nuova Rut Mcclean. Quell'evoluzione del suo rapporto con il principe rimaneva però l'unico dato positivo in quei mesi.
Eirlys sbuffò, stanca ed infreddolita, mentre gli spifferi di quella stanza disadorna le provocavano ripetuti brividi lungo la schiena. Il tasto più dolente di quei mesi era stata probabilmente la principessa Catrina. Eirlys era arrivata al punto di disprezzarla.
La principessa, dopo l'umiliante episodio nel castello del conte di Mount, si era raggomitolata in un bozzolo di apatia e tristezza. Era dimagrita sempre più, al punto da aver smesso di avere il suo mestruo mensile, il volto era scheletrico, le guance scarne, i lunghi capelli biondi avevano perso talmente tanta lucentezza e forza che spesso la giovane principessa, mentre si spazzolava, si ritrovava a stringere tra le dita ciocche folte. Nel suo seguito di dame non si rideva più, né si scherzava. La principessa desiderava passare le giornate solamente ascoltando Isla leggere salmi e cucendo vestitini per un neonato che non sarebbe mai giunto. A corte la chiamavano "la principessa triste" mentre in città cominciavano a rivolgersi verso di lei come "la scozzese sterile".
L'unico momento in cui Catrina aveva dimostrato di conservare un po' di forza nel suo ispido cuore era stato il giorno in cui era giunto alle sue orecchie uno scomodo pettegolezzo: il principe aveva un'amante tra le sue dame di compagnie. Quel giorno stesso aveva fatto chiamare Eirlys, si era disperata e strappata i capelli di fronte all'amica, e l'aveva costretta ad aiutarla in ogni modo a trovare quella squallida sgualdrina. Naturalmente Eirlys non aveva alcuna intenzione, almeno per il momento, di aiutare Catrina a trovare l'amante di suo marito. Le aveva promesso lo stesso che avrebbe fatto di tutto per aiutarla.
Quando era uscita dalla stanza di Catrina però l'unico suo pensiero era stato: chi è il maledetto che ha messo in giro il pettegolezzo dell'amante del principe? Aveva compreso ben presto la verità: il nuovo giocatore. E in quel momento si era ripromessa che avrebbe fatto di tutto per scoprire la sua identità.
Eirlys si alzò di scatto, irritata da quell'attesa interminabile, e sentì ancora una volta lo stomaco brontolare. Istintivamente si portò una mano alle labbra ma quella volta non accadde nulla. Anche la cattiva salute in quei mesi aveva intralciato i suoi piani. Era stata costretta a letto più volte a causa di ripetute nausee ed influenze che la lasciavano priva di forze. L'unica spiegazione che si era data era che quel tempo freddo, umido ed inclemente che dalla metà di settembre avvolgeva l'intero castello, la fiaccava ed indeboliva irrimediabilmente.
STAI LEGGENDO
La dama rossa
Ficción histórica[COMPLETO] Carlyon, 1094. Eirlys Ffelig viene accolta nella capitale Carlyon solo dal freddo e dal silenzio. Nata e cresciuta prigioniera nella fredda fortezza di Scilly, é conosciuta solamente come la figlia del deposto re di Lyonesse Tristan VII e...
