Harry’s Pov
Dannazione,ci mancava solo la pioggia. Misi il cappuccio in testa e affondai le mani nelle tasche del mio cappotto accelerando il passo. Mentre camminavo a grandi passi verso la macchina,pensai al discorso che avevo fatto con mio padre. Stava partendo,stava andando in Canada per degli affari e non sarebbe tornato prima di aprile. Mi aveva chiamato per darmi i soldi per andare avanti in quei mesi e non mi aveva chiesto nulla di Bree,o della scuola. Lo odiavo da morire. Da quando la mamma se ne era andata,lui era la principale causa della sofferenza di mia sorella. Non appena avessi trovato un lavoro,me ne sarei andato via da casa e avrei portato via con me la mia piccola. Infilai la mano nella tasca dei pantaloni e presi la chiave per aprire la mia macchina. Entrai e chiusi violentemente lo sportello.
“Merda.” Sbottai appoggiando le mani sul manubrio. I miei vestiti fradici stavano inzuppando i sedili in pelle della mia lussuosa macchina. Tolsi il cappuccio e accesi il motore,accelerando a tutta velocità per arrivare il prima possibile a casa. Erano già le undici di sera. Louis doveva andare a casa e Bree doveva mangiare.
Arrivai subito davanti la porta di casa e il temporale si era fatto ancora più forte e pericoloso. Uscendo dalla macchina,un’ondata di vento scompigliò i miei capelli. Salii di corsa le scale che dividevano il giardino dalla porta e suonai al campanello. Venne ad aprire Louis.
“Ehi amico.” Mi disse facendomi entrare.
Strofinai i piedi sul tappeto non appena entrato e tolsi il cappotto appoggiandolo sull’appendi abiti.
“Grazie per essere stato con mia sorella.”
“Figurati.”
“Dov’è adesso?”
“E’ andata in bagno.”
“Ok..”
Chiusi la porta alle mie spalle. “Vuoi un passaggio,Lou?”
“No tranquillo. Ho la mia auto.”
“Puoi fermarti a cena se vuoi.”
“Volentieri,Harold.”
“Allora vado a preparare qualcosa. Ma prima,devo cambiarmi.”
“Ti aspetto qui.”
Louis si accomodò sul divano e accese la televisione,sintonizzandola su un canale dello sport. Io salii le scale e corsi in camera mia. Tolsi i vestiti inzuppati lasciandoli dentro la vasca da bagno. Infilai una tuta,un paio di calze pulite e sistemai i miei ricci con il phon. Mi chinai all’altezza della vasca da bagno per tirare fuori dalla tasca dei jeans il portafogli dove avevo messo i soldi di papà. Controllai che fossero asciutti e li rinchiusi dentro il mio cassetto. Dopo di che,scesi giù correndo per andare a preparare la cena.
“Mia sorella non è ancora uscita dal bagno?” Domandai a Louis notando l’assenza di Bree in salotto. Era passato almeno un quarto d’ora da quando ero entrato in casa.
Louis scosse il capo.
Il mio migliore amico,vide la paura dipingersi sul mio volto.
“Cazzo.” Dissi dirigendomi verso la porta del bagno.
“Harry,che succede?” Domandò Louis alzandosi dal divano e venendomi dietro.
Sapevo cosa aveva appena fatto Bree. La conoscevo. Non avrei dovuto lasciarla da sola con Louis. Il rimorso e i sensi di colpa si fecero strada nella mia mente e in quel momento,mi odiai a morte. Sbattei forte un pugno sulla porta del bagno: “Bree,ci sei?” Urlai.
Come immaginavo non ricevetti nessuna risposta.
“Bree cazzo apri!” Urlai ancora più forte.
“Harry cosa succede?” Domandò Louis disperato.
“Sfondiamo la porta.” Dissi a Louis.
Mi guardò spalancando gli occhi e socchiudendo la bocca: “Perché?”
“Aiutami ad aprire questa cazzo di porta!” Urlai.
Respiravo affannosamente,il mio sguardo accigliato era rivolto verso Louis,che non capiva nulla di tutto quello che stava succedendo. Strinsi forte i pugni e cercai di tranquillizzarmi: “Aiutami Lou..” Lo implorai.
“C-certo.” Rispose spaventato.
Diedi una forte spallata contro la porta,facendola tremare un po’. Louis mi aiutò e insieme,cominciammo a spingere contro quella maledettissima porta che divideva me dalla mia piccola. Dopo alcune spinte,che si facevano sempre più forti,così come la rabbia dentro di me,riuscimmo a farla cadere. Vidi il cemento sbriciolarsi sui miei piedi. Strinsi i pugni aspettando che la polvere che avevamo causato si togliesse.
“Bree!” Urlai disperatamente non appena la trovai per terra,sanguinante.
Corsi verso di Lei prendendo fra le mani il suo piccolo corpo. Le accarezzai il viso:
“Bree,piccola,mi senti?” Domandai con voce roca mentre scuotevo le sue spalle.
Louis rimase immobile con gli occhi spalancati. Sentivo il battito del suo cuore.
“Harry io … n-non sapevo.” Disse Louis.
“Non è colpa tua. Lo fa sempre. Chiama l’ambulanza!” Urlai.
Louis annuì e corse in cucina a prendere il telefono. Rimasi da solo con mia sorella,sanguinante. Presi con una mano il suo polso pieno di graffi fatti da poco e lo portai alla bocca. Baciai i suoi lividi dolcemente. Cominciai a piangere. Non potevo sopportare quella situazione. Io,Harry Styles,stavo piangendo come un bambino,tremavo dalla paura.
“Stanno arrivando.” Sospirò Louis all’entrata del bagno.
“Aiutami ad alzarla senza farla male Louis.”
Louis annuì e mi aiutò a far alzare il corpo inerme di mia sorella. Non dava segni di vita ed ero preoccupato,terrificato.
Mentre Louis la teneva stretta al suo petto,presi una tovaglia,la bagnai con l’acqua fresca e la appoggiai sul suo polso.
“Harry stai … tremando.” Mi disse Louis.
“Anche tu stai tremando amico.”
Rimanemmo in silenzio e qualche secondo dopo,sentii la sirena dell’ambulanza.
“Eccoli.” Dissi correndo ad aprire la porta.
I paramedici entrarono con una barella e vi fecero sdraiare Bree.
Io e Louis salimmo sull’ambulanza insieme a lei.
“Da quanto tempo perde sangue?” Mi domandò un medico.
“Non lo so. Io ho aperto la porta e l’ho trovata così. Pensa che sia un’emorragia dottore?” Domandai preoccupato.
“Non lo so. Davvero non so.”
Attaccarono una flebo al braccio di mia sorella e le appoggiarono un tovagliolo bagnato sulla fronte. Stavo per vomitare. Non riuscivo a sopportare quella situazione.
“Sono uno stronzo,non dovevo lasciarla a casa con te.” Dissi a Louis stringendo i miei ricci fra le mani.
“Scusami Harry.” Disse Louis appoggiando una mano sulla mia spalla.
“No non è colpa tua. La vita è ingiusta con lei. Tu hai fatto del tuo meglio.”
Louis annuì. Aveva un’espressione strana. Forse era solo sconvolto dopo quello che aveva visto.
Arrivammo in ospedale e i medici portarono subito Bree in sala operatoria. Io e Louis rimanemmo fuori.
Lasciai cadere il mio corpo su una delle sedie in sala d’attesa. Appoggiai i gomiti sulle ginocchia e continuai a torturare i miei capelli con le dita. Tremavo,piangevo.
Louis,stava seduto accanto a me,impassibile.
“Secondo te morirà?” Gli domandai dopo qualche secondo di silenzio.
“Non dire così Harry. Passerà tutto. Fidati di me.”
“Lo spero.”
“Ti serve qualcosa amico?”
Scossi il capo: “No Lou. Puoi anche andare a casa.”
“No. Non ti lascio da solo in queste condizioni.”
Alzai lo sguardo e sorrisi: “Sei il mio migliore amico, lo sai?”
Annuì: “Si che lo so.”
Abbracciai Louis e mi sentii più tranquillo. Magari aveva ragione,sarebbe passato tutto.
Era passata un’ora da quando Bree era entrata in quella maledetta sala operatoria e non c’era nemmeno l’ombra di un medico. Ero rimasto seduto in quella sedia. I miei piedi erano intorpiditi,non avevo più lacrime per piangere.
“Amico,ti ho portato un caffè.”
Alzai lo sguardo e vidi Louis con in mano una bicchiere di plastica. Feci un sorriso sforzato per ringraziarlo.
Presi il caffè e lo bevvi in un sorso.
“Che ore sono?” Domandai a Louis.
“Quasi l’una.”
Annuii e lanciai il bicchiere nel cestino accanto alla mia sedia.
“Tieni.”
Louis mi porse un fazzoletto bagnato d’acqua.
“Hai la bocca piena di sangue.”
Ah già. Avevo baciato le ferite di mia sorella. Presi fra le dita il fazzoletto e mi ripulii la bocca. Il fazzoletto fece la stessa fine del bicchiere. Sospirai e chiusi gli occhi portando la testa all’indietro. Quell’attesa mi stava uccidendo. Era paurosa e snervante.
Sentii un rumore provenire dalla fine del corridoio e con grande sorpresa,vidi la porta della sala operatoria aprirsi.
Sorrisi involontariamente e mi alzai correndo verso la dottoressa che era appena uscita.
“Come sta?” Domandai preoccupato.
Alle mie spalle,c’era Louis, anche lui ansioso di sapere come stava mia sorella. Probabilmente non perché gli importasse di lei,ma perché non voleva vedermi in quelle condizioni.
LA dottoressa sorrise comprensivamente: “Sta bene. Adesso però deve riposare. La faremo dormire qui sta notte.”
Annuii: “D’accordo.”
“Ti chiamo io non appena puoi entrare nella sua stanza.”
“Grazie mille dottoressa.”
“Il merito è tutto tuo. L’hai salvata in tempo.”
Louis mi diede una pacca sulla spalla mentre io sorridevo felice.
“Cosa ti avevo detto Harry?”
Abbracciai il mio migliore amico: “Grazie di esserci Lou.”
“Ma figurati.”
La dottoressa ritornò dopo qualche minuto dicendomi che sarei potuto entrare nella stanza di Bree. La trovai ancora dormiente,sul letto. I suoi polsi erano bendati con cura e la sua bocca coperta da una maschera.
Mi avvicinai al suo letto: “Piccola mia.” Dissi accarezzandole il viso. Sorrisi.
“Sei forte. Ce la farai.”
Louis continuava a fissarla,stranito e spaventato.
“E’ meglio che io vada. Ci vediamo domani mattina ok?” Mi disse prendendo il suo cappotto.
“D’accordo. A domani Louis.”
“A domani!” Mi salutò con un gesto della mano e si chiuse la porta alle spalle lasciandomi da solo con Bree.
Ormai erano le due del mattino. Avevo tanto sonno. Mi accasciai su una sedia appoggiando la testa sulla mia spalla e chiusi gli occhi dopo aver dato un bacio sulla fronte alla mia piccola.
“Ti voglio bene.” Sussurrai in direzione del letto di Bree prima di chiudere gli occhi e addormentarmi.
STAI LEGGENDO
Better Way || Louis Tomlinson
FanfictionBree Styles,è una ragazza sola. Sua madre è morta quando lei era ancora piccola,suo padre è sempre impegnato con il lavoro,è assente nella sua vita. L'unica persona per cui lei continua a vivere è suo fratello Harry. Lui è l'unico che la capisce e c...
