Capitolo 17

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Louis mi fece attraversare la stanza senza lasciare la mia mano.

Sentivo girare la testa,forse per il cocktail che avevo appena bevuto e la musica pulsante alle mie orecchie non era molto d’aiuto,così come la puzza di fumo che ero obbligata a respirare.

Uscimmo fuori da quella maledetta stanza e potei finalmente respirare aria pura.

“Tua madre sa che fumi e ti droghi?” Domandai sfacciatamente a Louis mentre mi portava su per le scale.

Si fermò voltandosi verso di me. Gli si dipinse un sorriso divertito in faccia:

“Stai parlando con me?” Domandò.

“E con chi sennò? Vedi altra gente?”

Scoppiò a ridere.

“Ma cosa ridi?” Domandai sentendomi presa in giro.

Lasciò andare la mia mano e continuò a salire le scale,seguito da me che non stavo capendo più nulla.

“Io non fumo e tantomeno mi drogo.” Disse serio.

Aggrottai la fronte bloccandomi su un gradino: “Cosa?”

“Non hai sentito o non ci credi?” Si voltò di nuovo verso di me.

“Non ci credo.”

Fece spallucce: “Sei libera di pensare quello che vuoi,ma io odio il fumo.”

Non so perché ma qualcosa mi spinse a credergli. 

Arrivati al piano di sopra,camminammo lungo un largo corridoio fino ad arrivare in una stanza. Louis aprì la porta: “Accomodati.” Disse.

Entrai guardandomi attorno. Era una stanza davvero bella. Credo fosse stata la camera da letto dei suoi genitori. Al centro,c’era un enorme letto a baldacchino ricoperto da lenzuola bianche. I mobili erano di stile arabo antico,davvero affascinanti. 

Louis chiuse la porta a chiave e si avvicinò a me.

“Ti piace?” Mi domandò.

Cosa? Per quale motivo non mi stava trattando male? Voleva rendere ancora più lunga e sofferente la mia agonia? Ero spaventata a morte,pregavo che Harry salisse,che la serata finisse in fretta.

“Sì.” Risposi fredda.

Sentii le sue mani appoggiarsi sui miei fianchi e stringermi con violenza. 

“Vedo che hai ascoltato il mio consiglio. Questo vestito è così’ corto..” Con un dito,mi portò i capelli dietro all’orecchio. Una sua mano scese a sfiorarmi i glutei,che strinse violentemente.

Le sue morbide labbra si appoggiarono sul mio collo che cominciò a baciare e mordere. Mi morsi il labbro inferiore cercando di trattenere il dolore e il fastidio che mi stava procurando.

Tremavo sotto il suo tocco e non per il freddo. Con una mano,mi spinse sul letto,facendomi sprofondare sul morbido materasso a pancia in giù. Mi aggrappai con le mani alle lenzuola e chiusi gli occhi aspettando che lui arrivasse per torturami.

“Girati.” Mi ordinò. 

Feci come disse,rialzandomi e appoggiandomi sui gomiti. 

Mi guardava con il suo solito sorriso sghembo,con gli occhi socchiusi. Le sue mani scesero sull’orlo dei suoi pantaloni che sbottonò lentamente per poi abbassarli e calciarli via con un piede. Tolse anche la maglietta rimanendo in boxer davanti a me.

Lo guardai fissa mentre sentivo il mio cuore battere sempre più forte e la testa girare. Le mie guance avvamparono di rossore e schiusi le labbra per respirare meglio.

Better Way || Louis TomlinsonLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora