Capitolo 13

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Quando aprii gli occhi,ero ancora sul divano. Sentivo un forte dolore alle ossa e non riuscivo a girare il collo. 
“Ma che cosa è successo?” Mugugnai alzandomi lentamente.
Sbadigliai strofinandomi le mani sugli occhi. 
Quando fui abbastanza cosciente per rendermi conto della situazione,capii che ci eravamo addormentati sul divano guardando quel film che Harry credeva interessante. Sorrisi al pensiero. 
Niall era sdraiato sulle gambe di Harry e Scar,che dormivano entrambi con la bocca aperta. 
Corsi in cucina a prendere il mio cellulare per scattare una fotografia a quei tre. Premetti il tasto e rimasi a guardare la mia ‘opera d’arte’. 
Pensai che le fotografie fossero la cosa più bella al mondo. Potevi intrappolare un ricordo in qualsiasi momento. Sorrisi riponendo il telefono nella tasca del pigiama e trascinai il mio corpo in bagno. Chiusi la porta a chiave e accesi il riscaldamento. Sfilai lentamente la mia felpa. Il mio corpo era intorpidito dal freddo. Tolsi i calzini e lentamente,feci scivolare i pantaloni del pigiama per terra. Notai che la ferita sulla mia coscia si era chiusa e si poteva vedere perfettamente che c’era scritto il nome di quel bastardo. Strinsi i denti per il dolore che stavo provando interiormente. Mi decisi a raccogliere i miei vestiti sporchi e a lanciarli dentro la lavatrice. Poi,mi infilai sotto la doccia. Il getto di acqua calda cominciò ad accarezzarmi il corpo. Le mie ferite bruciavano tremendamente e stavo per cominciare ad urlare. Ma non potevo. Non dovevo. Insaponai il mio corpo cercando di non fare cadere alcuna goccia di sapone sulla cicatrice. 
Rimasi dentro la doccia il meno tempo possibile. La mia coscia bruciava ed era come un’agonia. Uscii chiudendo l’acqua e mi arrotolai in un asciugamano sospirando. Era una tortura fare la doccia. Aprii il cassetto e presi le mie bende per attorcigliarle attorno ai polsi. Dopo di che,salii in fretta in camera mia per vestirmi. Apri l’anta dell’armadio e cominciai a far scorrere le grucce da sinistra verso destra per trovare qualcosa da mettere. Il mio sguardo si fermò su un paio di jeans chiari,con i risvolti. Mi ricordavano tanto Louis. Sorrisi immaginandolo accanto a me. La sua figura alta e slanciata,i suoi muscoli leggermente accennati. Tremai scuotendo la testa per cancellare quelle immagini dalla mia mente. Perché pensavo a lui in modo positivo? Era un mostro. Continuai a guardare dentro al mio armadio per poi optare per un paio di leggins neri e un maglione viola. Non potevo mettere jeans o altre cose del genere,la ferita avrebbe bruciato troppo. 
Spazzolai i capelli e li legai in una coda di cavallo.
Scesi lentamente le scale e vidi che gli altri si erano svegliati.
“Buongiorno.” Dissi sorridendo. 
Niall alzò la mano in segno di saluto.
“Buongiorno a te.” Rispose Scar sbadigliando.
Harry invece mi si avvicinò e mi baciò sulla fronte: “Buongiorno tesoro.”
Alzai lo sguardo per guardarlo negli occhi e sorridergli.
“Ci siamo addormentati sul divano come degli stupidi.” Disse Niall. “Questo perché il film che ha consigliato Harry era molto interessante.” 
Scar trattenne una risata io invece mi lasciai andare.
Harry puntò il dito medio verso Niall: “Fanculo Horan.”
“Oh,ti voglio bene anche io Styles.” Rispose lui.
“Preparo la colazione?” Domandai cambiando discorso.
“Sarebbe un’ottima idea. Cosi noi andiamo a cambiarci. Mi sento la puzza addosso.” Disse Niall togliendosi la felpa e rimanendo in canottiera. 
“Cazzo che freddo.” Osservò rannicchiandosi su se stesso. 
Saltellai in cucina: “vi aspetto qui!” Urlai chiudendo la porta.
Per una volta avrei cucinato io.
Mentre la padella si riscaldava,presi quattro bicchieri dalla credenza e li sistemai sul tavolo dove avevo steso una tovaglia rossa.
Preparai i pancake,e misi a tavola anche la torta del giorno prima. Dopo aver preparato il caffè e aver fatto bollire il latte,aprii un pacco di biscotti e li versai su un vassoio.
Guardai soddisfatta la tavola che avevo preparato per poi spegnere i fornelli e sistemare i pancake e la mousse al cioccolato accanto alla torta.
“Che buon profumino.” 
Sentii la voce di Niall. Lo guardai sorridendo: “Non mangiamo mai così tanto a colazione,ma visto che ci sei tu …” Dissi facendolo accomodare.
Mi sorrise: “Grazie Bree.”
“Ma di cosa.” Mi sedetti anche io.
“Beh,io comincio a mangiare.” Disse Niall prendendo fra le dita un pancake.
“Attento è …”
“Scotta!” Urlò facendo cadere il pancake sulla tovaglia. Cominciò a far muovere la mano a destra e a sinistra mentre vi soffiava sopra. 
Quella scena era a dir poco esilarante. Scoppiai a ridere: “Vuoi un po’ d’acqua fresca?”
“Sì,grazie.” Rispose continuando a soffiare.
Non ero abituata a ridere così tanto. Era una sensazione sconosciuta al mio corpo. Aprii il frigo e presi l’acqua fresca.
“Tieni.” La porsi a Niall che in men che non si dica,se la portò sulla mano sospirando.
“Cosa succede qua?” Domandò Harry entrando.
“Niall si è bruciato.” Dissi indicandolo.
Harry rise: “Chi è troppo goloso fa questa fine.”
Niall lo fulminò con lo sguardo: “Non mangio da ieri sera!”
“Anche noi non mangiamo da ieri sera.” Osservò Harry.
“Un punto per Harry.” Dissi io.
“Vi odio.” Scherzò Niall.
Dopo qualche minuto,arrivò Scar e si sedette accanto a me.
“Sempre la solita ritardataria.” Dissi.
“Sempre la solita perfettina.” Rispose sorridendo.
“La colazione è davvero buona.” Disse Harry mentre masticava un pezzo di torta.
“Maleducato non si parla con la bocca piena!” Lo rimproverai.
Ingoiò il pezzo di torta per poi sorridermi. 
“Scusa.” Disse.
Non riuscii a fare a meno di sorridere,quelle fossette erano come una medicina per me.
“Io ho finito.” Avvisai alzandomi e posando la mia tazza e il mio piatto nella lavastoviglie.
“Bree..?” Harry mi chiamò.
“Cosa c’è?” Domandai voltandomi.
“Hai deciso di venire sta sera?”
Rimasi immobile. Avevo completamente dimenticato la festa di Louis. Scar mi guardò di sottecchi,io me ne accorsi e distolsi lo sguardo ritornando a guardare Harry.
“Sì.” Risposi insicura.
“Sai che non sei obbligata. Lo so che effetto ti fa Louis.” Harry parlava come se fossimo soli in quella stanza. Niall continuava a spostare lo sguardo a destra e a sinistra,verso me e verso mio fratello. 
“Tranquillo.” Mentii “Ormai Louis non mi fa più quell’effetto. Siamo amici.”
Harry corrugò la fronte: “Sicura?”
Annuii: “Si dai. Non posso negare che mi piace ma … voglio venire.” Affermai più convinta.
Harry fece spallucce: “D’accordo. Hai un vestito per sta sera?”
Alzai gli occhi al cielo picchiettando la mano sul lavabo: “Ehm … troverò qualcosa da mettere.”
Harry sorrise e si voltò verso Scar: “La accompagni tu a comprare qualcosa?”
Scar annuì: “Ma certo.” 
“Harry,davvero non c’è bisogno.” Mugugnai io.
“E invece sì. Anche io e Niall dobbiamo andare a comprare qualcosa.”
Quindi Niall sarebbe venuto e Scar sarebbe rimasta sola a casa. 
Tanto ero assorta nei miei pensieri che non mi accorsi della figura di Harry avanti a me. Alzai lo sguardo per incrociare il suo. Mi sorrise mostrandomi il suo palmo di mano dove sopra vi erano posizionati dei soldi.
Scossi il capo: “No Harry davvero,non c’è bisogno.” Lo implorai. Odiavo quando doveva spendere per me.
Prese la mia mano e la mise sulla sua: “Ti prego Bree..” Sussurrò.
Lo guardai per qualche secondo negli occhi prima di sbuffare e prendere i soldi in un pugno.
Sorrise soddisfatto: “Bene allora ci vediamo a ora di pranzo.” Disse uscendo dalla cucina insieme a Niall.
Spostai lo sguardo sulla carta colorata che avevo in mano e cominciai a sfogliarla come fosse un libro.
“Resterai sola a casa la vigilia di Natale?” Domandai a Scar senza alzare lo sguardo.
“Sì.” Rispose lei “Ti ho già detto come la penso. Non credo che vorresti che la festa finisse male.” Sorrise maliziosamente ed io feci lo stesso. 
“No. Non voglio. Ma sei sicura?”
Si alzò da tavola: “Sono sicurissima Bree. Allora,andiamo?” Mi domandò.
Alzai lo sguardo: “Vado a prendere la borsa e arrivo.”
Scar annuì.
Salii in fretta le scale,presi una borsa e vi infilai i soldi e il cellulare. Riscesi le scale mentre infilavo il cappotto e trovai Scar davanti alla porta che stava sistemandosi la sciarpa.
“Ok,siamo pronte.” Disse sorridendo.
Annuii e aprii la porta di casa invitandola ad uscire per prima.

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