Capitolo 9

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“Cosa ci fai qui Tomlinson?” Dissi non appena incrociai lo sguardo di Louis.

“Siamo agitate sta mattina,Styles?” Rispose lui incrociando le braccia.

Il mio respiro si fece pesante e sentii le guance avvamparsi.

“Ti ho solo… fatto una domanda.” Risposi cercando di sembrare il più calma possibile.

Louis guardò alle mie spalle per poi sorridere sghembo: “C’è nessuno in casa?”

Avrei voluto mentire,ma sarebbe stato inutile.

“Sono sola,Tomlinson.” Risposi abbassando lo sguardo. 

Non ebbi nemmeno il tempo di alzare lo sguardo,che sentii le sue mani sulle mie spalle. Mi spinse violentemente contro il primo murò che trovò e al contatto,sentii brividi di freddo oltrepassarmi la schiena.

Chiusi gli occhi gemendo dal dolore e strinsi i pugni in segno di difesa.

“Ehi… hai paura?” Domandò Louis ad un soffio dalle mie labbra.

Aprii lentamente gli occhi. I suoi,puntati sul mio sguardo,le sue labbra curvate in un sorriso sghembo,le sue mani fermamente appoggiate sulle mie spalle. Riuscivo a sentire il mio cuore battere forte. 

“Sì.” Riuscii a dire d’un soffio “Ho tanta paura di te.”

Louis tolse le mani dalle mie spalle e le fece scendere lungo le mie braccia. Strinsi i denti,pensando che volesse stringere i miei polsi pieni di cicatrici ma non fu così. Sospirai non appena le sue dita incrociarono le mie. Abbassai lo sguardo per osservare le mie mani intrecciate alle sue. La sua belle rosea e la mia pallidissima,erano un tuttuno in quel momento. Alzai di nuovo lo sguardo e mi ritrovai per l’ennesima volta i suoi bellissimi occhi davanti. Lo vidi mentre li socchiudeva e si avvicinava con le sue labbra alle mie. Prese a morderle avidamente e a succhiarle. Cercai di dimenarmi per i primi tre secondi ma poi lasciai perdere. Era tutto inutile. Mentre baciava bramoso le mie labbra,una sua mano si spostò sulla mia schiena. La percorse tutta per poi fermarsi sul mio sedere,dove diede una pacca. Gemetti di dolore mentre il suo bacino si sfregava contro il mio e i suoi denti si spostavano sul mio collo. 

“Louis no,non un altro succhiotto,ti prego.” Lo implorai. Facevo fatica a nascondere quello che mi aveva fatto prima,non poteva farne un altro. 

Si allontanò per scrutare meglio il mio viso. 

“Si vede che hai paura Styles.” Disse.

Non risposi. Continuai a guardarlo mentre tremavo e prendevo fiato. 

“Per sta volta sarò buono.” 

Stavo per sospirare di sollievo quando lo vidi schiantarsi di nuovo sul mio corpo. Mi fece di nuovo sbattere contro il muro prima di mordermi la guancia e dare una spinta violenta con il bacino sulla mia coscia. 

“Basta.” Mugugnai sperando in una sua reazione. Ma niente.

Prese a mordicchiarmi la mandibola,il mento,il collo,per poi salire e ribaciarmi sulle labbra. Il mio fiato si era accorciato. Quasi non riuscivo a stare al suo passo. Mi sentivo in agonia mentre le sue mani stringevano i miei fianchi saldamente,mentre lo sentivo gemere vergognosamente,senza ritegno,mentre i suoi denti mordevano le mie labbra,mentre la sua lingua si muoveva sinuosa dentro la mia bocca. 

Chiusi gli occhi,strinsi i pugni e pregai che quel momento passasse in fretta. 

Improvvisamente,Louis si staccò dalle mie labbra. Riaprii gli occhi e lo fissai.

“Cosa guardi?” Domandò aggiustandosi i capelli.

“Non ti sto guardando.” Abbassai di nuovo lo sguardo.

“Bene. Io vado. Domani vieni al mio compleanno?”

“Puoi scordartelo.”

Mi fulminò con gli occhi prima di avvicinarsi e intrappolare il mio corpo fra le sue braccia,appoggiate al muro.

“Tu verrai,intesi?” Mi soffiò sul collo provocandomi un brivido.

“Ma io..”

Tracciò una linea sul mio orecchio con la lingua,prese il lobo tra i denti e gli diede un morso,violento.

“Non cercare scuse. Devi assolutamente venire.”

“Ho ospiti domani.”

“Vuol dire che porterai anche loro.”

Detto questo,si allontanò definitivamente dal mio corpo e uscì di casa sbattendo la porta.

Mi lasciai cadere per terra in ginocchio e come al solito,sentii le lacrime inondarmi il viso. Non riuscivo a sopportare tutte quelle violenze. Louis mi stava semplicemente rovinando la vita. 

“Louis… Louis … Louis…” Continuavo a ripetere il suo nome,singhiozzando. Non riuscivo a togliermelo dalla testa,era il mio unico pensiero in quel momento.

Come se avessi avuto la testa annebbiata,mi alzai e corsi in bagno. Stavo per commettere di nuovo lo sbaglio di tagliarmi. Ma cosa potevo farci se era l’unica cosa che mi rendeva felice? O almeno,l’unica cosa che riusciva a distrarmi da quegli orribili pensieri.

Presi la lametta e abbassai i leggins. Non potevo tagliarmi i polsi. Erano pieni zeppi. Così,decisi di applicare il dolore sulla coscia. Strinsi tra le dita quell’arnese che tanto mi soddisfava per poi posarlo sulla mia pelle morbida e pallida. Con la mano che tremava,tracciai una linea verticale e poi una orizzontale. Dalla mia bocca uscì un gridolino,un misto tra dolore e piacere. Senza accorgermene,disegnai un cerchio,metà cerchio,un’altra linea orizzontale e uno scarabocchio finale. Guardai bene ciò che avevo fatto e mi accorsi che avevo appena scritto “LOUIS.” 

Le mie labbra si aprirono e cominciai a respirare affannosamente. Aprii l’acqua fredda e lanciai sotto ad’essa la lametta che avevo appena usato per pulirla. Poi,presi un asciugamano e lo passai sul sangue che mi aveva macchiato gran parte della coscia,per poi lanciarlo dentro la lavatrice. Harry non doveva saperlo. Non doveva vederlo. Quel taglio bruciava,sentivo la coscia in fiamme. Sentivo un dolore che non avevo mai sentito prima. Forse perché quello era ciò che più mi faceva male,e cioè,Louis. 

Dopo aver lavato l’asciugamano,rialzai i leggins con un po’ di fatica. Zoppicando,mi diressi in salotto. Guardai l’orologio e subito dopo,sobbalzai sentendo suonare il campanello.

Better Way || Louis TomlinsonLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora