«Perché è così strano?»
«È molto freddo, distaccato e introverso. Stava sempre con noi ma pensavo ci odiasse. Te ne accorgerai subito da come ti guarderà.»
Cindy e Harry.
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Arrivo ancora completamente assonnata in cucina, fortunatamente i ragazzi sono andati via altrimenti il mio stato da zombie sarebbe stato ancora più imbarazzante. Prendo il latte dal frigo, poi cerco la nutella che era riposta nel ripiano più alto. Cerco di prenderla, alzandomi in punta di piedi e poggiandomi sul ripiano della cucina, ma ricordo che sono troppo bassa.
«Vuoi una mano?» sento e mi giro di scatto, portando una mano sul petto.
«Harry, cosa ci fai qui?» domando, maledicendomi mentalmente per non essermi cambiata. Stringo maggiormente il nodo che ho in vita e chiudo lo scollo, inutilmente dato che probabilmente ha già visto tutto pochi secondi fa.
«I ragazzi volevano essere sicuri che non ti addormentassi di nuovo.» dice, avvicinandosi a me con un passo deciso, fino a farmi schiacciare contro il banco della cucina per la troppa vicinanza. «Eccolo.» dice mostrandomi il barattolo di nutella, che poggia sul tavolo dopo essersi allontanato da me. Mi accorgo solo in questo momento che sto trattenendo il respiro, così mi giro dandogli le spalle riprendendo a respirare.
«Non mi addormento di nuovo, puoi anche andare.» dico, cercando di riprende la calma. Che ragazzina che sono. Mi giro nuovamente verso di lui e mi avvicino al tavolo per preparami una fetta di pane con la nutella. «La vuoi anche tu?» domando, portando lo sguardo su di lui che ora è seduto sullo sgabello difronte a me.
«Ma dato che sono qui ne approfitto, si.»risponde portando le mani sul tavolo. Mentre spalmo la nutella sulla fetta di pane noto che non lascia mai le sue mani ferme, gioca con i vari anelli che ha oppure si gira i pollici, letteralmente. «Ti piacciono i miei anelli?» domanda e mi sveglia dal mio memento di trans, e mi rendo conto solo ora di aver fissato le sue mani forse per troppo tempo.
«Ero solo curiosa.» sussurro. Perché mi deve sempre riprende in fallo? Torno alla mia fetta di pane, sbuffando. Perché non se ne va?
«Questo rappresenta la mia famiglia.» riprende a parlare dopo vari minuti di silenzio, mostrandomi un semplice anello d'oro bianco con scritto 'family' e delle lettere, probabilmente le iniziali dei suoi genitori. «Questo è molto importante per me.» continua mostrandomi un anello d'oro con una grande pietra nera sopra. «A differenza di tutte le credenze, la pietra nera non porta sfortuna, anzi armonia. Chi indossa questa pietra è perché vuole vivere una vita sotto le leggi della semplicità. Invece di circondarsi di problemi, vuole arrivare alla meta in maniera limpida, grazie all'impegno quotidiano.» mi spiega e resto quasi affascinata dalla sua voce, dalla calma e la tranquillità con cui parla. «Questo invece me l'ha regalato mia sorella, solo perché le piaceva.» dice e mi mostra un anello oro, molto semplice e elegante. «Infine ho questo qui, che in realtà non so ancora bene cosa significa ma me l'hanno regalato da piccolo i miei nonni e mi hanno detto che un giorno capirò grazie a questo chi è la donna per me. Lo indosso e aspetto.» termina ridendo e sorrido anche io. Come può un anello farti capire chi è la donna della tua vita?
«Sono tutti molto carini, hai gusto.» commento, passandogli il tovagliolo con il pane con la nutella.
«Grazie.» dice facendomi l'occhiolino, prima di dare un morso alla fetta. Abbasso lo sguardo imbarazzata, sentendo le mie guance prendere quasi fuoco.