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Non siate lettori silenziosi, per piacere.

L'unica forza che ho - Ultimo.

Harry's pov.

Percorsi lentamente il corridoio per raggiungere la camera di Cindy, mentre mi aggiustavo di nuovo quella camicia bianca che mi stava forse troppo stretta. Bussai alla sua porta aspettando di sentire la sua voce mentre sbottonavo il primo bottone della camicia. Quando non sento la sua voce busso di nuovo, poi abbasso la maniglia ed entro, restando sorpreso quando trovo la porta non chiusa con la chiave, dato ormai che aveva preso l'abitudine di farlo.

Resto ancora più sorpreso quando vedo il vestito che avevo scelto per lei steso sul letto, così mi domandai se non si fosse addormentata nella vasca da bagno e bussai di nuovo alla porta del bagno, più volte ma non sentii nulla così aprii anche quella porta, non trovando assolutamente nessuno. Confuso, mi girai di nuovo verso la camera ed aprii l'armadio, non trovando nessun vestito. Girai per la stanza alla ricerca di qualcosa di suo, perché non volevo credere che se ne fosse andata senza dirmi nulla. Mentre guardavo il letto, dove c'era ancora la sua forma sulle lenzuola, trovai un foglio di carta bianco dove riconoscevo la sua calligrafia.

Io rimango immobile qui per te, aspettando un passo da te, che resti indifferente e poi cambi d'estate.
E cadono le scuse e muore il mio pensiero su te.
Ed io non ti aspetto più.

Porto il foglio nella tasca dei miei pantaloni classici ed esco velocemente dalla stanza per raggiungere l'entrata del hotel, sperando che sia ancora qui, ma le uniche persone che vedo sono gli invitati che mi salutano, eppure non sento nulla, sembra che il mondo continuasse a girare ma fosse in muto per me. Torno di corsa nell'hotel e cerco la camera di Gemma, sperando di trovarla lì ma quando arrivo Gemma sembra quasi sorpresa a vedermi da solo.

«Forse, metti la giacca che è tardi.» dice, indicando la mia camera infondo al corridoio, poi si avvicina per chiudermi il bottone della camicia. «Sembra che hai visto un fantasma.» commenta poi quando mi allontano. Chiudo la porta dietro le mie spalle e sospiro, cercando ricollegare il cervello alle mie azioni. Porto le mani tra i capelli mentre cammino avanti ed indietro per la stanza, cercando di capire cosa stesse succedendo e cosa dovessi fare.

Mi guardavo allo specchio e non mi riconoscevo mentre indossavo la giacca e mi aggiustavo i capelli. Sfilai la scatolina rossa dalla tasca della giacca e la aprii, guardando di nuovo quell'anello che avrei voluto regalare a Cindy, cercando di spiegarle che anche se ero un enorme coglione, anche se facevo stronzate ripetutamente e non riuscivo ad esprimere per niente tutto ciò che in realtà sentivo per lei, dirle che mi costava davvero parlarne, che la volevo veramente, che non avevo mai visto mai occhi più belli dei suoi e che, anche se non sapevo perché, era l'unica forza che avevo in quel momento, volevo dirle che con lei stavo bene e che le farfalle nello stomaco non esistevano perché a me quasi faceva male quando la guardavo e mi sentivo un idiota a non farle capire tutto, che aprivo la bocca ma non usciva niente.

Posai l'anello nella valigia ed uscii dalla mia camera, raggiungendo la festa a grandi passi sperando ci fosse l'alcol con i gradi più alti. Poco prima di aprire la porta presi un sospiro ed indossai la mia maschera migliore per fingere di essere felice, come facevo sempre.

Strange but Magnetic; Harry StylesLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora