«Perché è così strano?»
«È molto freddo, distaccato e introverso. Stava sempre con noi ma pensavo ci odiasse. Te ne accorgerai subito da come ti guarderà.»
Cindy e Harry.
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«L'abbiamo davvero fatto nei bagni del collage?» domando con la guancia premuta sul suo petto mentre cerco di riprendere fiato. «Devo farmi una doccia con un forte disinfettante.»
«Dio mio, piccola. Quando chiedevo un po' di passione da parte tua non parlavo di questo.» commenta indicando velocemente entrambi con il fiato corto, poi porta di nuovo la testa contro la parete del bagno socchiudendo gli occhi. «È stato..»
«Sembra tu non abbia mai fatto sesso in vita tua, riprenditi!» sussurro ridendo schiaffeggiandogli il petto ma in fin dei conti lo capivo, era una cosa che non mi sarei mai aspettata e soprattutto non pensavo fosse così. Le sue mani continuano ad accarezzarmi la schiena lentamente mentre cerchiamo entrambi la forza di riprendere le nostre cose e continuare le lezioni come se niente fosse successo ed era abbastanza difficile.
«Non l'ho mai fatto così.» ammette come se fosse il peggiore dei suoi peccati ed io avrei voluto avere la forza per guardargli il viso ma era tutto vano, la mia guancia non riusciva a staccarsi dal suo petto e non avevo alcuna intenzione di allontanarmi dalle sue braccia. «È stato intenso.»
«L'abbiamo fatto in un bagno, Harry.» ripeto e lo sento ridere mentre mi bacia la fronte e lotta con i miei capelli per spostarli dal mio viso. «Nel bagno del bar del collage.»
«Non voglio immaginare quando lo ripeteremo a casa mia, sul mio letto. Probabilmente vedrò Dio in persona, gli stringerò la mano e prenderemo un caffè insieme.» continua facendo scoppiare a ridere anche me.
Pochi minuti prima..
Continuo a girare il cucchiaino nel caffè disinteressata e sbuffo all'ennesimo sospiro di Louis. Oggi non era giornata.
«Mi ha lasciato.» ripete per la ventesima volta di fila e vorrei alzarmi e rovesciargli la tazza di caffè tra i suoi preziosissimi capelli. «Capito che ho detto? Mi ha lasciato!»
«L'hai ripetuto trenta volte in venti minuti, abbiamo capito tutto.» dice Zayn annoiato, quasi sembra sciogliersi sulla sedia per quanto sembra esasperato. Era così Louis quando succedeva la minima cosa che gli dava fastidio: esasperava gli altri così tanto che solo quando tutti raggiungevamo l'idea comune di un suicidio di gruppo, si fermava.
«Siamo venuti qui di corsa per questo?» domanda Niall alzando di poco lo sguardo dal suo libro di letteratura. «Ho un esame tra due ore.»
«Voi non capite, mi ha lasciato!» ripete Louis incrociando le braccia al petto come il peggiore dei bambini capricciosi, il re dei bambini capricciosi.
«Capiamo la tua lingua, forse sei tu che non capisci la nostra!» sbotta Liam disperato con le mani tra i capelli e a breve sarebbe diventato pelato se Louis non avesse risposto alle sue domande. «Dicci perché!»
«Lei mi ha lasciato!» ripete disperato e tutti gemiamo dalla frustrazione, o quasi tutti. Affianco a Liam c'era Harry che masticava la gomma guardando il suo cellulare come se fosse la sua ancora di salvataggio. Era da due giorni che non ci toccavamo se non per dei brevi baci in posti nascosti e mi stavo stufando, avevo voglia di svegliarmi tra le sue stupide braccia la mattina ma era impossibile con Louis che continuava a frignare come un bambino. Erano anni che Louis ed Eleanor stavano insieme e lui ancora doveva ben capire che almeno ogni tre mesi litigavano, forse non c'era nemmeno un vero motivo dietro i loro litigi perché lui non spiegava mai per cosa si lasciassero e poi dopo un paio di giorni - massimo una settimana - si presentavano insieme, mano nella mano, senza aggiungere nulla.
«Sto pensando di ucciderti e di farlo passare per un incidente, te lo giuro.» ammette Liam e lui alza il dito medio tornando a ripetere sempre la stessa cosa. Guardo il mio caffè ormai freddo e sbuffo allontanando lentamente la tazzina, lasciando poi che i miei occhi vaghino per il resto del bar cercando qualsiasi tipo di interesse. Vengo ripresa dal rumore degli anelli di Harry contro il tavolo - forse ero pazza ma riuscivo a riconoscerli perfettamente - e porto di nuovo lo sguardo su di lui che finalmente mi sta guardando.
«Vado a fumarmi una sigaretta.» annuncia alzandosi velocemente e mentre si allontana dal tavolo noto che lui non stava andando fuori, ma in bagno. Mi dileguo anche io dopo pochi istante e nessuno sembra realmente interessarsi a me quindi non mi pongo altre domande e raggiungo Harry.
«Non ce la facevo più.» ammette appena entro in bagno e chiude la porta a chiave alle mie spalle.
«Dove hai preso la-» cerco di domandare ma lui scuote la testa e porta le labbra contro le mie come acqua nel deserto e non ebbi nient'altro da chiedere, il mondo poteva cadere adesso, in questo preciso istante e comunque non mi sarei spostata. Mentre io gli accarezzavo i capelli lentamente lui seguiva un ritmo molto diverso dal mio, era impaziente di toccarmi, di stringermi e di aggiungere nuovi segni al mio collo già pieno di segni. «Harry noi dovremmo-»
«Non voglio più sentire una parola, mi sta scoppiando la testa.» mi interrompe portando un dito sulle mie labbra e la fronte contro la mia. «Ovviamente se devi urlare il mio nome, quello potrebbe solo alleviarlo il mio dolore.» si corregge e torna all'attacco del mio collo, facendomi capire che non saremmo usciti presto da lì.