«Perché è così strano?»
«È molto freddo, distaccato e introverso. Stava sempre con noi ma pensavo ci odiasse. Te ne accorgerai subito da come ti guarderà.»
Cindy e Harry.
Non siate lettori silenziosi, per piacere. Scusate il ritardo, vi dico solo fate l'amore non fate giurisprudenza. Spero vi piaccia, fatemi sapere!
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Where have you been?
Trascorsi il mio pranzo con tranquillità, come non facevo ormai da tempo ed infatti persi completamente la condizione del tempo. Raggruppai velocemente le mie cose quando notai che il locale era ormai vuoto ed andai a pagare, per poi fuggire verso Il college. La lezione di arte iniziava tra soli due minuti ed io dovevo farmi tre piani di corsa. Tra i corridoi vedo Harry che si rigira nel corridoio ed una parte di me spera che stia cercando me, mentre l'altra mi invita a correre il più veloce possibile verso l'aula, e così feci, sedendomi al primo banco.
Il professore entrò in aula pochi secondi dopo di me e mi rilassai, aprendo la mia cartella per cercare il quaderno degli appunti, ma la mia fortuna in questo periodo mi aveva perso di vista infatti non lo trovai.
«Allora signorina?» domanda il professore, battendo la mano sul mio banco. «Ha sentito quello che ho detto?»
«Io-» cercai di iniziare, pregando qualsiasi Dio di aiutarmi in questa situazione di merda.
«Da quando frequenta ragazzi nuovi non è più come prima, ritorni sulla retta via.» mi interruppe bruscamente, allontanandosi poi da me. Ringraziai mentalmente la classe, che intanto chiacchierava e non si preoccuparono di me. Portai la mano sulla mia fronte, confusa su cosa intendesse, parlava di Harry? Forse anche lui aveva visto le foto degli eventi a cui ho partecipato con lui, come l'altra professoressa. Lasciai perdere ogni pensiero su questo argomento e seguii la lezione senza dare più fastidio, infine uscii velocemente quando la campanella suonò.
Lasciai perdere l'ultima lezione e tornai a casa, questa giornata si stava rivelando una schifezza su ogni fronte. Da quanto avevo conosciuto Harry la mia vita era assolutamente cambiata ma non capivo se in meglio o peggio. A volte speravo di non averlo mai incontrato perché mi portava via troppo tempo, anche quando non c'era. Altre volte speravo di rivederlo oppure che apparisse anche quando cercavo di evitarlo, come ora. Mentre guardavo le immagini che trasmetteva la tv, di una soap opera spagnola immaginavo me ed Harry al posto dei protagonisti: avrei tanto voluto avere una relazione come la loro. Chissà se Harry aveva mai detto le due magiche paroline, e se lo avesse fatto chi era stata la fortunata? Cambiai canale quando iniziarono a baciarsi, era nata in me una sorta di gelosia verso le coppie felici. A bloccare il flusso dei miei pensieri fu il cellulare che vibrava insistentemente nella tasca dei miei jeans.
Gemma: Tesoro!! Dove sei?
Cindy: Sono a casa, tu? Come stai?
Gemma: Mi manchi.. Qui nessuno mi capisce!
Cindy: Che succede?
Gemma: Un ragazzo... con mamma non posso parlarne, con Harry nemmeno.
Cindy: Raccontami tutto!
Gemma: Ho scoperto che si vantava con i suoi amici che usciva con me perché avevo i soldi.. voleva solo vedere le mie 'mutandine firmate'.
Cindy: Che pochezza intellettuale...
Gemma: Parliamo di cose belle, tu ed Harry?
Cindy: Niente, oggi l'ho evitato. Voglio stare tranquilla.
Gemma: Tranquilla? Io pensavo ti piacesse
Cindy: Non so se mi piace.. ma sicuramente non piaccio a lui.
Gemma: Non ne sarei sicura..
A fermare la mia conversazione con Gemma fu la porta. Scrissi velocemente un avviso a lei, poi mi alzai dal divano con il plaid che mi copriva interamente.
«Chi è?» domandai mentre guardavo dallo spioncino. «Harry?» continuai, aprendo velocemente la porta. Rimase pochi secondi fermo a guardarmi, come se fosse sorpreso di vedermi. Aveva l'espressione di essere arrabbiato, ma dopo poco comparsi un piccolo sorriso sulle sue labbra ed entrò in casa, poggiando il cappotto sul tavolo.
«Dove sei stata? Ti ho chiamata più di dieci volte!» domanda confuso, incrociando le braccia al petto. Chiusi la porta velocemente per non far entrare ancora il vento gelido e mi strinsi nel mio plaid.
«Mi sono presa una pausa.» risposi, strisciando i miei per arrivare alla cucina per prendere le patatine. «Ne avevo bisogno, quindi perché non vai?»
«Mi cacci?» domanda avvicinandosi a passi veloci verso di me. Annuii semplicemente, versando le patatine nel contenitore. «Avevi bisogno di una pausa da me?»
«Si, da tutti.» rispondo allontanandomi di nuovo da lui, che continuava a seguirmi in ogni angolo della cucina. Cercai di sfuggirgli in ogni modo, ma riuscì prontamente a bloccarmi.
«Che cosa ho fatto?» domandò cercando di mantenere un tono calmo, ma sapevo perfettamente che avrebbe tanto voluto urlare e buttare per terra il contenitore con le patatine che manteneva una distanza fissa tra di noi.
«Niente, volevo solo stare sola.» risposi in modo secco, mentre guardavo le nostre ombre sul pavimento. «Ora torno sul divano, se non hai niente da dirmi perché non-»
«Volevo chiederti quando volevi partire con me, quell'invito da mia madre.» mi interruppe bruscamente mentre si infilava di nuovo il cappotto. «Ma forse non vuoi venire, lascia perdere.» continuò sussurrando ed aprì la porta.
«Harry!» urlai buttando quasi per l'aria le patatine ed il plaid per rincorrerlo. Lo trovai fermo sul ciglio della porta mentre sospirava rumorosamente, ero sicura che se fosse stato legale mi avrebbe uccisa senza ripensarci sopra. «In televisione c'è la tua serie preferito, se ti va.» sussurrai indicando il salone e lui sbuffò, entrando di nuovo. Tornai di nuovo sul divano e mi coprii, lasciando la coperta anche per lui. Mi raggiunse con altre patatine e schifezze varie, sedendosi comodamente affianco a me. Non fiatammo per il resto della serata, guardammo la tv completamente avvolti dalla coperta e dal buio, il suo braccio sulle mie spalle e giocava con i miei capelli mentre io avevo la testa poggiata sulla sua spalla. Non era da questo che fuggivo.