«Perché è così strano?»
«È molto freddo, distaccato e introverso. Stava sempre con noi ma pensavo ci odiasse. Te ne accorgerai subito da come ti guarderà.»
Cindy e Harry.
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Il fuoco del camino scoppiettava mentre eravamo stesi sopra il divano della casa in montagna di Harry. Dopo che Louis ha continuato per giorni interi a parlare della sua relazione finita tragicamente scaricata nel wc, Harry ha deciso che una settimana di ferie era d'obbligo ed io non mi ero opposta. La nostra relazione correva così veloce che da un po' avevo paura che tutto sarebbe finito con un semplice 'ci siamo divertiti, è finita', volevo solo viverlo a pieno.
«Allora, che ne dici, ti piace?» domando cercando di capire una sua emozione.
«Non male.»
«Toccala.»
«Lo sto facendo.» sbotta muovendo veloce i suoi occhi verdi, ancora più belli con la luce del fuoco che li colpiva.
«Devi toccarla meglio.» continuo incitandolo a fare qualcosa.
«So come si tocca una di queste.»
«Ho i miei dubbi, non sta succedendo niente.» sbotto sbuffando, facendogli alzare gli occhi al cielo.
«Cosa ti aspetti che succeda?» chiede muovendo leggermente le dita, facendomi sussultare.
«Dovrei innalzarmi e sentire gli angeli che cantano.»
«Non pensavo fossi una che crede alle leggende metropolitane.»
«Ma tu hai detto di essere il migliore in questa cosa!»
«Sto ancora capendo perché l'hai aperta sul tavolo mentre stavamo facendo altro.»
«Sono eccitata, non stavo più nella pelle! Dici di avere le dita magiche, fallo!»
«È una chitarra, non l'arpa che apre le porte del paradiso.» commenta ironico sistemandola sul divano di fianco a noi. Lo guardo confusa e sospiro allontanandomi di poco da lui, anche se essendo ancora mezza nuda sentivo abbastanza freddo lontana dalle sue braccia.
«Non ti piace?»
«Perché mi hai regalato una chitarra? Avrai speso anche un sacco di soldi..» commenta portando lo sguardo su di me, sistemando la coperta sulle mie gambe mentre mi stringo nella sua maglia che avevo indossato poco dopo che avevamo finito di fare l'amore forse per la quinta volta in un pomeriggio.
«Perché tu mi porti in posti meravigliosi come questi ed io mi sento come se approfittassi, mi hai detto che la tua chitarra l'hai persa rotta e quindi ho pensato che potesse piacerti.» spiego con le braccia incrociate al petto per il freddo. Harry prontamente mi tira di nuovo tra le sue braccia e intreccia ancora una volta le nostre gambe.
«Non sei un peso, non ti approfitti di me, la chitarra mi piace. Non voglio che spendi soldi per me, mi basta..questo.»
«Questo? Intendi il.. sesso?» chiedo imbarazzata ed anche leggermente delusa.
«No, che stiamo insieme sul divano a guardare programmi stupidi.» spiega sbuffando ed io annuisco nascondendo il viso sul suo petto. «Perché in questi giorni sei così sospettosa? C'è qualcosa che non va?»
«Io... non lo so. Le cose non mi vanno mai bene, Harry. Non voglio fare la vittima o la ragazzina depressa lasciata dai genitori, è sempre stato così. Anche nelle cose stupide, tipo una partita a carte, perdo il 70% delle volte e non perché sono stupida, ma perché sono sfortunata. Questa cosa tra di noi è la cosa migliore che mi sia capitata e ho paura che ad un certo punto possa finire nel giro di due secondi.»
«Anche per me questa tra di noi è la migliore che mi sia mai capitata. Ho paura anche io perché sono innamorato di te, è una cosa nuova che sto cercando di fare al meglio. Però non possiamo vivere con la paura, dobbiamo viverci il momento.» dice accarezzandomi i capelli. «E adesso basta altrimenti divento troppo sdolcinato. Già siamo davanti al camino, stretti come se fossimo una sola persona e non ho voglia di allontanarmi da te nemmeno per un secondo.»
«No, continua!» dico ridendo lasciandogli un bacio sul petto ancora nudo. Mi muovo leggermente sul suo corpo così da poter stendermi su di lui ed abbracciarlo, stringerlo a me per sempre. «Mi piacciono questi tuoi strani momento d'affetto.»
«Non so dove ci porterà questa storia, ma sono sicuro che ci porterà lontano perché voglio averti con me.» sussurra dopo pochi minuti di silenzio e sorrido come una stupida. Le sue labbra sfiorano il mio collo come una leggera carezza e le sue mani tornano sulla mia schiena mentre mi alzano di nuovo la maglia. A differenza di qualche ora fa non ha nemmeno bisogno di chiedermi se mi va oppure no, perché gli sfilo i boxer e mi stendo di nuovo sul divano. Harry ancora una volta sale su di me ed unisce le nostre labbra come se ne dipendesse la nostra vita.
«Ti amo.» ammetto ancora una volta e lo sento sorridere mentre con una mano sul suo petto sento il cuore battere forte. Non ho bisogno di sentirgli dire niente perché sapevo perfettamente che quell'uomo dagli occhi meravigliosamente verdi era mio.
SPAZIO IMPORTANTE. So di essere scomparsa per un po', ma ero completamente bloccata. Avevo milioni di idee in testa, volevo scrivere qualcosa di bello ed invece non riuscivo ad andare oltre le 200 parole. Nemmeno questo capitolo mi soddisfa al 100%, ma qualcosa doveva essere buttato fuori quindi ho scelto la parte meno triste e più lunga che avessi scritto e l'ho pubblicata. Io considererei questa la fine, anche se ho altre idee in testa sempre per questa storia perché milioni di cose non sono state spiegate come dovevano. Ero una ragazzina quando ho iniziato a scrivere e come ho già detto ci vuole una revisione totale alla storia, ci sono troppi errori anche grammaticali. Prometto che inizierò la revisione e giuro che alla prima idea buona vi troverete un capitolo bonus. Per ora finisce qui, credo..
Vi voglio bene, grazie mille per avermi sopportato durante tutto questo periodo, più lungo di una gravidanza. Non potrete mai capire quanto veramente mi abbia fatto bene scrivere questa storia, rifugiarmi in un mondo tutto mio quando il resto mi cadeva letteralmente a pezzi. Spero vi abbia fatto piacere e vi ringrazio ancora per il tempo speso per me.
Vi ricordo che ho altre storie che in questo momento sto scrivendo, e soprattutto credo che a non molto pubblicherò una nuova storia di Harry che scrissi un bel po' di tempo fa, la sto revisionando perché ero abbastanza inesperta quando l'ho scritta ma l'idea mi sembra buona, o almeno a me piace.