«Perché è così strano?»
«È molto freddo, distaccato e introverso. Stava sempre con noi ma pensavo ci odiasse. Te ne accorgerai subito da come ti guarderà.»
Cindy e Harry.
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Quando mi sveglio noto di essere ancora sola nel letto, così mi preparo con calma e poi scendo in cucina. Essendo la prima ad essersi svegliata decido di preparare la colazione.
«Buongiorno?» dice Gemma quando arriva in cucina. Il suo tono è molto confuso quando trova già le colazioni pronte. «Che succede?»
«Mi sono svegliata presto ed ho deciso di fare la colazione, perché?» domando sedendomi difronte a lei. Gemma sposta lo sguardo sulle pareti della stanza, poi torna nella sua camera. La guardo confusa mentre spalmo la nutella sui pancake. Quando torna, mi piazza il suo cellulare ad una luminosità elevata davanti agli occhi.
«Sono le quattro e mezza del mattino!» afferma come se fossi una pazza, ed effettivamente era così. Immaginavo fosse presto, ma non così presto. «Io torno a dormire, sinceramente.»
«Buonanotte.» dico salutandola con la mano mentre torna nella sua camera. Sorrido quando mi manda un bacio con la mano prima di sparire dalla mia vista. Sospiro, riordinando le cose in cucina, non avendo praticamente nulla da fare. Quando finisco, decido di cercare Harry nelle varie stanze degli ospiti, ma alla fine lo trovo sul divano con la gamba ed il braccio giù dal divano, la coperta ormai gli copriva solo i piedi stando per la maggior parte per terra, i suoi riccioli erano sparpagliati ovunque su quel piccolo cuscino e la sua bocca era semiaperta. Mi avvicinai lentamente, cercando di sistemarlo sul divano.
«Potresti anche invitarmi nel tuo letto.» sussurra bloccando la mia mano. Sbuffo, cercando di allontanarmi, ma mi tira di nuovo vicino a lui. «Vieni qui vicino a me.» continua, facendomi spazio.
«Non ho sonno.» affermo, cercando ancora di tirarmi indietro, ma la sua presa domina sulla mia forza, soprattutto mentale. Sotto la coperta mi aspettavano due braccia calde che mi avrebbero stretta a lui e mi avrebbero coccolato, ma ero ancora arrabbiata con lui. «Lasciami.»
«Sono le quattro del mattino, vieni qui, tornerai ad essere arrabbiata con me domani.» ripete, tenendo il braccio ben saldo vicino al mio polso. Sbuffo alzando gli occhi al cielo, volevo stendermi affianco a lui ma non potevo. «Te lo leggo in faccia che hai sonno, non fartelo ripetere.» continuò e notando che non riuscivo a prendere una decisione, mi tiro affianco a lui ridendo, coprendomi con la coperta.
«Io ho un letto dove dormire.» dissi ma lui continuò a ridere, sistemandosi vicino a me. Poggia la testa sul mio petto e infila velocemente le mani sotto la mia maglia, accarezzandomi poi la schiena. Mi arresi, portando le mani tra i suoi capelli. Mi rilassai in pochissimo tempo e mi addormentai.
«Io pensavo che ora vi odiaste.» urlò Gemma una volta aperte tutte le tende del salone. Harry scoppiò a ridere, mentre io infilai la testa sotto le coperte. «Harry ora che si è nascosta puoi anche smettere di fissarla.» continua Gemma, tirando la coperta dai nostri corpi.
«Gemma!» urlo coprendomi gli occhi con le mani, ma era tutto inutile perché in pochi secondi il gelo mi colpì tanto da costringermi ad alzarmi e sbuffare rumorosamente. «Ti odio, fatti i pancake da sola.»
«No dai, almeno uno!» mi implora, seguendomi per tutto il mio tragitto. Mi girai verso di lei sorridendo ironicamente, alzando il mio dito medio prima di chiuderle la porta del bagno in faccia. Quando esco dal bagno trovo Harry poggiato al muro difronte, con il cellulare tra le mani.
«Possiamo parlare?» domanda avvicinandosi, indicandomi con la testa la camera. Guardai velocemente verso la cucina ed aspettai che Gemma mi salvasse, ma prima che potesse succedere altro, Harry mi trascinò per il braccio. «Puoi spiegarmi che succede?»
«Che succede? Dovresti dirmelo tu!» rispondo sedendomi sul letto, aspettando che dica altro. Le sue braccia si allargano, come se davvero non avesse capito. «Ti sei incazzato perché un ragazzo mi stava vicino! Non stiamo insieme, posso fare quello che voglio!»
«Tu volevi andare con quello?» domanda confuso chiudendo la porta della camera a chiave e lo guardo veramente sotto shock.
«Tu di tutto quello che ho detto hai capito solo che volevo farmi quel ragazzo? Cosa anche non vera!» urlo alzandomi dal letto, andandogli contro. «È questo quello che odio di te, non capisci niente!»
«Ora mi dai dello stupido?» domanda confuso mentre si avvicina ancora a me. «Voglio chiederti perché hai detto che sei interessata a me.» dice poi, abbassando il tono di voce.
«Per sfizio personale, secondo te?» domando incrociando le braccia al petto. Quando sul suo viso nasce un piccolo sorriso mi arrendo e decido di uscire dalla stanza. «Dammi le chiavi, basta.»
«Perché?» domanda sedendosi sul letto. «Dovremmo risolvere questa situazione, dobbiamo trascorrere qui ancora un paio di giorni, non possiamo semplicemente odiarci.»
«Forse non hai capito, io me ne vado oggi, adesso. Fammi uscire di qui.» dico, porgendo la mano verso di lui per farmi dare la chiave. Lui afferra la mia mano tirandomi verso di lui, così da trovarmi a poca distanza dal suo viso. «Lasciami Harry, te lo sto chiedendo per piacere.»
«Non riesco a farti andare via, sarò egoista ma non posso stare senza di te.» ammette dopo pochi secondi di silenzio. Porto le mano sulle sue spalle e sospiro.
«Te lo sto chiedendo per piacere, non voglio più stare qui, con te. Sono una cretina che si è innamorata del tipo sbagliato, lo so e capisco. Ora lasciami andare.» dico, rubando la chiave dalla sua tasca, così da allontanarmi ed uscire dalla stanza, raggiungendo la mia camera per preparare le valigie.