«Perché è così strano?»
«È molto freddo, distaccato e introverso. Stava sempre con noi ma pensavo ci odiasse. Te ne accorgerai subito da come ti guarderà.»
Cindy e Harry.
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Apro la mia cartella ricontrollandola ancora e sbuffo, non trovando uno dei libri più importanti della giornata, avendo il compito di letteratura.
«È successo qualcosa Cindy?» domanda Niall affiancandomi e sbuffo nuovamente salutandolo con un leggero cenno della testa.
«Ho scordato il libro di letteratura, ho il compito dopo e non posso ripetere!» rispondo disperata e chiudo l'armadietto con forza, facendo girare un paio di persone.
«Harry è nella tua classe, vediamo se lo tiene lui.» dice Niall semplicemente e mi tira per il braccio portandomi in biblioteca. Sto per chiedere che diamine ci facciamo qui, non sapevo nemmeno che Niall conoscesse questa parte della scuola, poi noto Harry con il libro di letteratura aperto davanti a se mentre legge. Inizio subito a correre verso di lui e sorrido appena ho la certezza che quello è il libro che mi manca.
«Ripetiamo?» domando sorridendo e Harry mi guarda confuso, facendo poi segno di sedermi difronte a lui. Mi siedo contenta e mi giro verso Niall, trovando anche la spiegazione al perché conoscesse questa biblioteca: Wendy. Una ragazza molto timida e semplice, abbiamo un paio di corsi insieme e Niall mi aveva spesso chiesto di presentargliela ma non avendo confidenza con lei non avevo il coraggio. Torno con lo sguardo verso Harry e lo trovo affranto.
«Non so un cazzo.» sbotta poi improvvisamente spingendo il libro dal tavolo, facendolo cadere.
«Non hai studiato?» domando prendendo il libro da terra e lui ride ironicamente.
«Se avessi studiato saprei qualcosa.» risponde ravvivandosi i capelli. Sembrano così morbidi, vorrei tanto infilarci le mani dentro, mentre ci stiamo baciando e... «Tu hai studiato?» domanda e ritorno con lo sguardo sui suoi occhi.
«Si, ho solo dimenticato il libro a casa. Ti spiego qualcosa?» domando quasi tremano e lui annuisce. Passiamo il resto delle ore prima del compito in biblioteca mentre gli spiego le cose e lui poi ripete. Noto che è davvero un peccato che non si applichi, dato che è veramente bravo e la professoressa di letteratura è poco più grande di noi, quindi con la voce che ha sicuramente avrebbe il massimo dei voti. Ammetto che alcune cose non le ho sentite poiché ero impegnata a fissare i minimi dettagli nel mio cervello. Per esempio so che il suo vizio principale è rigirarsi l'anelo al dito oppure muovere le mani in modo rumoroso sul banco, se è in difficoltà si morde il labbro e si passa la lingua sulle labbra, ha una voce tranquilla, profonda e rilassante, potrei passate le ore a sentirlo parlare anche di stronzate. Quasi maledico la campanella appena suona poiché dobbiamo alzarci da quel tavolo e andare in classe.
«Se prendo la sufficienza studieremo tutti i pomeriggi insieme.» dice ridendo sedendosi accanto a me e rido notando le sue mani muoversi di nuovo in un tic nervoso sul banco.
«Beh allora spero di no, fai troppo rumore con quelle mani!» dico fingendomi annoiata alzando gli occhi al cielo e lui mi guarda sorridendo, poi si gira verso la professoressa che inizia a distribuire i compiti.