«Perché è così strano?»
«È molto freddo, distaccato e introverso. Stava sempre con noi ma pensavo ci odiasse. Te ne accorgerai subito da come ti guarderà.»
Cindy e Harry.
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Indossai il top che Gemma mi aveva suggerito e la mini gonna di jeans. Avevamo trascorso un ora a litigare, perché io ritenevo fosse troppo e lei diceva che andava più che bene.
«Spero solo tu sia pronta a fare sesso con mio fratello.» commentò e per un secondo pensai di si, ero pronta. Avrei voluto schiaffeggiarmi da sola, dovevo farmi desiderare e avrebbe potuto avermi solo se gli fossi interessata realmente, da un'altra parte invece non vedevo l'ora che mi portasse nella sua camera e non mi sarebbe interessato se il giorno dopo sarebbe stato tutto come prima, volevo averlo mio.
«Dovrei aspettare.» commentai e lei alzò gli occhi al cielo, contraria alla mia risposta. «Non gli piaccio davvero, Gemma.»
«Siete due cretini, non capisco perché non lo ammettiate. Sarebbe tutto più semplice, potreste scopare finalmente in pace.» disse mentre sistemava i capelli allo specchio. Alzai le spalle, non capendo perché Harry non lo dicesse apertamente. Cosa lo bloccava? Forse non aveva capito che mi piaceva? Eppure gli avevo dato campo libero in tutto, non capivo cosa dovessi fare in più.
Quando scendemmo le scale, Harry era già pronto ad aspettarci. Mi mantenni stretta alla ringhiera quando lo vidi. Aveva una semplice camicia bianca e il jeans, ma tutti i pori della sua pelle urlavano sesso. Ancora una volta immaginai la sentinella della ragione schiaffeggiare pesantemente la mia dea interiore, che intanto urlava di lasciare andare via Gemma alla sua stupida festa e trascinarlo in camera da letto.
«Andiamo?» domandò Harry e annuii, seguendolo verso la macchina. Ad aspettare Gemma c'era Jake, così la macchina era occupata solo da me ed Harry. Le immagini che mi passarono per la testa erano terribili, e mi chiesi dove diamine le avessi prese. Certo, avevo letto anche 50 sfumature ma non avevo mai pensato queste cose con altri ragazzi. «Sei nervosa?» domandò poggiando la mano sulla mia gamba, facendola fermare. Sospirai quando iniziò ad accarezzarla e desideravo veramente che quella mano si infilasse sotto la stupida gonna che indossavo e facesse ciò che speravo. Quando infatti allargai leggermente le gambe e la sua mano salì, mi sentii quasi vicina alla vittoria, poi la piccola risata di Harry arrivò alle mie orecchie e la sua mano abbandonò la mia gamba. «Non così tesoro.» commentò prima di uscire dall'auto. Eravamo arrivati al locale e quando riaprii gli occhi sbuffai frustrata.
Maledetto Harry. Maledetta Gemma. Maledetto il locale e maledetti tutti.
Lo seguii senza proferire alcuna parola, mi sarei imbarazzata maggiormente e non sarebbe servito a nulla. Non voleva toccarmi finché non lo avessi toccato io, non era mica così tanto stupido.
«Buonasera splendore.» mi salutò Andrew poggiando la mano sulla mia schiena e mi fece quasi disgusto sentire che fosse già eccitato. Mi allontanai velocemente, lasciandogli solo in piccolo sorriso tirato e mi sedetti sul divano del nostro tavolo. Ero frustrata, fortemente frustrata. Ero disgustata da chiunque ci fosse nel bar, non mi piaceva nessuno e l'unico che mi interessava aveva già trovato la compagnia, la prossima ragazza che si sarebbe portato liberamente a letto, senza pensare ovviamente a me e alla mia stupida verginità del cazzo.
Sbuffai, appuntandomi di aver detto un'altra parolaccia per colpa di quel ragazzo e sbuffai ancora di più quando Andrew, per tutta la serata cercò di farmi bere l'alcol.
«È solo un bicchiere.» continuò a dire e feci segno di no con la testa. Gemma e Jake si stavano dando da fare sul divano e sbuffai ancora quando speravo di farlo io con Harry, ma lui era sparito con qualche altra ragazza.
«Vado a prendere un po' d'aria.» annunciai, mentre Andrew continuava a bere e finalmente si arrese, lasciandosi corteggiare da una biondina. L'aria che mi colpì fuori al locale era fredda e mi fece riprendere i sensi dell'olfatto e dell'udito, che nel locale sembrano essere spariti.
«Ti sei già scocciata?» domandò Harry affiancandomi. Sbuffai, non avendo nemmeno voglia di parlare con lui. «Sembravate una coppia perfetta.»
«E tu e la bionda, sembravate sul punto del matrimonio.» ammisi alzando gli occhi al cielo.
«Tu puoi stare con Andrew e io non con una ragazza?» domandò curioso e io sbuffai.
«Tu puoi stare con la ragazza ed io non con Andrew?» domandai ripetendo la sua domanda e alzò le spalle, non volevo rispondermi.
«Sembri una ragazza gelosa. Non siamo fidanzati.» sputò in modo freddo dandomi un colpo al cuore. Ecco la verità.
«E se lo fossi? Una ragazza gelosa? Dio mio Harry, quanto ti ci vuole a capire che mi interessi?» urlai e lui spalancò gli occhi.
«Io non volevo dire-» cercò di fermarmi ma questa volta ero stanca di ascoltarlo. Se si voleva scusare aveva sbagliato sera, aveva sbagliato le parole.
«Mi hai rotto il cazzo! Fanculo tu e la tua merda di doppia vita. Fanculo la tua noia e il fatto che mi porti sempre dietro. Ti odio, dovevo mandarti a fanculo il primo giorno. Mi hai rotto il cazzo!» urlai e mi sentii come il peso che portato sulle spalle, man a mano si sciogliesse. «Sei tu che mi sei venuto appresso, sei tu che ti sei messo addosso a me, hai fatto tutto tu! Mi hai baciato tu! Tu e i tuoi ormoni impazziti del cazzo. Controllati hai 20 anni superati, coglione!» urlai e gli lasciai anche uno schiaffo, sentendomi completamente libera.
«Andiamo a casa.» affermò con lo sguardo basso, prendendomi la mano. Mi tirai indietro, veramente stanca di averlo vicino.
«Vai a farti fottere.» sussurrai e presi il cellulare per chiamare un taxi, ma la sua mano fu più veloce e mi caricò sulle spalle, portandomi nella sua auto. Il viaggio fu silenzioso, i sensi di colpa iniziarono a salire ma non avevo intenzione di chiedergli scusa. Arrivai a casa, mi spogliai e mi infilai nel letto, lui non entrò mai nella camera e solo la mattina dopo scoprii che aveva dormito sul divano.