Tre migliori amiche passano insieme gli anni delle superiori tra cotte, amori e...tradimenti!
Storia puramente di fantasia e i riferimenti a fatti e persone sono casuali.
Pov. Electra Esco dalla stanza e decido di andare in quella di Shawn.
È tanto che non ci vediamo...l'ho quasi sempre evitato dopo quel giorno...
Busso:
"Shawn? Sono io, Ele."
Apro la porta e lo trovo sul letto.
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È sdraiato ed ha gli occhi chiusi, questa cosa mi ricorda molto quando ero qui con le mie amiche ed ero venuta da Shawn per sapere se cenava insieme a noi... Sorrido a tale ricordo e mi avvicino.
Mi inginocchio per essere alla stessa altezza del suo viso.
"Shawn?", dico a bassa voce. "Mmm...Ele..." "Svegliati Shawn..dobbiamo andare a scuola.." "No...Ele..no.." "Dai stupido, alza le tue adorabili chiappette che è tardi!", dico con voce seria anche se sto scherzando.
Mi diverto un sacco a farlo parlare nel sonno!
"Ancora cinque minuti...", dice girandosi dalla parte opposta alla mia.
Inizio a ridere e gli solletico il fianco scoperto.
"Mmm...basta...", insisto:
"Basta..lo ammetto..." "Cosa ammetti?" "Che amo Electra...", a quelle parole mi viene un tuffo al cuore.
Che dolce...
"Anche io ti amo.", dico e gli stampo un bacio sulla tempia.
Apre gli occhi lentamente e se li stropiccia:
"Buongiorno..", dico. "Ele? Che ci fai qui? Lydia dov'è?" "Sono qui perché volevo dirti una cosa. Lyds è al telefono con Dylan." "Ok..", dice alzandosi e si dirige verso l'armadio togliendosi il pigiama e mettendosi una tuta. "Dimmi tutto!", dice buttandosi sul letto trascinando anche me. "Shawn..non so se Lydia ti ha accennato qualcosa ma.." "So tutto. E non è per Lydia. Vedi, abbiamo ricevuto una chiamata da Heather e una foto di te nuda. Volevamo venire da te per salvarti, ma..ho fatto un disastro...perdonami."
Gli do un bacio sulla guancia e lo rassicuro:
"Hey, hai fatto il possibile. Grazie.. Solo che..non so se me la sentirò di avere rapporti con te..", dico abbassando lo sguardo. "Non importa, l'importante è che ti rimetta in sesto. Io aspetterò."
Sorrido a quelle dolci parole, ci baciamo e, dopo aver fatto qualche disegno stupido sul gesso del suo braccio, torno da Lydia...