Capitolo 19

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Capitolo 19: Federica
Mi lasciò in camera per farmi cambiare,avevo i vestiti totalmente zuppi e mi sarei beccata sicuramente un raffreddore e la febbre perciò mi decisi ab sfilarmi la felpa sospirando rimanendo con solamente il reggiseno ma anche questo era zuppo e quindi decisi che avrei dovuto cambiare pure quello,perciò lo sfilai e rimasi completamente nuda sopra.

Poggiai i vestiti bagnati sul letto,lo avrei messi dopo nei panni sporchi,presi poi la felpa del pigiama e la indossai così senza reggiseno,mi dava fastidio dormire con quello,era davvero scomodo.

Sospirai appena passandomi una mano fra i capelli,non so cosa mi era successo quella sera,ero tornata ad essere un po' quella Federica che ero prima che mi ritrovassi totalmente bloccata su questa sedia a rotelle e non mi ero neanche accorta di essermi lasciata andare così tanto,

forse poteva sembrare poco ma per me era tanto lasciarmi andare in quel modo lì,soprattutto farmi stringere e toccate,era una cosa che non permettevo a nessuno.

Sospirai e abbassai lo sguardo sulle mie gambe e anche i pantaloni erano zuppi perciò avrei dovuto sfilarli ma la cosa mi sarebbe stata abbastanza difficile visto che il mio bacino e le mie gambe non rispondevano per niente ai miei comandi.

Sospirai e sbottonai il bottone dei pantaloni e questi si aprirono e provai a sfilarmi ma proprio non ci riuscivo e non sapevo cosa fare.

Mi venne in mente quel ragazzo ma no non potevo di certo chiamarlo per farmi togliere i pantaloni,ma mi sa che non avevo proprio scelta se non quella e sospirai lievemente,

ahimè dovevo fare ciò e la cosa mi stava facendo salire i nervi,detestavo dover dipendere sempre da qualcuno ma purtroppo,nonostante lo volessi tanto,non potevo essere indipendente.

Mi avviai verso la porta sospirando lievemente e mi feci coraggio aprendola e vidi Riccardo che stava andando verso il corridoio e così lo richiamai:

Federica:"Riccardo..." gli dissi e si voltò verso di me perplesso vedendomi ancora con i pantaloni zuppi.

Riccardo:"c'è qualcosa che non va? Ti serve aiuto per caso?" Mi chiese gentilmente ed era perplesso mentre veniva verso di me con una mano dietro alla nuca.

Federica:"no...e che purtroppo non posso sfilarmi i pantaloni...e mi servirebbe aiuto...ma non devi guardarmi"

gli dissi e gli puntai un dito contro mentre lo dicevo e vidi nascer un lieve sorriso sul suo viso e rise lievemente per la mia aria minacciosa e mi disse:

Riccardo: "certo...nessun problema,prometto che non ti guardo..." sussurra lievemente sorridendomi e insieme ci dirigemmo nuovamente in stanza e chiusi la porta alle mie spalle.

Sospirai lievemente e mi avvicinai al letto prendendo i pantaloni del pigiama che stavano sul letto,

ero un pochino in imbarazzo ma non potevo fare altrimenti e così gli passai i pantaloni e lui li prese per aiutarmi a cambiare,

detestavo tutto ciò ma ero davvero obbligata a farlo o sarei rimasta con i pantaloni zuppi e non mi sembrava per niente il caso.

Riccardo:
Mi chiese di aiutarla a spogliarsi e vestirsi e mi stupii non poco ma fui felice di accettare ma non per approfittarmene ma perché ero felice che mi avesse chiesto aiuto anche se sapevo che era obbligata a farlo visto che non poteva muoversi dal bacino in giù.

Entrammo così in camera mia e mi avvicinai con lei al letto e mi passò i pantaloni del pigiama e li presi sorridendole lievemente e sussurrai lievemente:

Riccardo:"okay dai...adesso ti sollevo per sfilarti quelli bagnati e metterti questi qua asciutti okay?..."

le sussurrai sorridendo lievemente e poggiai i pantaloni sul letto quando lei annuii in modo da affermare le mie parole e poggiai le mani delicatamente sui suoi fianchi sollevandola come fosse una piuma dalla sedia a rotelle e lei si aggrappò al mio collo per non cadere per terra.

Le sorrisi lievemente e avvolsi un braccio attorno alla sua vita e guardandola negli occhi,non volevo metterla a disagio,

con una mano le sfilai piano piano i pantaloni e mentre questi scendevano deglutii appena,le mie dita strofinavano sulla sua pelle mentre scendevano i pantaloni e vidii che stava rabbrividendo sotto quel tocco leggero,aveva la pelle d'oca.

Sorrisi lievemente tenendo i miei occhi immersi nei suoi,i quali come sempre mi stavano bruciando,e una volta sfilati i pantaloni li lasciai cadere sul pavimento mentre la reggevo fra le mie braccia tenendola stretta come se fosse la cosa più fragile e preziosa del mondo.

La poggiai poi sul letto per poterle mettere i pantaloni e fui obbligato ad abbassare lo sguardo,e Dio mio,era davvero meravigliosa,aveva le gambe sfilate ed era molto magra e deglutii appena distogliendo lo sguardo per non metterla in imbarazzo ma fosse stato per me non avrei mai staccato gli occhi da lei,era davvero meravigliosa.

La vidii irrigidirsi,aveva sicuramente notato il mio sguardo ma non disse niente e lentamente le infilai piano piano i pantaloni guardandola nuovamente negli occhi ma ad un certo punto le mie mani si bloccarono sulle sue gambe perché fece una cosa che non mi aspettavo,mi gettò le braccia al collo e mi abbraccio di sua spontanea volontà e la cosa mi rese felicissimo più di ciò che mi aveva sussurrato:

Federica:"grazie.." mormorò lievemente stringendomi forte,non voleva lasciarmi andare e tanto meno io volevo farlo e finendole di sollevare i pantaloni l'avvolsi nelle mie braccia e la strinsi fortissimo quasi a farle male ma sapevo che non gliene stavo facendo neanche un po',non lo avrei mai fatto e sussurrai lievemente:

Riccardo:"grazie a te..."
Federica:"e di cosa..."
Riccardo:"di questo abbraccio....,vale davvero più di ogni altra cosa"sussurrai lievemente stringendola forte e la sollevai prendendola in braccio facendola girare e rise lievemente e mentre lei rideva,a me si riempiva il cuore di gioia e di felicità.

Come le ali smarrite di una farfallaDove le storie prendono vita. Scoprilo ora