XXXIX - Che gusto ha il carbonio

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"Che succede Andrew?" Stavo iniziando a preoccuparmi, avevamo entrambi sentito un brusio di foglie secche venire da dietro i cespugli che si gettavano in mare.

"C'è qualcuno." Disse il tenente sfoderando una carabina al carbonio. Indietreggiai alla vista di quel bagliore azzurro, afferrai l'impugnatura della mia pistola. Lo seguì lentamente, lui mi folgorò con la sguardo.

"Sta indietro!" Sussurrò.

Non lo ascoltai, gli voltai le spalle e mi guardai intorno cercando di capire da dove provenisse quel rumore.

I cespugli ripresero a mormorare: sia io che Andrew ci voltammo di scatto. Mi fece cenno con la testa di spostarmi verso destra, lui sarebbe andato a sinistra.

I miei piedi si seguivano goffi sul molo in cemento, puntai la pistola al cespuglio e sperai che fosse solo un animale che si muoveva tra le foglie. Un raggio di sole mi mostrò l'ombra di un uomo. Mi feci teso, continuai a muovermi lentamente. Strizzai gli occhi. In mezzo agli arbusti mi parve di notare una stralcio della divisa di quell'uomo, non era bianca o di nessun'altro colore: era una divisa mimetica come le nostre. Doveva essere uno di noi.

"C'è qualcuno?" chiesi io.

Andrew mi lanciò una sguardo interrogativo misto a rabbia e disappunto. "Cazzo fai?" lessi il suo labiale.

Mentre il tenente mi sussurrava parole volgari una figura slanciata e robusta si alzò dal cespuglio scagliandosi verso il centro del molo. Aveva dei capelli biondi come il sole e un passo che mi parve impossibile non riconoscere. Andrew si voltò di scatto e gli puntò la carabina contro.

"No! Non sparare. È Chris!" urlai, lanciandomi contro di lui e spingendolo via. Lui mi guardò storto prima di prendere a correre verso il mio compagno con passo spedito. Chris inciampò in alcune crepe del cemento e cadde a terra. Era disarmato. Andrew lo raggiunse in una manciata di secondi, lo stese con un gancio e lo sovrastò.

"Vieni ad aiutarmi!" mi strillò.

Lo raggiunsi. Chris mi guardò con i suoi occhi di ghiaccio lasciandosi scappare un rivolo di sangue dalle labbra per il pugno di Andrew.

"Che ci fai qui?" chiesi

"Ci stai seguendo?!" chiese più bruscamente il tenente prima di togliersi la giacca della divisa e legargli le mani e i piedi con le maniche dell'indumento. Rimase con una canottiera attillata che gli lasciava scoperte le braccia erculee.

Chris non rispondeva e non opponeva resistenza.

"Non è necessario Andrew!"

Mi zittì con lo sguardo. Si mise in piedi lasciando Chris in ginocchio con le braccia legate dietro la schiena.

Sfoderò la carabina.
"Ti ho fatto una domanda, soldato."

Lui non diceva nulla, fissava in basso. Andrew lo afferrò per la divisa e lo tirò su con un solo braccio. Un tintinnio attirò la sua attenzione: era la targhetta militate dove avevo letto il suo nome nei primi giorni. La guardò per alcuni attimi, poi lo lasciò cadere sulle ginocchia.

"Andrew!" Urlai.

Lui rimase in silenzio, strofinando l'impugnatura dell'arma con la mano.

"Jansen." Disse. "Non ti hanno neanche cambiato il nome. Voi olandesi pensate che siamo tutti stupidi?! Eh?!"

Chris si mosse tutto ad un tratto, cercando di fuggire.

"Prova fare un altro movimento e potrai raccontare a Dio che gusto ha il carbonio."

Ero paralizzato, non capivo, non sapevo cosa fare.

"C-Che stai dicendo, Andrew? Chris... che succede?"

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