Conoscere Frypan era stata una delle poche cose belle che mi erano successe in quei due giorni. Il cuoco della radura è davvero una persona adorabile e riesce sempre a farmi ridere. Newt lo aveva presentato a me e a Thomas mentre facevamo colazione, insieme a Chuck che avevo già conosciuto, ma nessuno ci aveva presentato ufficialmente. In qualche modo ero felice che avrei passato il tempo con quei ragazzi eccezionali, ma avevo comunque un'enorme sensazione di vuoto. Avrei comunque voluto conoscere la mia famiglia, i miei genitori.
Era arrivata l'ora di mostrarmi i tanto temuti dolenti, Thomas aveva cercato di descrivermi il loro aspetto, ma con scarsi risultati. Aveva detto che erano terrificanti, ma io non riuscivo ad immaginarmeli, per questo ero davvero entusiasta di vederne uno. Mi chiedevo per quale motivo, nonostante l'aspetto spaventoso di quegli esseri, il ragazzo volesse comunque diventare velocista.Anche se, era vero che l'unica delle tante occupazioni che mi interessava minimamente, era il ruolo di velocista. Avrei voluto diventarlo insieme a Thomas, ma non ero sicura di essere pronta. Insomma, non è proprio il massimo correre dall'apertura alla chiusura delle porte, ma sentivo che era quello che volevo fare. Volevo contribuire a trovare un uscita, dovevo aiutare. Non mi andava di stare dalla mattina alla sera a preparare stufato insieme a Frypan, per quanto fosse una compagnia piacevole.
"Allora, so già che Tommy ti ha spiegato tutto, quindi passiamo al punto"
Newt mi prese il polso e mi accompagnò fino ad un piccolo oblò posizionato di fianco alla porta, che già dalla scatola non era più visibile.
Mi avvicinai alla piccola finestrella ma mi accorsi che era troppo alta per me.
Si, ero circondata da giganti.
Tutti il quel posto erano almeno un metro e ottanta. Io invece, non lo sapevo ancora, non mi ero ancora misurata. "Ah maddai" mormorai smettendo di provare ad arrivare a quello stupido aggeggio.Sentii due mani sui miei fianchi e in pochi secondi mi trovai con i piedi sollevati da terra. Mi girai vedendo Newt, che teneva la testa rivolta verso l'alto. "Sbrigati non sei proprio una piuma"
"Fanculo"Non appena girai la testa verso l'oblò rimasi paralizzata dalla paura. Davanti a me c'era un ammasso molliccio e bavoso, fornito di innumerevoli bracci metallici, tra cui uno più insolito degli altri. Era un ago.
Restai per qualche secondo a guardare immobile quella creatura abominevole, finchè non mi venne la nausea.
"Ok può bastare" dissi trattenendo un conato di vomito. Newt mi fece tornare con i piedi per terra.
Mi chiedevo come una cosa del genere potesse far parte di questo mondo.
"Hey stai bene?" Mi chiese il ragazzo con un'espressione preoccupata. Non me lo aspettavo da lui. Insomma, fino a quel momento aveva mostrato solo disinteresse per me o per Thomas.
O forse era il contrario.
"Mai stata meglio" risposi sarcastica.
Guardai le porte aperte del labirinto, cercando di ignorare l'ansia che mi era salita avendo scoperto dell'esistenza di quei mostri.
Però qualcosa non quadrava.
Potrebbero piombare quì dentro quando vogliono, eppure non lo fanno.***
Avevo scoperto che camminare alle faccemorte era a dir poco liberatorio.
Mi piaceva leggere le scritte incise sulle lapidi di legno rovinato. Magari mi piacevano i cimiteri, anche se credo che in verità mi piacesse solo leggere.
L'immagine del dolente mi era rimasta impressa nella mente, ma non ero sicura di quello che provavo.
Paura?
Forse.
Ma la verità è che più che farmi paura, i dolenti mi facevano schifo.
Un po' come quando ti chiedono se sei aracnofobica e tu rispondi che in verità i ragni ti fanno solo schifo.
Mi sedetti appoggiando la schiena ad un albero. Mi avevano detto che non aveva mai piovuto, eppure quel giorno il cielo mi sembrava più sbiadito del solito. Scossi la testa per allontanare quei pensieri insensati e mi concentrai di più sulla figura che stava camminando verso di me."Belli i dolenti Cleo?" Sorrisi sentendo la voce di Thomas.
"Bellissimi" risposi sarcastica, portando la testa all'indietro e chiudendo gli occhi per godermi al meglio l'aria fresca.
Si sedette di fianco a me e si mise nella mia stessa posizione. Mi girai verso di lui delineando con lo sguardo i dolci lineamenti del suo profilo, era quasi bello, bello da morire. Di sicuro non lo avrei mai detto ad alta voce, ero troppo orgogliosa.
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𝓣𝓱𝓮 𝓜𝓪𝔃𝓮 𝓡𝓾𝓷𝓷𝓮𝓻//𝓗𝓸𝓹𝓮
Fanfiction[Thomas] Non serve a nulla piangere. Sembri solo una bambina indifesa e tu non lo sei, giusto?