31. CACCIATORI VS DEMONI

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MARCUS

Sentivo il vento accarezzarmi il piumaggio mentre sfruttavo le correnti d'aria. Sotto di me il paesaggio si estendeva per miglia e niente sfuggiva ai miei occhi acuti e attenti.

Volteggiavo ad ali piatte e coda aperta dando, di tanto in tanto, colpi lenti e cadenzati, inframezzati solo da qualche planata.
Mi piegai da un lato, quel tanto che bastò per farmi virare e poter osservare meglio la piccola città di Honor Lake.

Non troppo lontano, i miei fratelli e le mie sorelle impegnati nella lotta contro quattro Wendigo, padroneggiavano il fuoco con grande maestria.
Sulle sponde del fiume Little River, alcuni Mutaforma in sembianze di cani rabbiosi rincorrevano cinque Kitsune, altri, nella loro vera forma, erano feriti. Infine le Amazzoni erano in difficoltà cercando di contrastare le sette Arpie.

Sorvolai più in alto e prima ancora che potessi vedere meglio le condizioni dei cacciatori, vidi, in direzione del centro commerciale, cadere dal cielo, come stelle cadenti, le figlie di Odino coi i loro mantelli piumati, per reclamare le anime dei valorosi guerrieri.

C'erano state delle vittime tra di noi e quella consapevolezza mi procurò una stretta al mio piccolo cuore ed emisi dei gracchii sofferenti come lamenti funebri.
Quei bastardi l'avrebbero di sicuro pagata amaramente!
Pieno di rabbia, diedi due colpi d'ali e le distesi, infine mi piegai appena su un lato per cambiare direzione.

I miei occhi intercettarono i Vigilanti, che con le loro spade infuocate menavano fendenti e stoccate su due Wendigo. Erano in vantaggio, ma uno gli era sfuggito e si stava dirigendo verso Scarborough.
Spinto da un istinto primordiale, saettai velocissimo alternando brevi planate a picchiate, col vento che mi sferzava la testa, nel tentativo di raggiungerlo.
Bastarono pochi secondi per arrivare a sorvolare il fiume Stroudwater. Il Wendigo era veloce ma non quanto lo ero io.

Tenendolo sotto tiro, scesi di quota in picchiata e puntai dritto verso di lui che adesso stava zigzagando da un arbusto ad un altro, in mezzo al campo da golf, nel tentativo di non farsi beccare.

A circa tre metri di altezza aprii le ali, rallentando la mia velocità, allungai le zampe in avanti, piegai le ali e affondai i miei artigli sulla schena del Wendigo strappandogli pezzi di carne. Il suo urlo agghiacciante riecheggiò nel cielo.

Mi alzai di nuovo in volo e il Wendigo balzò in avanti e riprese subito la sua corsa, ma fu braccato dai Vigilanti Uriel e Raphael, che davanti a lui facevano roteare le loro spade creando una sorta di scudo infuocato, mentre dietro, Michael affondò la lama sulla schiena ossuta che lo trapassò sino al costato. Il Wendigo urlò e un attimo dopo eslplose.

Gracchiai soddisfatto, feci un cenno di assenso con la testa ai Vigilanti e ripresi il mio volo verso il gruppo delle Amazzoni.

Battevo le ali con ritmi regolari, facendomi guidare dal mio istinto animale, con tutti i sensi allerta. Nulla mi sfuggiva: odori, animali di qualunque specie, umani. Mi sentivo padrone del mondo ed era una senzazione bellissima.

Scesi di quota quando fui vicino al gruppo delle Amazzoni. Nel cielo, le loro grida decise e selvagge, si mescolavano a quelle agghiaccianti delle Arpie e al suono delle sirene delle autorità. Honor Lake si era trasformata nella città dell'orrore.

Osservai in basso il numero ridotto delle Arpie e sperai che non arrivassero ad utilizzare il loro canto ipnotico, perché in caso contrario le Amazzoni sarebbero morte tutte.

Individuai Kerkyra e Tayra, erano brave, astute e veloci ma le Arpie lo erano quasi di più, possedendo le ali e i sensi più sviluppati. Il mio aiuto gli satebbe tornato utile.

Cominciai a cercare un posto strategico dove atterrare, studiando diverse possibilità, ma fui presto intercettato da due Arpie che adesso stavano puntando nella mia direzione.

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