Drago cosmico

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Mentre Cyrylla e Kerseoss si scambiavano quell'ultimo bacio, Shira era ancora alle prese con Morrow. Il ragazzo era così furioso che si lasciò andare in un altro ruggito. Le sue ali uscirono sempre di più, strappavano via la carne e la pelle facendo cadere molto sangue a terra. Morrow si lasciò cadere sulle ginocchia dal dolore, anche il suo teschio stava cambiando forma: il naso rientrò a forza nel cranio che si allungò modificando anche la composizione dei denti. Il viso di Morrow stava diventando molto simile a quella di un Drago. Il ragazzo rimase a terra mentre anche le sue mani stavano subendo una simile mutazione. Shira indietreggiò, mai aveva visto una cosa tanto raccapricciante e spaventosa. Doveva fare molto male e questo non sembrava preoccupare Morrow.

'La trasformazione... é quasi... completa...' disse lui con molta enfasi, la sua voce era sibilante.

'Com'é possibile? Che razza di magia trasforma la gente in Draghi?' domandò Shira estremamente confusa.

'Magia?' Morrow si mise a ridere, si mise a quattro zampe spiegando le ali 'Tu non sai un bel niente.'

Corse da lei con le fauci aperte, la ragazza indietreggiò in preda al panico. Prese la mira con l'arco, Morrow fu più veloce e con un colpo di zampa la disarmò. Le salì addosso spingendola su un tavolo, provò molte volte a morderle il collo. Shira lo teneva distante con le mani sulla sua gola e con i piedi sul ventre, spostò la testa più di lato che poteva. Vide un candelabro, allungò rapidamente la mano afferrandolo ed usandolo per colpire Morrow alla testa. Il ragazzo venne stordito, cadde per terra dandole la schiena. Shira provò nuovamente a colpirlo, dalla parte inferiore della schiena del ragazzo sbucò fuori a gran velocità una coda dalla punta affilata. Colpì Shira alla spalla destra facendola cadere, perse anche il candelabro. La ragazza si tenne la ferita per cercare di fermare il sangue, indietreggiò strisciando al suolo. Morrow si alzò, portò la coda vicino il proprio viso sorridendo. Il sangue gocciolava al suolo mentre lo leccava via dalla propria coda.

Intanto Keltuz credeva di essere al sicuro con Sarkath congelato. Tornò da suo padre aiutandolo a rialzarsi, Togorash si lamentava dal dolore ad ogni movimento. E quando abbassò la guardia che Sarkath agì: alzò la testa e soffiò la sua fiamma nera, Keltuz spinse via il padre giusto in tempo ed usò la propria veste per coprirsi, purtroppo non bastò. Il braccio sinistro e la spalla diventarono neri, quasi carbonizzati. Il mago aveva l'istinto di toccare le zone doloranti ma sapeva che se lo avesse fatto avrebbe perso interamente il braccio. Rimase a soffrire trattenendo l'istinto di toccarlo. Sarkath si mise a ridere, iniziò a muoversi e con poco sforzo distrusse il ghiaccio che lo teneva "bloccato".

'Sei pieno di risorse, Mantocorvo. Non mi dispiacerà spedirti nel Vuoto.' camminò verso di lui.

Keltuz fece dei passi indietro per tenersi distante 'Tu... non sei così forte come pensavo. Midir sapeva fare di meglio.'

'Ne sono contento!' esclamò il Drago nero 'È attraverso lui che io rinascerò, porterò con me tutte le sue esperienze. Sarkath e Midir moriranno per poter dar vita al Progenitore dei Draghi, Arcas!'

Il giovane mago cercava un modo per salvarsi, aveva però bisogno di tempo. Aveva bisogno di farlo parlare ancora 'Verrai sconfitto di nuovo, Sarkath. Credi che rinascere ti trasformerà in Arcas? La leggenda narra che egli era un Drago cosmico, le sue ali erano nubi cosmiche. Un suo soffiò poteva creare costellazioni, un suo ruggito poteva far collassare pianeti interi.' scosse la testa 'Tu diverrai potente, questo si... ma sarai nulla in confronto a lui. Sarai sempre una lucertola nera sputa fiamme.'

Sarkath sorrise 'Le vostre favole sono un infondate. Arcas é stato il primo ad usare il Vuoto. Un suo soffio eliminava pianeti interi, questo mondo é nato dalla distruzione di un altro ma ha perso il controllo ed é morto. Divenne cenere. Era un glorioso mondo di Draghi... e poi siete arrivati voi umani. Parassiti, traditori, vermi in confronto a noi. La vostra unica grande impresa é stata quella di ribellarvi a noi. Avete vinto solo perché molti di noi hanno tradito la propria razza.' prese il mago alla gola, lo alzò in alto 'Io conosco la verità su Arcas. Vuoi conoscerla?' sussurrò al suo orecchio delle parole.

Keltuz ascoltò, ad ogni parola apriva sempre di più la bocca dallo scalpore. Guardò Sarkath negli occhi, aveva poco fiato 'Tu... tu non sei nato da delle comuni ceneri. Tu sai usare il Vuoto perché sei nato da quelle di Arcas! Sei tu Arcas!'

'E tornerò ad esserlo. Forse non sarò bello come un tempo però... il nero mi dona molto.' sorrise 'Voi umani siete il mio incidente. La vostra esistenza é stato un caso.'

'Come...? Com'é possibile?!' Keltuz provò a dimenarsi.

'Ooh vuoi realmente saperlo?' sorrise Sarkath 'Divenni cenere e finii nelle terre di Calamo, dove i Draghi rossi nascevano. Le mie ceneri si mescolarono con quelle del vulcano e tornai in vita come un Drago nero. Persi i miei poteri originali ma ne ottenni uno nuovo mantenendo comunque il controllo del Vuoto. Non avevo bisogno di tornare come prima se potevo comunque regnare rimanendo com'ero. Creai Midir in caso qualcosa andasse storto... ed é una fortuna che lo feci. Capisco che non posso regnare su questo mondo così come sono, decisi quindi di tornare ad essere Arcas. Ma per farlo... dovevo morire ancora una volta.'

Keltuz riuscì a liberarsi, cadde al suolo ritrovandosi con un piede sul petto 'Perché allora hai bisogno di Midir? Cosa c'entra lui?!'

'Lui é la metà di me che mi serve. Devo tornare completo, dovremo morire insieme per poter rinascere come uno solo. Se dovessimo morire uno alla volta rinasceremmo all'infinito, prima io e poi lui. Per tornare ad essere una cosa sola dobbiamo morire nello stesso momento.' il Drago nero si abbassò per tenere Keltuz fermo al suolo tenendolo per il viso 'Abbiamo battuto la morte una volta e siamo diventati dei Draghi neri, se lo facessimo ancora torneremmo ad essere chi eravamo prima. Finalmente potrò cancellare ognuno di voi e ricreare questo mondo da zero.' preparò l'altra mano 'Ed é il momento di farti provare sulla pelle cosa spetterà ad ognuno di voi. Questa é la fine che meritano i parassiti.'

Lo trapassò al petto usando solo la propria mano, Keltuz perse le forze e si lasciò andare poggiando la testa al suolo. Nonostante fosse concentrata sullo scontro, Shira sentì le urla soffocate di Keltuz. Si voltò a guardarlo vedendo il momento in cui Sarkath estraé con forza la mano dal suo petto. Gridò il suo nome, Togorash provò a raggiungere il figlio piangendo senza controllo. La ragazza venne assalita da Morrow, venne presa alle spalle e sbattuta al suolo. Il Drago giallo provò a trapassarla con la coda, Shira rotolò mettendosi in salvo. Strinse l'arco e con rabbia colpì il viso del nemico. Sarkath si alzò dal corpo del giovane mago e si diresse verso la freccia in scaglie di Drago, la stessa che Selimer utilizzò per ucciderlo la prima volta. La prese tra le mani stringendola.

'Ci rivediamo, vecchio mio. Usasti questa freccia per uccidermi ed ora io la userò per rinascere. Tutto questo lo devo a te, Selimer. Se tu non mi avessi ucciso non sarei qui. Tutto questo é merito tuo.' rise per sbeffeggiarlo 'Ovunque tu sia, goditi lo spettacolo. Questa volta non potrai fare nulla per fermarmi.'

Rivolse la punta contro il proprio petto e si trapassò il cuore. Una forte luce viola uscì dal petto, il corpo umano si stava lentamente crepando ed aprendosi in due. Shira colpì Morrow al petto con una veloce sequenza di frecce del Vuoto, lo costrinse a stare giù per poi finirlo con una dritta alla sua testa. Uccise Morrow e lo lasciò gridare tra le agonie del Vuoto. Era ormai troppo tardi, Sarkath aveva vinto e stava tornando ad essere Arcas. Il Drago spiegò le ali, erano diverse da quelle degli altri: era come guardare un cielo stellato, galassie e soli. Prese il volo e schizzò in alto. Le spoglie mortali caddero a pezzi rivelando un Drago cosmico, il suo corpo era come le sue ali: nero e ricco di stelle. L'unica cosa diversa era la mascella dorata. Arcas stava diventando sempre più grande e presto avrebbe potuto eliminare pianeti interi con un solo soffio, proprio come nella leggenda.

Midir, il Drago Nero [COMPLETA] Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora