Il primo giorno di lezione procedette tranquillamente.
Non avevo ricevuto occhiatacce indesiderate da nessuno, cosa che mi fece pensare che Weasley avesse davvero tenuto la bocca chiusa, ammesso che ricordasse qualcosa.
Dopo quella sera, il modo in cui mi comportavo con lui era cambiato.
Era diverso. L'odio c'era sempre - certo che c'era. Lui rimaneva sempre insopportabile, ma quando ci incrociavamo nei corridoi non c'era più quel veleno che prima era all'ordine del giorno.
La settimana passò in fretta. Finalmente arrivò il sabato: quella sera ci sarebbe stata una festa nella Stanza delle Necessità. Non vedevo l'ora!
Mi alzai verso mezzogiorno, dato che tra un'ora ci sarebbe stato il pranzo. Non feci la doccia, avendola già fatta il giorno prima. Aprii l'armadio e presi dei pantaloni della tuta e il maglione di Serpeverde. Mi cambiai l'intimo e indossai i vestiti scelti. Raccolsi i capelli in una coda alta, legandola con un elastico bianco, e mi truccai leggermente con un po' di mascara. Poi indossai le scarpe da ginnastica e scesi in Sala Grande, dove mi aspettavano Astoria, Draco, Blaise e Pansy.
«Guarda chi si è svegliata!» disse Astoria, mentre prendevo posto accanto a lei.
«Beh, avevo sonno!» risposi, riempiendomi il piatto.
Finito il pranzo, io e Astoria tornammo nel dormitorio per prepararci al lungo pomeriggio: prima un bagno caldo nel bagno dei Perfetti, e poi avremmo continuato a prepararci per la festa.
Quelle ore passarono velocemente, e arrivò finalmente il momento di vestirci. Avevo già scelto cosa mettere: un tubino azzurro con brillantini, tacchi bianchi e borsa coordinata.
Nel dormitorio, fui la prima a fare la doccia. Uscita pochi minuti dopo, asciugai i capelli con il phon e li piastrai, creando qualche boccolo leggero. Raggiunto l'effetto desiderato, indossai il vestito, sistemandomi davanti allo specchio con un sorrisetto soddisfatto. Poi calzai i tacchi e mi truccai: fondotinta, correttore per le occhiaie, terra e cipria, ombretto bianco brillantinato, eyeliner, mascara e gloss trasparente sulle labbra.
«Ria, sei pronta?» chiesi, voltandomi verso la mia migliore amica. Rimase a bocca aperta.
«Sisi, eccomi. Sei stupenda, Fla!»
«Anche tu sei meravigliosa!» risposi sorridendo.
Lasciammo il dormitorio e ci dirigemmo alla Stanza delle Necessità, al settimo piano.
La musica era altissima e la stanza già piena di persone.
Mi avvicinai al bar e chiesi un vodka lemon, mentre Astoria optò per un Bloody Mary.
«Cin cin!» dicemmo all'unisono, facendo scontrare i bicchieri. Bevvi il primo sorso e lo finii rapidamente, sorseggiando il secondo poco dopo.
«Assetata, tesoro?» disse una voce alle mie spalle, facendo gelare il sangue nelle vene.
Mi girai: era l'unica persona che non volevo incontrare, Higgs.
«Non sono affari tuoi» dissi con nonchalance.
Avanzò verso di me, e io indietreggiai. Proprio in quel momento inciampò su qualcuno e rovesciò il drink a terra.
«Terence Higgs alla mia festa! Devi perdonarmi, non ti avevo visto» disse Weasley, con il suo solito tono allegro.
«Weasley, dovresti stare più attento a dove metti i piedi» replicò Terence, visibilmente infastidito.
Ne approfittai per svignarmela. George mi stava difendendo? E con una battuta, per di più?
Tornai al bancone e presi un altro vodka lemon, sorseggiandolo ancora più velocemente del primo. Sarebbe stata una lunga serata.
Ancora con il drink in mano, vidi due braccia appoggiarsi al bancone accanto a me. Era lui: George Weasley. Camicia dalle maniche lunghe e pantaloni, come sempre incredibilmente affascinante.
«Una vodka liscia, grazie» ordinò, sedendosi al mio fianco.
Non seppi cosa dire, così guardai davanti a me, continuando a sorseggiare il terzo drink.
«Brontolo, entusiasta di rivederti» disse, girandosi verso di me.
«Ti ho già detto che odio quel soprannome» risposi, accavallando le gambe.
«Ed io adoro infastidirti, come la mettiamo?»
«Fottiti» dissi, alzandogli il medio in modo sarcastico.
«Comunque, per prima...» cominciai, ma lui mi interruppe, avvicinandosi all'orecchio.
Un brivido mi attraversò la schiena.
«Non ringraziarmi, Brontolo» sussurrò con voce rauca. «Ci prendo gusto a salvarti il culo, qualche volta.»
Non seppi rispondere. Avevo sempre una battuta pronta per lui, ma questa volta il nulla.
Non mi diede il tempo di reagire che si era già allontanato, salendo sul palco.
«Allora gente! Movimentiamo questa serata! Che ne pensate di obbligo o verità?» urlò, e in molti accettarono, io compresa.
In un lampo ci trovammo in cerchio con la bottiglia al centro.
Astoria fu la prima e diede un bacio a stampo a un primo anno, sotto lo sguardo truce di mio fratello. Blaise confessò la sua cotta per Pansy, Viola Black ammise la sua cotta per un Serpeverde, e Draco baciò Astoria sotto un applauso generale.
Poi la bottiglia si fermò su di me.
«Flavia Malfoy... che onore» disse Fred Weasley. «Obbligo o verità?»
«Mh... obbligo» risposi.
Fred finse di pensarci e poi sorrise malizioso.
«Bacia il mio gemello.»
Io e George spalancammo gli occhi.
«Ma davvero, Fred?» disse lui, allargando le braccia.
«No, no! Non se ne parla.»
«Guarda che altrimenti c'è la penitenza» disse Fred.
«E sarebbe?»
«I tuoi preziosissimi capelli nella melma di gigante. Andiamo, Malfoy, preferisci sporcarli piuttosto che baciare mio fratello?»
Roteai gli occhi e mi avvicinai al diretto interessato, che non sembrava entusiasta.
«Una cosa veloce» sussurrai, arrivando molto vicino.
Lui fece il suo solito sorrisetto.
«Sappiamo entrambi che ti piacerà, Malfoy.»
Alzai gli occhi al cielo. «Vediamo cosa sai fare, Weasley.»
Lui prese la cosa come una sfida e mi afferrò i fianchi con mani calde, facendo scattare in me un calore indescrivibile. Le mie braccia lo circondarono, il suo viso sfiorò il mio, e per un attimo scordai come respirare.
George spostò una mano sulla mia guancia, sotto la mascella, osservandomi attentamente. Il mio stomaco bruciava.
Poi mi baciò. Le sue labbra morbide e calde si unirono alle mie con delicatezza. Quando le mosse sulle mie, il mio stomaco tremò. Non potevo tremare per George Weasley. Presto la sua lingua toccò la mia, facendomi capire che stava andando sul serio. Strinsi i capelli, salendo in punta di piedi, mentre le sue mani si posarono sul mio fondoschiena. Non osava andare oltre.
Quando mancò l'aria, mi staccai, anche se nel profondo volevo continuare.
Accennai un sorrisino e lui lo ricambiò.
«Sorprendente, Malfoy» sussurrò, soffiando sulle mie labbra.
«Cos'è? Ti ho lasciato senza fiato, Weasley?»
Lui rise piano, avvicinandosi leggermente.
«Sicura di non essere tu quella senza fiato?»
«Sicurissima, Weasley.»
Mi allontanai e tornai al mio posto. Che diavolo era appena successo?
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𝐑𝖾𝗐𝗋𝗂𝗍𝖾 𝐓𝗁𝖾 𝐒𝗍𝖺𝗋𝗌 || 𝐆𝖾𝗈𝗋𝗀𝖾 𝐖𝖾𝖺𝗌𝗅𝖾𝗒
Fanfiction«[...] 𝗁𝖺𝗂 𝗂𝗇𝗍𝖾𝗇𝗓𝗂𝗈𝗇𝖾 𝖽𝗂 𝗌𝖼𝖺𝗌𝗌𝖺𝗋𝗆𝗂 𝗂𝗅 𝖼𝖺𝗓𝗓𝗈 𝖺𝗇𝖼𝗁𝖾 𝗊𝗎𝖾𝗌𝗍'𝖺𝗇𝗇𝗈?» 𝖽𝗂𝗌𝗌𝗂, 𝗀𝗂𝗋𝖺𝗇𝖽𝗈𝗆𝗂 𝗏𝖾𝗋𝗌𝗈 𝗅𝖺 𝗌𝗎𝖺 𝖽𝗂𝗋𝖾𝗓𝗂𝗈𝗇𝖾 , 𝖺𝗅𝗓𝖺𝗇𝖽𝗈 𝗅𝗈 𝗌𝗀𝗎𝖺𝗋𝖽𝗈 𝗏𝖾𝗋𝗌𝗈 𝗂 𝗌𝗎𝗈𝗂 𝗈𝖼𝖼𝗁...
