Sette novembre, ore 07:00.
Non era una mattina qualsiasi.
Era il mio compleanno.
In genere mi piaceva, sul serio.
Ma quell'anno, non c'era proprio nulla da festeggiare.
Ero legata a Voldemort.
Era abbastanza da farmi passare la voglia di festeggiare.
Appena sveglia Astoria mi fece gli auguri abbracciandomi e la ringraziai.
Andai a fare la doccia e poi mi indossai la divisa rapidamente, e poi scesimo in sala grande.
Gli auguri non si fecero mancare.
Prima Mio fratello, Blaise, Theodore, Pansy.
E tutto il resto.
Il banchetto inziò e presi qualcosa da mangiare e consumai la colazione.
Poi, alzai lo sguardo.
George mi stava guarsando.
Anzi no, studiando.
Come se volesse leggere qualcosa, dentro di me.
Odiavo quella sensazione.
Solo perché quando mi guardava così, sentivo che non potevo più proteggermi.
Ma stavolta, ero io a dover proteggere lui.
Lui e tutti gli altri.
Non potevo stargli vicino, se ero legata a un pazzo omicida.
Distolsi lo sguardo e mi alzai diretta all'aula di pozioni.
Una volta arrivata non c'era ancora nessuno, così mi sedetti nell'ultimo banco.
Le parole di Piton entravano e uscivano dalle mie orecchie durante la lezione: la mia voglia di seguire era pari a zero.
La lezione terminò dopo istanti infiniti, e proprio quando stavo per andarmene, George si avvicinò a me.
<<Buon Compleanno, Brontolo>> disse porgendomi un pacchetto.
Lo guardai, incredula.
E amcora non riuscivo a capire perché si comportasse così.
Perché facesse tutto questo.
<< Non dovevi >> dissi.
<< Gia. Eppure lo stronzo ci ha pensato lo stesso. Bel ringraziamento, Malfoy>>
Gli lanciai un occhiataccia.
Ma era..gelida, fredda.
<< Ho detto che non c'era bisogno >>
Dissi, superandolo per andarmene.
Ma lui non me ne diede il tempo
<< Si può sapere che cazzo ti prende, Malfoy?>>
Mi voltai di scatto.
<< Non mi prende niente.>>
Lui rise, una risata sarcastica.
<< Non dire cazzate. Non a me. È da ieri che sei strana. Non sei la solita tu. Quindi, te lo chiedo un altra volta, Malfoy: Che hai?>>
Sospirai.
Dio, come faceva ad accorgersi sempre di tutto?
<< Non sono cazzate. Tu credi tanto di conoscermi, ma non è così.
Se ti dico che non è niente, allora è la verità.
E poi, non vedo come debba interessarti.>>
George sbuffò avanzando verso di me.
<< Credi davvero che voglia ancora fregarti in qualche modo, Malfoy?>>
<< Devi smetterla di fare così.>> dissi, guardandolo negli occhi
<< Oh certo. Giustamente, qualcuno prova a vedere qualcosa in più in te, e tu scappi.
Come sempre.>>
<< Smettila!>> Esclamai << Io non so di cosa parli. Non sto scappando proprio da niente. Sei tu che ti stai autoconvincendo.>>
<< Certo, prova anche a farmi passare per cretino, adesso>>
George si avvicinò a me.
Troppo.
Io ero praticamente schiacciata contro il muro.
Eppure non osava andare oltre.
<< Ma non mi sono immaginato tutto>>
Devo allontanarlo.
<< Invece si. Tu non mi piaci. Non mi piaci, e di te non me ne frega niente.
Quindi, fammi il favore di starmi lontano.>>
Lo dissi con una convinzione che sembrava quasi vera.
Eppure, qualcosa nel mio petto pesava ancora.
<< Come vuoi tu, Malfoy.
Ma sappi che non me la bevo.
Vuoi che ti stia lontano? Bene. È ciò che avrai.>>
E se ne andò.
Era l'ultima cosa che volevo, in realtà.
Me ne resi conto quando senti quel vuoto diffondersi nel petto.
Ignorarlo e odiarlo era più facile.
Ci era rimasto male anche lui.
Lo avevo visto nei suoi occhi.
Ma... io e lui non eravamo destinati.
Ne ad essere amici, figuriamoci qualcos'altro.
Durante le successive lezioni la mia testa era altrove, pensavo a quanto mi dispiacesse cio che avevo appena fatto, pensai che stavo facendo la cosa giusta ma già percepivo che sarebbe stato un inferno.
Pensai di aprire il pacchetto che mi aveva regalato, così lo presi mentre lui non mi stava guardando e lo aprii e ciò che vidi mi fece sciogliere: era una statuetta che rappresentava uno dei sette nani, una fiaba babbana di cui avevo sentito parlare.
Lo guardai e accennai un sorriso, malinconico, sapendo che da quel momento in poi mi avrebbe odiata per il mio comportamento.
Quando la lezione fini andai fuori dall'aula e poi mi diressi in sala grande.
C'era Viola ad aspettarmi e sentivo la necessità di raccontarle tutto. Mi sedetti accanto a lei e noto subito la statuetta che tenevo in mano.
<< E quella?>>
<< È un regalo, di Weasley>>
<< Ti ha fatto un regalo? >> chiese
<< Si, in realtà le cose sono cambiate>> dissi, raccontandole tutti gli altri avvenimenti.
<<Direi che è cotto di te!>> disse ma io negai
<< Mi odia, oggi ho litigato con lui, non posso farmelo piacere, e non c'è bisogno che ti spieghi il perché>> dissi
<< Tu cosa provi per lui?>> mi chiese e io non seppi cosa rispondere
<< Non lo so Viola. È tutto così.. confuso.
A volte lo odio. A volte un po meno.
Poi fa qualcosa che mi fa chiedere perche lo odi ancora>>
<< Secondo me ti piace, ma hai paura a causa delle circostanze>> disse e io realizzai che forse aveva ragione.
<< Non essere dura con te stessa>> mi disse prima di andare via.
Pensai a tutto il giorno a quella conversazione, e stavo iniziando a capire che aveva ragione.
Tutti quei battibecchi, i soprannomi, gli insulti, le battutine, i momenti anche seri mi piacevano.
Eppure per una volta dovevo essere io a tenerlo al sicuro.
Da me stessa.
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𝐑𝖾𝗐𝗋𝗂𝗍𝖾 𝐓𝗁𝖾 𝐒𝗍𝖺𝗋𝗌 || 𝐆𝖾𝗈𝗋𝗀𝖾 𝐖𝖾𝖺𝗌𝗅𝖾𝗒
Fanfiction«[...] 𝗁𝖺𝗂 𝗂𝗇𝗍𝖾𝗇𝗓𝗂𝗈𝗇𝖾 𝖽𝗂 𝗌𝖼𝖺𝗌𝗌𝖺𝗋𝗆𝗂 𝗂𝗅 𝖼𝖺𝗓𝗓𝗈 𝖺𝗇𝖼𝗁𝖾 𝗊𝗎𝖾𝗌𝗍'𝖺𝗇𝗇𝗈?» 𝖽𝗂𝗌𝗌𝗂, 𝗀𝗂𝗋𝖺𝗇𝖽𝗈𝗆𝗂 𝗏𝖾𝗋𝗌𝗈 𝗅𝖺 𝗌𝗎𝖺 𝖽𝗂𝗋𝖾𝗓𝗂𝗈𝗇𝖾 , 𝖺𝗅𝗓𝖺𝗇𝖽𝗈 𝗅𝗈 𝗌𝗀𝗎𝖺𝗋𝖽𝗈 𝗏𝖾𝗋𝗌𝗈 𝗂 𝗌𝗎𝗈𝗂 𝗈𝖼𝖼𝗁...
