Capitolo Cinque

265 34 14
                                        

"Specie se la ragazza sei tu."

Cosa diavolo avevo appena sentito?

Doveva decisamente essere ubriaco, o sotto qualche sorta di incantesimo, perché quelle parole non potevano essere davvero uscite dalla sua bocca.

Che cosa diavolo gli importava di me?

Non doveva fregargli niente.
Eppure era lì.
Accanto a me.
A dirmi che non mi aveva difesa per soddisfare una specie di orgoglio personale.
Ma perché… ero io.

No, impossibile.
Io non valevo niente per lui.
Ci eravamo giurati guerra sin dal primo anno, quando lui mi aveva fatto cadere i libri a terra e io gli avevo alzato il dito medio.

Da quando mi prendeva in giro se cadevo dalla scopa.

Da quando, spesso e volentieri, mi faceva i suoi stupidi scherzi.

Da quando faceva sempre ricadere la colpa su di me se eravamo vicini a lezione.

Era sempre stato così.
Sempre.

E ora… ora qualcosa stava cambiando.

E non perché ci eravamo baciati – forse quella era l’ultima delle cose.

Ma dall’altra sera, la prima sera in cui siamo arrivati qui, qualcosa aveva iniziato a cambiare.

Potevo negarlo quanto volevo, ma lui aveva insistito al punto che mi ero lasciata andare.
Anche se solo un po’.

E ora questo.

A che gioco stai giocando, Weasley?

«Cos’è, il gatto ti ha mangiato la lingua Malfoy?»

Fu lui a spezzare quel silenzio che nemmeno mi ero accorta si fosse formato.

Alzai lo sguardo.
George Weasley era l’essere vivente che capivo meno di tutti sulla faccia della terra.

Prima faceva qualcosa di anche solo lontanamente carino, poi se ne fregava.

«Sai che c’è? È che non ti capisco, Weasley.»

Lui non mi prese sul serio.
Non lo faceva mai.

«E quando mai?»

Sbuffai. «No, davvero, Weasley.»

Alzai lo sguardo su di lui, mentre il mio cuore iniziava a battere più forte.
Mi alzai di scatto, e lui, come se fosse un riflesso, fece lo stesso.

«Si può sapere cos’è questa storia?» sbottai, forse arrabbiata.

Ma non tanto con lui.
Ma con me stessa.

«Malfoy, stai dando di matto?»

«Da quando io e te siamo così? Da quando parliamo nemmeno fossimo amici da una vita? Da quando ti… preoccupi se il mio ex mi tratta di merda o meno? Da quando ti riduci… così per me?»

Gli indicai il volto ammaccato, probabilmente per quello che pensavo.

George rise, una risata amara. «Sai una cosa, Malfoy? Non sempre le cose sono destinate a rimanere come sono.»

E adesso che cazzo significava?

«E poi sono io quella che sta andando di matto?»

Lui serrò la mascella, raggiungendomi con due falcate.

«Che cazzo vuoi che ti dica, Malfoy?! Non lo so, non lo so da quando tra noi è così, va bene?!»

Alzò un po’ la voce mentre mi fissava in cagnesco.

𝐑𝖾𝗐𝗋𝗂𝗍𝖾 𝐓𝗁𝖾 𝐒𝗍𝖺𝗋𝗌 || 𝐆𝖾𝗈𝗋𝗀𝖾 𝐖𝖾𝖺𝗌𝗅𝖾𝗒Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora