«Tesoro, scendi! Sono già le dieci!» disse mia madre dal salotto.
Quel giorno era il primo settembre, l'inizio del mio quinto anno a Hogwarts.
Ero sempre felice in quel giorno: avrei rivisto tutti i miei amici e, in fondo, Hogwarts era molto più "casa" rispetto al Malfoy Manor. Non che l'avessi mai considerata davvero casa mia.
Stavo finendo di prepararmi quando la voce di mia madre tornò a chiamarmi. Presi la valigia e la portai di sotto, insieme a uno zaino dove avevo messo un libro da leggere durante il viaggio. Una volta arrivata, mio fratello Draco mi aiutò con i bagagli.
«Eccoti sorellina, andiamo, forza» disse, pronunciando quel nomignolo con la sua solita aria superiore e sarcastica.
«Sì, guastafeste» ribattei prendendolo in giro.
«Mi raccomando, fate attenzione!» aggiunse mia madre.
«Certo mamma, stai tranquilla» rispose Draco, sorridendole.
Dopo pochi minuti si avvicinò mio padre, con in mano il suo bastone e la solita aria di superiorità. Il sorriso che avevo sul volto scomparve immediatamente.
«Fate attenzione e mi raccomando» disse, con quello sguardo apatico che ormai ero abituata a vedere sul suo viso.
Chi si credeva di essere?
Mi limitai ad annuire e, in un battito di ciglia, eravamo a King's Cross.
Londra era sempre affollata a qualsiasi ora del giorno, figuriamoci il primo settembre. Una volta arrivati al binario, corsi verso il muro tra il nove e il dieci.
Ancora più grande degli anni precedenti e fumante, l'Hogwarts Express si palesò davanti ai nostri occhi.
«Ci vediamo dopo, vado da Blaise» disse Draco, lasciandomi un bacio sulla fronte.
Sorrisi e annuii. «A dopo.»
Salii sul treno, cercando la mia migliore amica, Astoria, tra le cabine. Quando la vidi, le sorrisi e bussai al vetro salutandola. Lei si affrettò ad aprirmi e mi abbracciò, facendomi mollare la presa dalla valigia.
«Fla! Eccoti finalmente! Come stai?»
«Ria! Sto bene, e tu?»
«Benissimo!»
Io e Astoria ci eravamo conosciute al primo anno: io cercavo una cabina libera e trovai lei, sola. Mi presentai e lei fece lo stesso. Da lì diventammo inseparabili.
«Tu entra, io poso la valigia e arrivo» dissi, e lei annuì.
Mi girai e provai a sistemare la valigia nello scompartimento sopra i sedili, mettendomi sulle punte. Era troppo alto, non ci arrivavo.
Dovrebbero farli più bassi!
«Vedo che non sei cresciuta dall'anno scorso, Malfoy. Ti si è bloccata la crescita per caso? Dovrei iniziare a chiamarti Brontolo» disse una voce accanto a me.
Roteai gli occhi, riconoscendo subito chi fosse.
George Weasley.
Tra noi non correva buon sangue: trovava sempre un'occasione per prendermi in giro. E poi aveva quell'aria da burlone che non sopportavo.
«E tu noto che sei uno scassacazzi come al solito, Weasley. Hai intenzione di rompermi le palle anche quest'anno?» ribattei, girandomi verso di lui con le braccia incrociate.
«Sempre, Malfoy» disse con il suo solito sorrisetto, che odiavo con tutto il cuore.
«Non mi libererò di te neanche quest'anno, vero? Non potresti semplicemente lasciarmi stare?»
«Mai, Malfoy. Se c'è una cosa che non ho intenzione di fare quest'anno, è proprio lasciarti stare.»
Quelle parole non mi lasciarono indifferente. Lo fissai dritto negli occhi e replicai: «Beh, io credo che dovresti farlo.»
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𝐑𝖾𝗐𝗋𝗂𝗍𝖾 𝐓𝗁𝖾 𝐒𝗍𝖺𝗋𝗌 || 𝐆𝖾𝗈𝗋𝗀𝖾 𝐖𝖾𝖺𝗌𝗅𝖾𝗒
Fanfiction«[...] 𝗁𝖺𝗂 𝗂𝗇𝗍𝖾𝗇𝗓𝗂𝗈𝗇𝖾 𝖽𝗂 𝗌𝖼𝖺𝗌𝗌𝖺𝗋𝗆𝗂 𝗂𝗅 𝖼𝖺𝗓𝗓𝗈 𝖺𝗇𝖼𝗁𝖾 𝗊𝗎𝖾𝗌𝗍'𝖺𝗇𝗇𝗈?» 𝖽𝗂𝗌𝗌𝗂, 𝗀𝗂𝗋𝖺𝗇𝖽𝗈𝗆𝗂 𝗏𝖾𝗋𝗌𝗈 𝗅𝖺 𝗌𝗎𝖺 𝖽𝗂𝗋𝖾𝗓𝗂𝗈𝗇𝖾 , 𝖺𝗅𝗓𝖺𝗇𝖽𝗈 𝗅𝗈 𝗌𝗀𝗎𝖺𝗋𝖽𝗈 𝗏𝖾𝗋𝗌𝗈 𝗂 𝗌𝗎𝗈𝗂 𝗈𝖼𝖼𝗁...
