Erano passati svariati giorni da quel pomeriggio.
E George Wealsey era ancora un enigma che non riuscivo a decifrare, a capire.
Mi aveva detto che non tutti cercano sempre di fregarmi.
E si, sapevo che era così.
Ma chi mi diceva che lui non voleva farlo?
Si, lui insisteva di continuo sulla cosa
Ma io non potevo fare a meno di chiedermi se non lo facesse apposta per fregarmi.
Non riuscivo a trovare un motivo esatto del motivo perché avrebbe dovuto farlo;
Ma lui era uno dei più popolari, paradossalmente.
George amava farsi vedere, amava attirare l'attenzione, far ridere la gente, fare entrate sceniche persino per andare in sala grande.
Ma io no.
Io ero sempre stata invisibile, in un certo senso.
Certo, non del tutto — ero pur sempre sorella di Draco.
Ma tutti, mi consideravano solo come tale.
La sorellina minore di Draco Malfoy.
E a me piaceva la mia invisibilità in quel senso.
Mi piaceva passare inosservata, potermi fare gli affari miei senza che nessuno mi disturbasse.
Ma George questo non sembrava volerlo capire.
Perché ogni minima occasione, era buona per provocarmi, infastidirmi.
In quei giorni però, avevo altro per la testa.
Mia madre era strana, nelle sue lettere.
Continuava a chiedermi se stessi bene.
Se avvertissi strane sensazioni.
Nascondeva qualcosa, lo percepivo.
Come se sapesse qualcosa, su di me, che io non sapevo ancora.
Ma in effetti... da un po di giorni che avevo delle fitte al petto.
Precisamente, nel punto dove avevo una voglia.
Non avevo maj capito cosa potesse essere, ma assomigliava molto a un teschio.
In quei giorni, avevo leggeri fitte, ma non avevo mai creduto che fossero collegate a questo.
Anche perché poi, svanivano presto.
Dunque non mi ero preoccupata.
Non fino a quella mattina, almeno.
Era una mattina degli ultimi di ottobre.
Il 30 ottobre.
Il giorno dopo sarebbe stato Halloween: e come ogmi anno, c'era una festa che sarebbe stata allestita in sala grande.
Mi alzai di buon umore, e dopo una doccia calda e essermi messa l'uniforme, aspettai che Astoria fosse pronta e poi scendemmo a fare colazione.
Una volta dentro mi sedetti al mio tavolo, con lei a fianco e di fronte Blaise, Draco e Theodore.
<< Siete carichi per domani?>> Chiese Blaise, che amava queste occasioni.
Cosi come me.
<< Certo! Non vedo l'ora, ho già in mente il costume!>> dissi.
Mio fratello, dj fronte a me, appareva contrariato. << Troppo entusiasmo per una festa. Ma quantomeno, il banchetto sarà più pieno del solito >>
Non amava molto le feste, ma alla fine ci veniva lo stesso.
Finita la colazione, mi alzai, diretta alla lezione di Divinazione con la Cooman, che dovevamo condividere con i Grifondoro.
Mi sedetti in uno dei banchi e accanto a me sedette una ragazza Grifondoro; non la conoscevo bene.
Nel tavolo accanto al nostro sedettero Harry Potter e Il penultimo dei fratelli weasley, Ron.
Tuttavia, appena Potter si ritrovo a pochi metri da me, la voglia inizio a pulsare.
<< Buongiorno ragazzi! Allora, oggi faremo...>>
Ma la sua voce inizio ad arrivarmi ovattata.
La testa mj girava.
Il cuore non lo sentivo più.
La vista mi si annebbiò.
E poi..
Buio.
[....]
Mi risvegliai in un letto dell'infermeria, con una flebo attaccata al braccio.
La testa era pesante, ma piano piano ripresi conoscenza.
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𝐑𝖾𝗐𝗋𝗂𝗍𝖾 𝐓𝗁𝖾 𝐒𝗍𝖺𝗋𝗌 || 𝐆𝖾𝗈𝗋𝗀𝖾 𝐖𝖾𝖺𝗌𝗅𝖾𝗒
Fanfiction«[...] 𝗁𝖺𝗂 𝗂𝗇𝗍𝖾𝗇𝗓𝗂𝗈𝗇𝖾 𝖽𝗂 𝗌𝖼𝖺𝗌𝗌𝖺𝗋𝗆𝗂 𝗂𝗅 𝖼𝖺𝗓𝗓𝗈 𝖺𝗇𝖼𝗁𝖾 𝗊𝗎𝖾𝗌𝗍'𝖺𝗇𝗇𝗈?» 𝖽𝗂𝗌𝗌𝗂, 𝗀𝗂𝗋𝖺𝗇𝖽𝗈𝗆𝗂 𝗏𝖾𝗋𝗌𝗈 𝗅𝖺 𝗌𝗎𝖺 𝖽𝗂𝗋𝖾𝗓𝗂𝗈𝗇𝖾 , 𝖺𝗅𝗓𝖺𝗇𝖽𝗈 𝗅𝗈 𝗌𝗀𝗎𝖺𝗋𝖽𝗈 𝗏𝖾𝗋𝗌𝗈 𝗂 𝗌𝗎𝗈𝗂 𝗈𝖼𝖼𝗁...
