Capitolo 24 (III). La casa di Ilaria

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Marco impiegò un paio di giorni per digerire quei spaghetti, ma il quindici, giorno della laurea, si alzò all'alba, fresco come le rose che stavano per sbocciare nel giardino di sua sorella la quale, per l'occasione, gli aveva cucito un abito che si rassegnò a indossare.

Anna andò ad assisterlo senza capir nulla di ciò che diceva mentre proiettava lucidi incomprensibili pieni di frecce e ovali.

Ma la proclamazione del Preside fu bella chiara: «Marco Guidotti, in nome della Legge, visto il risultato dell'esame di laurea da lei oggi superato con lode la dichiariamo Dottore in Ingegneria Informatica. Congratulazioni.»

***

Marco al sentire la parola "lode" strinse il pugno.

Anna, invece, poco mancò che urlasse e, una volta usciti, lo stritolò: «sono tanto fiera di te, gattino.»

«Grazie, micia, la dedico a te.»

«E a Ilaria?», Anna gli accarezzò il bavero della giacca, «ultimamente sei andato spesso da lei; solo per prendere le misure?»

«No, volevo parlartene, ma non qui», sventolò la mano, «ehi, Toni!»

«Ciao Marco», Antonio li raggiunse, «lode meritata, non ho dovuto neppure chiederla in Commissione.»

«Grazie, volevo invitarti alla festa di laurea che farò domenica prossima a casa di Anna», la indicò, «la mia fidanzata, te ne ho parlato.»

«Piacere professore.»

Toni le diede la mano e si aggiustò gli occhiali, «però Marco: dove l'hai pescata una fidanzata così carina?»

«Professore in realtà sono io che l'ho pescato, ad aspettare la sua proposta sarei morta zitella», Anna gli fece una smorfia.

«Micia, su, è il caso di puntualizzare?», Marco cominciò a saltellare sul posto.

«Oh, sì, Marco conosceva solo sua sorella prima di me!», Anna gli fece un occhiolino.

Marco sbuffò; «e dai!»; altri saltelli.

«Ottima scelta, però, ragazza, guardi qui»; Toni gli diede due pacche sulla spalla, «merce di qualità, altro che quei damerini di lettere o scienze politiche che non sanno cambiare una lampadina.»

«Lo so», Anna gli tenne il braccio, «per quello me lo tengo stretto.»

***

Anna lo vide ancora saltellare: «devi andare in bagno, gattino neo laureato?» «No, micia quasi dottoressa», Marco sbuffò, «ma c'era proprio bisogno di dire che, a parte Ilaria, non ho avuto nessuna?»

«Forse perché mi sento in colpa anch'io», Anna gli prese la mano, «in effetti ti ho trascurato negli ultimi tempi per i miei esami.»

«Dai vieni, ti faccio vedere una cosa», Marco fece un "ciao" collettivo ai suoi amici di laboratorio e uscirono.

All'esterno della facoltà c'era un parco; l'aria era ancora fresca e si sedettero al sole.

Marco si tolse la giacca e la cravatta; «scusa, non ci sono abituato», la mise in borsa ed estrasse una cartellina.

«Per una volta è bello vederti elegante, però», Anna tolse il dolcevita e rimase in maglietta; vide nelle sue mani un album di fotografie, chiuso, «è questo? Le hai fatto altre foto?»

«Sì», Marco glielo porse.

«Non ne ho voglia, so già che è bella.»

«Queste sono però particolari», Marco glielo pose in grembo, «per favore.» Anna lo aprì e chiuse subito gli occhi: «Dio mio...», si tenne una mano sul cuore, li riaprì, era in bianco e nero: «quando l'hai fatta? Non tanto tempo fa, ha la pancia grande.»

Dolore e Perdono (Parti I - IV)La tua prossima ossessione. Scoprilo ora