Capitolo 55 (II). Domenica in villa

18 2 0
                                    

Naturalmente Luigi e Sara avevano concordato con Anna e Walter di dividere i fratelli appena arrivati; proprio quella mattina a colazione ne avevano discusso.

«La questione è molto semplice, Anna», aveva chiesto Luigi, «tu continui a volere Marco come marito, vero?»

«Sì papà, voglio ancora il mio gattino...», aveva visto il fratello fare una faccia schifata, «beh, Walter, che c'è?»

«Oh, nulla Anna...», aveva detto con noncuranza, versandosi del caffè, «tu sei tutta strana: volere di nuovo un marito che ti tradisce con la sorella mi sembra assurdo, però è anche vero che dopo Luca non hai trovato di meglio», scrollò le spalle, «un motivo ci sarà.»

«Walter, su...», Sara lo aveva rimproverato, si stava aprendo il suo solito vasetto di yogurt magro, «non mi sembra una cosa bella da dire a tua sorella!»

«Bella o no è la verità e mi sembra che non le diate il giusto peso; è un tradimento e in più stanno vivendo assieme...», aveva preso lo zucchero, «però è anche vero che Ilaria mi fa più pena che rabbia e Marco mi è sempre stato simpatico ed è un bravo papà per la bambina...», non aveva proseguito e continuava a mescolare nella tazzina.

«Allora, Walter, sei dei nostri?» 

«In che senso, papà?» 

«Ti chiedo di far finta di nulla con Marco e Ilaria quando vengono oggi, intesi?»

«Papà, te l'ho detto come la penso...», Walter aveva scrollato le spalle, «Anna è adulta e se vuole stare con un traditore son fatti suoi», aveva bevuto il caffè, posato la tazzina, «e fin quando Marco non mette gli occhi su Sabina sarà ancora mio amico.»

«Bravo!», gli aveva detto il padre sorridendogli e dandogli una pacca sulla spalla, «Elena è tranquilla; Marco la viene a trovare e anche con Anna si comporta per quanto possibile dolce come prima. Questa situazione la risolveremo in poco tempo...», Luigi si era rilassato sulla sedia, stiracchiandosi, «ah, benissimo, e tu Sara?», aveva chiesto alla moglie all'altro lato mettendole un braccio sulle spalle, «sei dei nostri anche tu?»

«Uffa, sembrate tutti in combutta...», Sara aveva mangiato qualche cucchiaino di yogurt in silenzio, pensierosa, «ma sì, lo sono...», aveva sbuffato, si era pulita la bocca con il tovagliolo, «ne abbiamo già parlato alla nausea, anche se all'epoca era solo in via teorica.»

«Non è più teorica Sara.» 

«Lo so», aveva sospirato, «oh Luigi, ma come faremo?», gli aveva preso la mano, «abbiamo due fratelli amanti che verranno a pranzo oggi!», aveva poggiato la testa sulla sua mano, «e lui è il papà di nostra nipote, il marito di nostra figlia», si stava mettendo a piangere.

«Mamma, mi dispiace», Anna aveva posato la sua tazza di latte e cereali, «non ti voglio costringere a vederli», si era guardata intorno, «Walter?»

«Che vuoi da me?», Walter in quel momento si stava preparando un panino con pane tostato e prosciutto, «li vuoi invitare tu, mica io.»

«Sì, certo...», Anna aveva chinato il capo, «mamma, faccio ancora in tempo a dire a Marco che forse non è il caso.»

«No, Anna», Sara si era ricomposta, si era asciugata le lacrime, «mi farò forza, Elena lo cerca, già ieri mi chiedeva "dov'è papà?"», aveva preso la teiera, si era versata un po' di tè, «che situazione!», l'aveva posata, «se vogliamo che Elena abbia il papà vicino dobbiamo prenderci Marco e anche la sorella!»

«Sì, è necessario, Sara...», Luigi si era preso anch'egli una fetta di pane tostato e aveva cominciato a spalmarvi sopra marmellata, «io sono d'accordo con Anna: Marco lo voglio ancora come genero e papà di mia nipote.»

Dolore e perdono (Parte VIII: I fratelli amanti)Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora