Luigi, però, prima di pranzo aveva voluto andare in studio, aveva fotocopiato le lettere di Giorgio e aveva fatto a Ilaria una veloce visita che aveva confermato i suoi sospetti: era sottopeso, poco più di quarantotto chili e con pressione bassa.
Non le aveva dato farmaci, ma le aveva detto che era a rischio di un esaurimento cronico; la macchina era ancora in ordine, senza carburante, e aveva concluso con:
«Ilaria, voglio vederti mangiare; oggi ti controllo io, ma poi a casa sforzati; con calma, ma devi riprendere un po' di peso.»
***
Si erano riuniti infine per pranzo; il tavolo era rotondo, Marco e Anna si erano tenuti Elena in mezzo, sul seggiolone. Ilaria era all'altro lato di Marco con a fianco il dottore.
Alfredo aveva servito un pranzo estivo, domenicale, ricco in portate, colorato da verdure e ortaggi provenienti dall'orto (tra cui molti pomodori).
Elena avrebbe avuto il suo menù, ma preferiva il "cibo da grandi" che prendeva con le mani da mamma e papà in pezzetti, Anna l'aveva abituata a mangiare tutte le verdure e, alla fine, era successo come al solito che Marco aveva mangiato la sua pappina.
A un tavolo a parte, sotto il portico, avevano pranzato le due coppie di giovani con un menù più sbrigativo: panini e altri cibi freddi; Walter sia non voleva coinvolgere i suoi amici negli affari di famiglia (Sabina sapeva, ma era molto discreta) e sia voleva uscire presto per fare un giro in moto.
***
Marco non aveva potuto parlare con Ilaria a tu per tu; Anna invece aveva scambiato due battute con il padre poco prima di mettersi a tavola:
«Anna, allora, come ti sembra?»
«Come giovedì sera papà, lui vuole stare da Ilaria perché si sente in debito; ma so che, se lei fosse di nuovo felice con Emanuele, tornerebbe da me stasera.»
«Come sospettavo», le aveva risposto Luigi, facendo una smorfia, desolato, «il problema è che Ilaria ha perso Emanuele, purtroppo.»
«Così grave?», Anna aveva sospirato.
«Che dirti? Ho letto i fogli; chiaro che erano solo un'esca per farli cadere; Giorgio vuole darlo tutto a Silvia, si sarà procurato già le prove.»
«Papà, mi dispiace...», Anna aveva abbassato lo sguardo, «non volevo darvi questo dispiacere.»
«Frugoletta, non ti preoccupare...», il dottore le aveva messo una mano sotto al mento, l'aveva sollevata, «tu lo vorrai indietro anche in quel caso, vero?», l'aveva guardata negli occhi.
«Ci devo ancora riflettere, ma ho paura anch'io che sia l'unica condizione per staccare i fratelli, anche se non so come riusciremo a...»
«Anna», Luigi l'aveva interrotta, «una cosa...»
«...per volta, sì, papà», Anna gli aveva sorriso, «scusami, faccio come la mamma che si dispera per il futuro; pensiamo a questa domenica, adesso, tu gli parlerai dopo pranzo?»
«Sì, ma deve essere solo; tu tienimi impegnata Ilaria, falle fare qualcosa di fisico, in cucina o in casa, se si sente utile la rendi felice nel suo piccolo e Marco lo posso portare in giro.»
***
Il pranzo, grazie alla sapiente regia del dottore, era comunque andato liscio senza incidenti; la conversazione era stata ravvivata dalle sue facezie e dalle scenette che Elena e Marco improvvisavano facendo ridere tutti; persino Sara, guardando il genero giocherellone, era apparsa più distesa, mentre Irene aveva sorriso solo alla bimba e aveva evitato di guardare il figlio; Franco, a lato, aveva cercato di tirarla un po' su, ma era sembrata sempre sul punto di piangere o svenire.
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Dolore e perdono (Parte VIII: I fratelli amanti)
General FictionUna storia di sofferenza e redenzione, una passione ostinata e proibita, tre famiglie coinvolte, trent'anni di storia. Marco e Ilaria, due fratelli divisi da quasi mille chilometri si rincontrano per il funerale del loro padre. Così diversi e così s...