«Ciao mamma...», Marco si avvicinò a Irene, Anna vide lo sguardo della suocera e prese in braccio Elena.
«Vedo che ancora non mi hai dato ascolto», Irene si voltò a guardare Ilaria presa a braccetto da Sara e Luigi, «testone, peggio di tuo padre.»
«Ma se me l'ha chiesto Anna di venire con Ilaria», fece un passo verso la moglie, tentò un sorriso.
«C'è poco da ridere, sai?», Irene incrociò le braccia, «un conto è dirlo per gentilezza, un conto è approfittarne.»
«Signora, la prego...», Anna intervenne, «Marco ha ragione: gliel'ho chiesto io di venire con Ilaria»
«Zia Ilaia vetito bello», Elena indicò il suo vestito.
«Sì, amore», Anna le diede un bacio, «zia Ilaria ti ha cucito il vestitino.»
«Tu Anna sei troppo buona — lo sappiamo — e lui se ne approfitta», Irene le disse scuotendo il capo, «lo avresti dovuto prendere a cinghiate, e io gli avrei dato il resto.»
«Papà!», Elena si sbracciò verso Marco.
«Mamma, non di fronte alla bambina, dai...», Marco prese in braccio Elena da Anna, le diede un bacio.
«No, perché Elena deve sapere che razza di padre ha!»
«Papà bavo, nonna Ilene totò.»
«Sì cucciola, nonna Irene è arrabbiata, ma poi le passa», Marco le sorrise e la strinse a sé.
«Sì, mi passa...», Irene sbuffò, «ti fai vedere il papà tenero, ma che figura mi fai fare di fronte a tua moglie, come se non ti avessi dato l'educazione!»
«No, me l'hai data mamma...», Marco si strinse più ad Anna, «ma qui è diverso.»
«No, figlio», Irene gli puntò il dito, «i traditori sono tutti uguali, ma almeno tuo papà non mi portava le amanti in casa.»
«Mamma, se ti diamo così fastidio ce ne andiamo...», Marco sbuffò, «cucciolotta, papà torna subito», si voltò verso Anna, «micia, mi tieni Elena che vado a. . . »
«No, gattino», Anna gli lasciò Elena in braccio, «rimani per me, perché te lo chiedo, e per tua figlia, perché lo vuole; signora...», si rivolse a Irene, «li voglio qui, davvero, tutti e due.»
«Ma non lo vedi come fa, Anna?», Irene lo indicò, «tutti uguali i traditori; fai loro capire lo sbaglio e sanno solo dire: "me ne vado"!»
«E cosa dovrei fare, mamma, su!»
«Chiedere scusa a tua moglie di fronte a tua figlia e cambiare!», Irene gli disse, dura.
«Non è facile, mamma», a Marco scese una lacrima.
«Ah, no?», Irene alzò le spalle, «non mi pare difficile andare a casa tua stasera invece di dormire con tua sorella!»
«Signora...», Anna le andò vicino, «Marco non penso stia bene in quel che fa», sospirò, «lo vede che...»
«Ah, Anna, tu sei giovane e ancora troppo ingenua», Irene l'abbracciò, e cominciò a lacrimare, «a te fa fessa!», si voltò verso di lui, «e non fare quelle lacrime di coccodrillo, a me non incanti, sai?»
«Mamma, davvero...», Marco storse la bocca, «non so come dirtelo senza che ti arrabbi, ma lascia che ce la vediamo noi due, va bene?»
«Signora Irene, stia tranquilla, me la vedo io con suo figlio», gli andò vicino e gli diede un bacio sulla guancia, «la ringrazio comunque di essere dalla mia parte.»
«Oh, ma Anna, come si fa a non esserlo? Io so cosa vuol dire avere una suocera che si fa gli affari suoi...»
«Mamma...», Marco sbuffò, «sempre di papà vai a parlare, eh?»
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Dolore e perdono (Parte VIII: I fratelli amanti)
General FictionUna storia di sofferenza e redenzione, una passione ostinata e proibita, tre famiglie coinvolte, trent'anni di storia. Marco e Ilaria, due fratelli divisi da quasi mille chilometri si rincontrano per il funerale del loro padre. Così diversi e così s...