Capitolo 56 (III). Il raccolto

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Ilaria era a casa, mentre sedeva alla macchina da cucire, il pranzo era sul fuoco e Marco parlava con Sergio, squillò il suo cellulare. Era Andrea.

«Andrea, ciao», si sentiva l'auto in sottofondo. 

«Ciao Ilaria, ti sento poco, tu mi senti?» 

«Mamma Iaia?», la voce di Emanuele era squillante. 

«Amore! Ci sei?», Ilaria cominciò a piangere. 

«Ci sono mamma Iaia, sto tornando! Papà!» 

«Un attimo Emanuele, te la passo», Andrea disse fermo, «Ilaria? Ti voglio dire che arriveremo stasera, te lo porto domani, va bene?»

«Va bene, Andrea, vi aspetto.» 

Poi si sentì un cambio di mano ed Emanuele più vicino, «mamma Iaia, ci sono, sto tornando con papà! Mamma Iaia, mi sei mancata!»

«Amore, sì, sei tanto mancato anche tu alla mamma, tanti baci, a domani.» 

«A domani, mamma Iaia.» 

Ilaria sentì dei rumori, il telefono stava cambiando di mano; pensò che se Marco non fosse andato a prenderla ella in quel momento avrebbe dovuto dire al figlio che non l'avrebbe più vista e ad Andrea che si sarebbe tenuto il figlio per sempre; ma a quale prezzo Marco le aveva dato quella possibilità?

«Senti Ilaria, ti volevo dire...», Andrea la interruppe nei suoi pensieri, con una voce quasi dolce.

«Dimmi.» 

«Per domani io te lo porterei nel pomeriggio, va bene a casa tua o sei in villa a Sant'Ilario?»

Andrea negli ultimi giorni era cambiato, non più così freddo, Ilaria pensò che fosse per l'avvicinarsi della firma dell'accordo, se ne rallegrò e rispose un po' senza pensare:

«No, Andrea, vieni pure a casa, vi aspetto qui, Marco mio domani va in villa solo lui...»; ma nel momento in cui disse "va in villa" capì di aver rivelato già tutto; Marco, per tutto settembre, non "andava" in villa, vi abitava dal venerdì sera al lunedì mattina: «cioè, scusa, lui è già in villa da Anna...»

«Ah, certo...», Andrea era tranquillo, le sembrò addirittura che ridesse, «Marco tuo va in villa o è già in villa, vabbè Ilaria, queste cose non mi interessano più, fate voi...», il suo riso poi cessò, disse più serio: «te lo porto allora dopo pranzo, va bene?»

«Va bene», Ilaria tremò, «fate buon viaggio, ciao, a domani.» 

«Ciao Ilaria.» 

***

Ilaria mise giù. Per tutta la mattina fu preoccupata; è vero che ella stessa a Marco aveva chiesto di rimanere, ma il riso di Andrea la inquietò; rimase in tale ansia fino a quando, per mezzogiorno, Marco entrò con Elena.

«Zia Ilaia...», Elena corse subito in cucina, conosceva bene casa della zia. 

«Amore, ciao», Ilaria si accucciò per abbracciarla, «quanto manchi sempre alla zia! Dove ti ha portato papà?»

«Papà bavo, giadini zaino bambola Susi», Elena indicò Marco che nel frattempo aveva chiuso la porta e stava entrando in cucina.

«Certo Elena, lo sappiamo che hai un papà d'oro», Ilaria si alzò, diede un bacio al fratello, «ciao, com'è andata?»

«Bene, Ili», Marco si tolse lo zaino. 

Elena era attenta a guardarli, «papà nanna zia Ilaia...», disse poi, indicandoli, con il sorriso.

Dolore e perdono (Parte VIII: I fratelli amanti)Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora