Sono passate tre settimane da quella maledetta sera.
Da quando non sento più la sua voce, il tempo passa così lentamente che i minuti mi sembrano ore, le ore sembrano giorni e le settimane sembrano anni.
Ho smesso di sorridere nell'esatto momento in cui ho saputo che fosse finita in coma. Ormai non vivo più, cerco solo di arrivare intero a fine giornata. Cosa che mi riesce piuttosto difficile considerato il mio stile di vita delle ultime settimane.
Ormai la mia dieta si basa solo sull' alcol e le sigarette.
Dimenticavo l'erba.
<<Nate, non può continuare così>> mi richiama Jason indicando la sigaretta che mi infilo in bocca.<<È solo una sigaretta, Jas.>> Rispondo scontroso più del solito, avvicinando l'accendino al viso per accendere l'ennesima sigaretta della giornata, penso sia la settima. Considerato che ho passato sei ore in classe, non so quando cazzo le ho fumate le altre sei.
Di sicuro la prima alle sei di stamattina quando guardavo la pioggia battere contro i vetri della mia camera e continuavo a pensare a Rebecca distesa in un letto di ospedale.<<Solo perché hai finito l'erba...>> Sentenzia il biondo sedendosi sulla panchina accanto a me.
<<Jas, non rompermi il cazzo!>> Sputo il fumo verso l'alto e gli punto la sigaretta contro.
<<Tra due ore dobbiamo giocare, coglione.>> Me la strappa da mano, la lancia a terra e la spegne con la punta della scarpa.
Se non fosse Jason, lo avrei preso già a calcio nel culo.<< Hai paura che non segni abbastanza? Stai tranquillo, spacco lo stesso.>> Mi infilo gli occhi da sole alzandomi in piedi.
<<Non me ne frega un cazzo della partita, lo dico per te>> mi ammonisce puntandomi un dito contro.
<<Ciao, ragazzi.>> Grace si siede accanto a Jason e appoggia le stampelle sulla panchina.
<<Come stai?>> Le chiedo, indicando con la mano la sua gamba fasciata.<<È una cosa da niente in confronto a ...>>
Jason le fa segno con la mano di stare zitta e lei abbassa il mento sull'asfalto.<<Posso sopportarlo>> sbotto guardando di traverso Jason che sembra voglia ovattarmi come fanno i genitori quando vogliono nascondere qualcosa ai loro figli.
<<Scusa, non volevo essere indelicata.>>
Mi trattano tutti come se avessero paura che perda la testa da un momento all'altro.
Il problema è che hanno ragione, perché mi sento esattamente così al momento.<<Non mi hai mai raccontato com'è successo.>> Appena glielo chiedo, lei cambia espressione.
<<Io n-on...>> inizia ad agitarsi, raccoglie frettolosamente la borsa e si alza in piedi.
<<Scusa, devo andare.>> Aggiunge prendendo le stampelle.<<Grace, cosa mi stai nascondendo?>> Le domando quando è già di spalle.
<<Ho appuntamento dal fisioterapista, scusa>> sventola una mano in aria e sparisce alla velocità della luce, come se non avesse un piede fasciato.
<<Che cazzo le prende?>> Guardo confuso Jason.
<<Boh>> alza le spalle con aria indifferente.***
È la prima volta che gioco senza quasi toccare palla, sono completamente assente, non me ne frega un cazzo che stiamo perdendo, non me ne frega niente di niente. Mi sbagliavo quando prima mi sono pavoneggiato con Jason credendo di riuscire a mantenere anche oggi i miei soliti livelli, sto facendo davvero schifo.
<<Andersooon, fuori!>> Urla l'allenatore a bordo campo.
Faccio leva sui palmi per uscire dall'acqua e lancio la cuffia in un angolo senza degnarlo di uno sguardo.
<<Anderson, ma che cazzo combini?>> Mi urla dietro, mentre raggiungo la panchina.

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Broken Glass - 1 -
Romance1 ° libro - completo - ✨《Stavo annegando, senza di te.》 《Un pallanuotista che annega?》 《Succede, se gli togli l'ossigeno per respirare. 》✨ Questa è la storia complicata di Rebecca Scott (una ragazza di 18 anni ), una delle ragazze più belle e popola...