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Dylan pov's:

Mi è capitato molte volte di chiedermi cosa volessi dalla vita.
Le risposte sono sempre cambiate:
da piccolo volevo che piovesse un giorno si e uno no.
Quando pioveva potevo suonare il pianoforte a casa di nonna, quando c'era il sole potevo correre in bici sentendo la brezza accarezzarmi la pelle.

Il mio secondo desiderio è stato riportare in vita la nonna; da quando se ne è andata si è portata un pezzo di felicità con se, specialmente da piccolo, quando non riuscivo ancora a dare un senso concreto alla morte.

Poi tutti i miei pensieri si sono concentrati sulla nicotina e sulla droga.
Ne volevo a quantità industriali, volevo affogarci insieme a tutti i miei problemi e ai pensieri.

Uno degli ultimi desideri, (mai avrei pensato di includere una donna) era quello di rivivere in loop la notte con Dafne a New York.
Quei giorni sono stati come una pausa da tutta la merda che mi circonda; ho quasi preso in considerazione l'idea di mettere da parte New York.

Gran cazzata. Sta tutto per finire.
Starò di merda senza di lei, è l'unica che mi abbia mai fatto provare qualcosa, ed è anche l'unica persona che conosco con un cuore leale e sincero, ma sopratutto fedele a se stesso.
Con lei mi sembra di poter respirare ossigeno incontaminato, di poter avere una nuova opportunità di essere un uomo migliore.

Ma il minimo che posso fare per lei è proprio lasciarla libera di volare via.
Non posso portarle via quel bel sorriso che
le illumina l'intero volto.
Non che non risplenda già di suo, però...è un angelo in carne ed ossa.

Ora però l'unica cosa che voglio è stare bene senza far star male gli altri e se questo significa lasciare tutti (compresa lei) allora è ciò che farò.

Nell'ultimo periodo l'ho praticamente ignorata e per quanto esteriormente possa sembrare naturale, ho dovuto impiegare tutte le mie forze per non toccarla, scriverle o semplicemente parlarle.
Per quanto apparentemente impossibile è necessario affinché il distacco sia il meno doloroso possibile.

Come una droga, a piccole dosi fino a diventare indolore.

Accendo la sigaretta bruciandomi l'indice con l'accendino.
Impreco silenziosamente godendomi la brezza del mare solleticare il volto.
Credo che mi mancherà questa spiaggia nascosta, questo scoglio spigoloso ma perfetto.

Il rumore delle onde che sbattono sugli altri scogli mi culla mentre la nicotina brucia lentamente i miei polmoni dandomi quella tranquillità che non sono mai riuscito a trovare.

Mio padre sta iniziando a smontare tutti i miei attrezzi per la palestra e mia madre inizia ad inscatolare i vestiti invernali svegliandomi ogni mattina.

L'addio è sempre più imminente e credo che le cose debbano andare così.
Non mi faccio da più di un mese e mezzo e ho deciso di cogliere l'occasione per smettere del tutto; a New York...starò bene.

Anche perché sarebbero difficile procurarmela in questa stupida città: Mason e la sua famiglia sono a capo dell'intera piazza di spaccio e dopo che l'ho pestato dubito voglia vendermi qualcosa.

Non che me ne penta, lo rifarei altre mille volte se potessi.
Il solo ricordo delle parole di quel coglione su di lei mi fa stringere i pugni violentemente.

Saprà difendersi da sola?
Da questo mondo egoista e calcolatore, dalle persone che le faranno del male, dagli uomini che vorranno usarla?

𝐒𝐞𝐚 𝐞𝐲𝐞𝐬Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora