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Dafne pov's:

Non può essere.

Dopo mesi di silenzio sento la voce metallica risuonare tra le piante.
Mi asciugo velocemente gli occhi col dorso della mano fregandomene del trucco ormai colato.

Il buio non mi permette di vedere nulla nonostante sgrani ripetutamente gli occhi.
<C-chi diavolo sei e che cosa vuoi> balbetto mentre cerco di mantenere un tono di voce fermo.

Tento in tutti i modi di trattenere le lacrime ripetendomi che non serviranno a nulla se non a peggiorare la situazione.
Potrebbe essere la mia ultima notte questa.
Non so chi ci sia dall'altra parte del cespuglio, ma so che non si tratta di un semplice ragazzino che si diverte a fare scherzi di cattivo gusto.

C'è un pazzo che ha seguito qualsiasi mia mossa per quasi un anno e che probabilmente sta architettando questo piano da altrettanto tempo.

<Se è uno scherzo ti consiglio di smetterla. Sta arrivando qua un mio amico che fa boxe e non credo che ti piacerebbe> bluffo cercando di spaventarlo.

Indietreggio lentamente mentre sento la paura pura e selvaggia impossessarsi di ogni centimetro del mio corpo.

Il cuore torna a battere velocemente ma sta volta non è per lo sforzo fisico; è perché so che davanti a me ho un maniaco e non ho la più pallida idea di cosa gli stia passando per la mente.

<Vedi Dafne, sono mesi che ormai ti seguo.
E so perfettamente che Dylan> marca bene il suo nome <non sta venendo qua, perché avete litigato e tu non hai il cellulare con te> termina rubandomi il respiro.

<Cosa cazzo vuoi da me> ringhio tirando su con il naso. Mi guardo intorno cercando una possibile via di fuga, ma non riesco a distinguere niente, è tutto tremendamente buio ed erboso.

<Tu mi hai tolto la vita brutta puttana> ribatte perdendo quella solita calma che accompagnava la sua voce durante le telefonate.

Una smorfia attraversa il mio viso appena connetto le sue parole.

<Non ho mai fatto male ad una mosca e dopo tutto questo tempo non capisco ancora cosa vuoi da me> ribatto indietreggiando mentre il fiume di emozioni soppresse negli anni esplode.
Tutto ciò che non ho detto, tutto ciò che ho soffocato in questi anni esce fuori come una bomba. Mi sento invasa da sensazioni contrastanti e la testa inizia a girare per lo sforzo mentale dell'ultima ora.

<È questa la considerazione che hai di te stessa piccola stronza?> ride facendomi accapponare la pelle.

<Parla una volta per tutte. Sei qua per uccidermi? Per farmi prendere uno spavento? Cosa vuoi da me?> ribatto cercando di ricompormi ma fallendo miseramente.

Sento un'altra lacrima calda scorrermi lungo la guancia, e nonostante la rimuova subito ne escono altrettante.
Provo a smettere e pensare a qualcosa di bello, ma è più forte di me; la paura di non sapere se arriverai al giorno dopo e la paura di morire da sola hanno la meglio sul mio orgoglio.
Singhiozzo facendo crollare la maschera di sicurezza che avevo tentato di costruire.

<Vedi Dafne, mentre tu vivi la tua vita perfetta fatta di feste, sesso, shopping e amiche...la gente normale deve fare i conti con la vita quotidianamente> inizia confondendomi.

𝐒𝐞𝐚 𝐞𝐲𝐞𝐬Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora