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Guardai il display del cellulare che segnava le sette di mattina. I primi raggi di sole si stavano allungando sui palazzi e le persone, già in strada, si affrettavano in ogni direzione per cominciare una nuova giornata. Appoggiai la fronte al vetro freddo della finestra. La mente vagava e si arrovellava da ore sul da farsi. La conversazione avuta con il signor Park poche ore prima mi aveva scossa e fatto riflettere. Avevo sempre chiesto a Chan di far sapere a tutte le persone importanti della sua vita che io e lui eravamo una coppia, cosicché non mi sentissi più esclusa. Non avrei mai immaginato un gesto così plateale e, a posteriori, sconsiderato. Era tutta colpa mia. Mi voltai, lanciando un'occhiata alla figura pacifica di Chan ancora addormentato. Sorrisi. Era steso supino con un braccio sulla testa e l'altro steso lungo il fianco. I ricci scompigliati gli conferivano un aspetto dolce e arruffato. Il suo corpo era così invitante che mi ci sarei tuffata immediatamente se non avessi avuto altro per la testa. Sospirai, avvicinandomi a lui in punta di piedi per accarezzargli una guancia. Si privava talmente spesso del sonno per continuare a lavorare che vederlo così rilassato e addormentato mi scaldava il cuore. Passai piano le dita tra i ricci, immaginando come sarebbe stato avere un piccolo Chan con gli stessi ricci e lo stesso sorriso stupendo. Si mosse nel sonno e per non rischiare di svegliarlo allontanai immediatamente la mano da lui. Fortunatamente, ricominciò quasi subito a russare facendomi rilassare.

Hyuna: Ti amo - sussurrai piano. Gli lasciai un bacio a fior di labbra e mi allontanai senza fare rumore. Avevo una missione da portare a termine prima del suo risveglio. Presi le mie cose e uscii frettolosamente dalla camera, precipitandomi verso la fermata della metro.

Per tutto il tragitto in metro non feci che torturarmi il labbro inferiore con i denti, pensando e ripensando a quello che stavo per fare. Non avevo dubbi né ripensamenti ma avevo comunque un po' di timore. Se Chan fosse venuto a sapere di quello che stavo per fare mi avrebbe fermata e probabilmente rimproverata ma era proprio per quello che dovevo farlo. Mi incamminai lungo la strada, seppellendomi nel cappotto per proteggermi dal freddo. Forse ero paranoica ma avevo la sensazione che le persone intorno a me mi osservassero. Alzai lo sguardo da terra solo quando mi accorsi di essere arrivata a destinazione. Osservai il maestoso edificio della JYP Entertainment, sentendo immediatamente il nervosismo aumentare. Varcai la soglia grazie al mio cartellino di riconoscimento come responsabile della caffetteria e mi addentrai nell'edificio, andando spedita verso l'ultimo piano, quello amministrativo. Era lì che si trovava la persona con la quale dovevo assolutamente parlare. Mentre aspettavo l'ascensore il telefono cominciò a squillare e il nome di Chan comparve sul display. Probabilmente, non avendomi più vista in camera doveva essersi preoccupato. Sospirai, rifiutando la chiamata. Nella salita in ascensore ricevetti altre tre chiamate che mi affrettai a rifiutare. Non potevo fargli sapere dove mi trovavo e visto che in quel momento non potevo parlare con lui decisi di spegnere il telefono. Non appena le porte si aprirono al piano una receptionist mi accolse con un sorriso tirato, squadrandomi da capo a piedi.

Receptionist: Come posso aiutarla? - chiese in modo cortese, battendo, però, le unghie laccate di rosso sulla scrivania.

Hyuna: Salve, devo parlare con Park Jin-young PD-nim - affermai pragmatica. La ragazza mi guardò con un sopracciglio alzato. Il sorriso trattenuto sulle sue labbra mi diceva che stava per scoppiarmi a ridere in faccia. Assottigliai lo sguardo e lei, seppur con molta fatica, si ricompose e tornò a guardarmi con superficialità.

Receptionist: Mi dispiace, ma il PD-nim non riceve senza un appuntamento - mi informò con un sorriso.

Hyuna: Lo so, ma potrebbe dirgli che è molto importante? - cominciai ad innervosirmi. Dovevo assolutamente parlarci prima che fosse troppo tardi.

Receptionist: Forse non ha capito. Non può riceverla, non è sull'agenda - si alzò dalla sua sedia, lisciandosi la gonna a tubino - e ora, se non le dispiace, dovrebbe andarsene.

Call me Daddy || BangChan (In revisione)La tua prossima ossessione. Scoprilo ora