Eccomi qui, a Roma.
A casa con papà, io e lui.
La vita di sempre.
Passano i giorni, e la situazione a casa era tesa, mio padre non aveva un buon presentimento riguardate i mondiali, mancava qualcosa, lui cercava di non far trapelare la sua preoccupazione, ma lo conoscevo.
Lo sguardo fisso nel vuoto, silenzio.
La scrivania del suo studio era ricoperta di carte, foto dei singoli giocatori, di nuovi, di vecchi.
Quaderni pieni di scarabocchi con le possibili formazioni.
Nella sua testa regnava il caos, quella scrivania era la sua mente.
«Papà...» lo chiamo.
É in piedi davanti ai fornelli, la spatola in mano e gli hamburger che cuociono in padella.
Gli occhi che guardano davanti a loro, il nulla.
Gli accarezzo la spalla da dietro.
«Gli hamburger sono pronti...» gli dico più vicino al suo orecchio, così da svegliarlo da quello stato di trance.
«Hmm? Si» ecco che è di nuovo nel presente.
«Scusami tesoro, stavo pensando...» finalmente spegne il fuoco, la carne non fregola più, si stava cuocendo un po' troppo...
«Non preoccuparti.» gli bacio la guancia.
Avevo in mente di fare una serata cheeseburger e film, mentre mio padre cucinava, io avevo sistemato i panini e il cheddar.
Ci sediamo a tavola.
Io accanto a lui.
«Che film mettiamo?» dice lui col telecomando della tv già in mano.
«Non lo so, qualcosa di divertente..?» faccio spallucce.
«Non dire altro.»
No...
Non dovevo dirgli di mettere qualcosa di divertente...
«Non mettere il tuo solito film papà! Cambiamo per una volt...»
Le parole mi muoiono in bocca quando vedo che in tv appare la scritta "Tre Uomini e una Gamba".
Ecco che mi tocca rivederlo per la 29187esima volta...
Da una parte vorrei cambiare film, ma poi mi ricordo come ride ogni volta che lo vede, ha proprio bisogno di leggerezza in questo periodo.
Passiamo la serata così, tra mangiare panini e risate, perché in fondo, anche se non lo ammetterò mai, Tre Uomini e una Gamba piace anche a me.
Arriva la sua scena preferita, Aldo che improvvisa una partita contro un gruppo di bambini.
Mio papà butta la testa all'indietro e con una mano si tiene la pancia dal ridere.
Io lo guardo.
Mi piacerebbe tanto fermare il tempo proprio in questo istante.
Scattare una foto e ricordarlo così per sempre, felice, noi due insieme.
Si merita questo e tanto altro.
***
Un'altra settimana é andata, avevo pensato di andare a Torino ma purtroppo Fede non ha un momento libero, solo la sera quando finisce gli allenamenti, non voglio distrarlo proprio ora che è così concentrato.
Mi accontento con le sue videochiamate a letto a raccontarmi lui la sua giornata e io la mia, la quotidianità.
Ormai le so tutte a memoria, d'altronde non cambiano molto da quelle trascorse insieme.
Sveglia presto, colazione, allenamento, pranzo, allenamento fino al pomeriggio.
Mentre le mie erano di una noia mortale, casa, cucinare, a volte uscivo a comprare qualcosa in centro. A breve avrei iniziato il mio secondo anno all'università, non vedevo l'ora, volevo che tornasse la mia routine.
Mentre la mia mente pensava a tutto questo, dal display sento: «Amore, tutto okay?» avevo abbandonato Federico che mi stava raccontando di un suo compagno di squadra che, durante gli allenamenti di oggi ha avuto una frattura al dito della mano.
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109 || Federico Chiesa ||
Fan-FictionE se l'anima gemella non fosse la persona che ti è sempre stata accanto? Saresti disposta a stravolgere tutto per amore? Dal testo: [...] «Magari non siete più gli stessi, forse l'amore non è quello di una volta, forse ti stai rendendo conto che la...
