È la vigilia di Natale e la casa profuma di cannella, arrosto e di quel misto di calore e confusione che da sempre annuncia che sta per succedere qualcosa di bello. Sto sistemando gli ultimi biscotti sul vassoio quando sento la voce di mio padre, Roberto, che arriva dalla cucina.
«Mia, hai controllato se Federico e i suoi arrivano per cena?»
«Sì, papà! Mi ha scritto due minuti fa.
Dice: "Siamo in macchina, salva un posto vicino al camino."»
«Quel ragazzo ha capito tutto della vita,» commenta ridendo mentre assaggia la salsa come se fosse in finale di Masterchef.
Quando il campanello suona, scatto verso la porta come se avessi le molle sotto i piedi. Apro ed eccolo: Federico, con il giubbotto ancora freddo, il sorriso enorme e gli occhi che brillano alla vista delle luci natalizie.
«Buon Natale, amore,» mi dice mentre mi stringe forte.
«Buon Natale a te,» rispondo affondando la faccia nel suo collo.
Dietro di lui arrivano i suoi genitori, Enrico e Francesca, seguiti da Lorenzo e Adriana.
«Ciao tesoro!» esclama Francesca, avvolgendomi in un abbraccio profumato di vaniglia.
«Entrate, entrate!» dico mentre li faccio accomodare.
Mio padre sbuca dal corridoio con il grembiule addosso. «Eccoli! Benvenuti! Ma muovetevi o la pasta al forno si offende.»
Enrico ridacchia. «Roberto, ogni anno cerchi di farci credere che sei uno chef professionista.»
«Io sono uno chef professionista. Solo che nessuno mi paga,» ribatte papà con un finto tono tragico.
A tavola ci sediamo, e il rumore delle posate, dei bicchieri e delle risate si mescola al tintinnio delle luci dell'albero. Federico mi prende la mano sotto il tavolo e la sua pelle calda mi fa venire un brivido.
«Non fare queste mosse da film» gli sussurro.
«Perché? Funzionano.»
Scoppio a ridere e mio padre ci lancia uno sguardo. «Vi informo che vi vedo.»
«Papà!» protesto, mentre Federico ride senza pietà.
La cena scorre come una di quelle serate che vorresti poter rivivere ogni anno identica. Francesca racconta episodi di Federico bambino:
«Aveva deciso che sarebbe diventato portiere. Indovina come si allenava? Si buttava dal divano al tappeto.»
«Mamma! Davanti a tutti?» si lamenta Federico, ma ride anche lui.
Enrico rincara la dose: «E una volta si è buttato così forte che ha rotto una gamba del divano!»
«Non è vero!» protesta Federico.
«È assolutamente vero,» gli risponde Enrico dandogli una pacca sulla spalla.
Mio padre ovviamente non resta indietro e tira fuori storie della mia infanzia. «La tua fidanzata qui presente, a otto anni, voleva entrare nella Nazionale femminile. Solo che non arrivava ai pali della porta.»
«Papà, basta!» dico, ormai rossa come un peperone.
«È tradizione, Mia,» risponde lui alzando le spalle. «Senza una storia imbarazzante non è Natale.»
Dopo cena ci trasferiamo tutti sul divano. Io e Federico sotto una coperta, lui che passa un braccio dietro la mia schiena e mi avvicina a sé, baciandomi la tempia.
«Questo è il mio posto preferito al mondo,» mormora.
Sento il cuore sciogliersi. «Anche il mio.»
Qualche giorno dopo, arriva Capodanno. Questa volta festeggiamo a casa dei genitori di Federico, a Firenze. L'appartamento è pieno di luci dorate che riflettono il calore della famiglia. Sembra tutto più elegante, ma comunque accogliente.
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109 || Federico Chiesa ||
FanfictionE se l'anima gemella non fosse la persona che ti è sempre stata accanto? Saresti disposta a stravolgere tutto per amore? Dal testo: [...] «Magari non siete più gli stessi, forse l'amore non è quello di una volta, forse ti stai rendendo conto che la...
