Suono il campanello, ma nessuno risponde.
Suono di nuovo. Niente.
Aspetto due minuti e riprovo. Niente di niente.
Sono davanti la porta di casa di Federico da ormai cinque minuti ma nessuno viene ad aprire.
Possibile che non sia in casa?
No, erano già le sei e mezza di pomeriggio, di solito lui finisce gli allenamenti alle sei e a quest'ora è sempre rientrato.
Suono di nuovo. Niente di nuovo.
Mi inizio a preoccupare. Magari gli sarà capitato qualcosa tornando a casa, magari qualche mal vivente lo avrà pugnalato e cercato di derubare e magari starà morendo dissanguato, magari avrà avuto un incidente con la macchina ed è morto, proprio due giorni prima il suo compleanno...
Inizio a sudare pensando alle peggiori possibilità.
Suono con insistenza. Deve essere a casa. Sicuro.
Non smetto di premere il campanello.
Il cuore batte forte.
Inizio a bussare, ma sembrava più come se volessi sfondarla quella porta.
In un modo o nell'altro sarei entrata.
Suono ancora.
«Un attimo! Arrivo! Un attimo!» sento la sua voce da dentro.
Tiro un sospiro di sollievo.
La porta finalmente si apre.
«Ero sotto la docc-»
Non gli do neanche il tempo di parlare che lo abbraccio.
«Mi hai fatto preoccupare tanto...» sussurro con la testa sulla sua spalla.
«Un attimo...» mi allontana, tenendomi le spalle.
«Ma tu cosa ci fai qui?!» continua come se avesse visto un miraggio.
«Sorpresa!!» dico con un sorriso sbilenco, dovevo ancora riprendermi dai miei brutti pensieri.
«Tra due giorni fai il compleanno e non potevo non essere presente, in più volevo stare con te, quindi... eccomi qui..»
«Tu sei folle... Mia Mancini, ti amo...» dice per poi darmi un bacio morbido.
Federico prende la mia valigia, ero riuscita a far entrare tutto solamente in una, entro in casa, bellissima, grande, spaziosa, molto naturale, le pareti bianche, contornata con delle vetrate da cui penetravano i raggi del tramonto, i lampadari con le luci calde... mi piacerebbe proprio vivere qui...
Con ancora i capelli bagnati, mi mostra ogni stanza, la sala da pranzo con una penisola al centro e i fornelli, gli sportelli in legno, il bagno con delle mattonelle chiare, sia doccia che vasca, il salotto enorme, il divano in pelle color avorio, una tv al muro e l'occhio mi cade sulla PlayStation con Fifa accanto e non posso fare altro che sorridere, e infine la camera da letto dove Fede lascia il mio bagaglio, letto matrimoniale, un altro televisore, la cabina armadio e un giardinetto pieno di verde.
«É una casa bellissima...» dico affascinata col viso puntato all'insù guardandomi intorno.
«Sono contento che ti piaccia.» sento i suoi occhi addosso.
Si avvicina e mi abbraccia.
«Mi sei mancata tanto...» sospira.
«Anche tu amore, non sai quanto...»
I suoi baci iniziano dalla mia guancia fino ad abbassarsi sul collo, li sento ad uno ad uno, le sue labbra che toccano la mia pelle calda, sposto la testa di lato così da permettergli maggiore accesso.
Purtroppo nell'ultima trasferta a Coverciano i ragazzi erano così tanto impegnati che io e Federico non abbiamo avuto nemmeno un attimo da soli.
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109 || Federico Chiesa ||
FanfictionE se l'anima gemella non fosse la persona che ti è sempre stata accanto? Saresti disposta a stravolgere tutto per amore? Dal testo: [...] «Magari non siete più gli stessi, forse l'amore non è quello di una volta, forse ti stai rendendo conto che la...
