#1🎈❤️ Alla 𝑪𝒍𝒆𝒗𝒆𝒍𝒂𝒏𝒅 𝑯𝒊𝒈𝒉𝑺𝒄𝒉𝒐𝒐𝒍, Ginevra vive sospesa tra incubi che le segnano la pelle e un'adolescenza che non riesce a vivere davvero, troppo impegnata a mentire a se stessa per andare avanti. Quando qualcuno la costringerà a...
(Leggere l'angolo autrice alla fine del capitolo ❤️)
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Ginevra
Quando eravamo ancora alla Cleveland High School e con Kyle immaginavamo il nostro futuro, quello che adesso ho tutti i giorni davanti agli occhi era esattamente ciò che avevo in mente: noi due ancora giovani, una bella casa, e cinque bambini che corrono, ridono, piangono e urlano per casa.
Una situazione che a volte ci fa diventare matti, ma che ci riempie il cuore d'amore giorno dopo giorno.
Il mio senso di gratitudine per tutto questo, anche quando mi ritrovo con i bambini totalmente senza controllo, non ha una fine.
C'è stato un periodo in cui questo sogno, in passato, si era affievolito, e l'unica cosa a cui pensavo costantemente era "la famiglia che immaginavamo, quella numerosa, non ce l'avremo mai ed è tutta colpa mia".
Quando mi fermo un attimo e penso, è questo che mi viene in mente. Quel periodo lì.
Sono sempre stata convinta che la storia tra me e Kyle, opo quel terribile quarto anno alla Cleveland High School, fosse arrivata al punto in cui in tutte le fiabe viene pronunciato il fatidico "e vissero per sempre felici e contenti", ma evidentemente quel finale non esiste davvero. Per nessuno.
La vita è un qualcosa di fluido e dinamico: scorre veloce, sale in alto, scende in basso, rallenta, risale ancora, e l'unico momento in cui sappiamo per certo che resta uguale è il momento in cui finisce. Per il resto, la vita non sta mai ferma.
Erano passati pochi anni da quando avevo scoperto quello che mi aveva fatto Hans, ma erano bastati per far sì che quella parte della mia vita non mi definisse più come persona. Io non ero quello che Hans mi aveva fatto, o meglio, non ero soltanto quello. Io ero molto altro - lo sono - ma in quel periodo lì, quando la linea della mia vita è tornata a scendere verso il basso, ho lasciato che le sue mani, nella mia mente, prendessero di nuovo il sopravvento su di me.
Non ne sono stata tanto fiera, ma mantenere il controllo quando qualcosa che volevi con tutto il cuore ti sparisce tra le mani senza avvertire è molto difficile. Soprattutto quando sei molto giovane.
Ora sto guardando i nostri bambini con tranquillità, e stiamo bene. Stiamo bene, ma inevitabilmente mi chiedo come sarebbero andate le cose se non fosse accaduto quello che invece è accaduto.
Sono passati ormai quattordici anni. Io e Kyle aspettavamo davvero il nostro primo bambino. O bambina. Non era un sogno.
Eravamo ancora al college, eravamo troppo piccoli, non avevamo ancora un lavoro ed entrambi stavamo ancora ricostruendo noi stessi con la terapia, ma lo aspettavamo. Anche se la nostra situazione era quella, avevo deciso di portare avanti la gravidanza e Kyle era stato d'accordo con me. Mi sarebbe stato accanto. L'ha fatto.