Clare Rose vive nella campagna vicina alla grande e rumorosa città di New Orleans. Dietro le grandi feste riempite di calici di champagne e musica dal vivo si nascondono infiniti misteri. Sono proprio quest'ultimi a creare una rete di problemi spav...
Il mio mondo, le mie ultime certezze, tutto era crollato. Tutto ciò che credevo di conoscere era andato chissà dove.
- tu.. tu.. - balbettai con gli occhi lucidi.
- a quanto pare avevi proprio ragione Mason, non avrebbe retto - disse ridendo.
- pensavo che sarebbe svenuta o qualcosa del genere ma ha retto meglio di quanto pensassi - disse meravigliato prendendosi gioco della mia confusione.
- tu.. come.. - dissi cercando di trovare le parole.
- effettivamente se io fossi nei tuoi panni non ci crederei mai. Insomma, io, Julie, la tua migliore amica, sono l'artefice di tutto. Che assurdità vero? - disse lei mettendosi a ridere.
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Eh già. Quella sagoma che scendeva quelle scale, quell'ombra era Julie. La mia migliore amica Julie.
- non è vero, è un'illusione. Lei non è qui e.. no, no - dissi cominciando a urlare. Lei rise.
- illusione? Che fantasia! -
- che ne hai fatto di Julie? -
- Julie? Mai esistita o meglio, non fine ad adesso -
- ma che diamine stai dicendo? - dissi urlando con rabbia.
- ci conosciamo da quando siamo nate, giusto? - annuii cercando di trattenere le lacrime - e ti sei mai chiesta perché? -
- cosa? Perché avrei dovuto chiedermi il perché? -
- avresti dovuto - disse con uno sguardo per niente rassicurante.
- se posso permettermi Juliette, forse dovresti cominciare con il raccontare come tutto è cominciato -
- mi sembra un'idea perfetta - disse guardandolo con ammirazione - falla mettere comoda Mason - disse sorridendo gentilmente.
Improvvisamente, dopo uno schiocco di dita da parte dell'uomo, comparì una sedia alle mie spalle. La guardai.
- prego - disse la ragazza indicando la sedia. Abbassai lo sguardo e mi sedetti sulla sedia ricoperta di tessuto rosso - bene - disse entusiasta - manca solo un particolare e siamo pronti a cominciare la storia della tua vita! - disse con enfasi.
Mi guardò un'ultima volta e poi improvvisamente si concentrò a guardare alla sua destra. Nel grande a mal curato salone entrarono due uomini sulle cui spalle c'era una figura che a primo impatto non riconobbi.
- Klaus! - urlai quando i due lo lasciarono cadere a terra, accanto a Julie.
- non osare muoverti, non ti conviene - disse lei. La guardai con odio e cercai di nascondere tutte le mie preoccupazioni. Intanto alla sua sinistra altri due uomini portavano sulle spalle un'altra figura che riconobbi appena la vidi.