Clare Rose vive nella campagna vicina alla grande e rumorosa città di New Orleans. Dietro le grandi feste riempite di calici di champagne e musica dal vivo si nascondono infiniti misteri. Sono proprio quest'ultimi a creare una rete di problemi spav...
Le esperienze negative spesso portano le persone al cambiamento. Un cambiamento che la maggior parte delle volte non è del tutto positivo.
Il mio cambiamento, però, mi piaceva.
Non avevo quell'aria da cane bastonato e quella malinconia negli occhi.
Non era più afflitta dai problemi, non ero più afflitta da nulla.
Anzi, solo dalla fame. Una fame incessabile, una fame che poteva consumarmi.
I Mikaelson mi tennero rinchiusa in casa per un'intera settimana. Mi davano due bicchieri di sangue ad ogni pasto eppure non mi bastava, ne volevo sempre di più. Non mi lasciavano uscire neppure dalla mia camera e non mi lasciavano vedere nessuno. In realtà, non vedevo neppure loro. Li sentivo uscire ogni sera e tornare la mattina successiva.
Provavo a scappare ma appena mettevo un piedi fuori la mia stanza dei vampiri soggiogati mi scaraventavano nuovamente nella mia camera. Era uno strazio dover restare in quel posto per tutta la giornata cercando di evitare ogni singolo raggio di sole.
Tutti i vampiri portavano degli anelli solari, ovvero degli anelli che non permettevano alla loro pelle di bruciare a causa della luce. Io però, non ne possedevo uno e di certo non potevo fabbricarmelo da sola. Serviva la magia per creare un anello ed io non ce l'avevo più. Quando pensavo a quello che mi era accaduto la mia ira verso i Mikaelson e la mia fame, aumentavano sempre di più.
Volevo che soffrissero, volevo che soffrissero a causa mia.
Una sera sentii parlare i Mikaelson tra loro. Avevano intenzione di andare a un locale che aveva appena aperto e che ovviamente apparteneva a un vampiro della città. Uscirono molto più tardi del solito eppure il mio desiderio di passeggiare per la città non cessò.
Pensai che se fossi uscita dalla porta sarei stata fermata quindi, perché non uscire dalla finestra?
Mi preparai, indossai uno dei miei bellissimi abiti regalatomi gentilmente dai Mikaelson. Lasciai i capelli sciolti. Mi guardai allo specchio e sorrisi per il mio aspetto. Indossai lentamente le scarpe ed aprii la finestra cercando di non fare rumore. Chiusi gli occhi e senza pensarci due volte, mi gettai nel vuoto.
Atterrai sulla terra fredda. Mi alzai e mi guardai intorno. Le mie mani piene di graffi guarirono subito e sorrisi all'idea di quella serata che sarebbe stata davvero divertente.
Non avevo freddo, non mi affaticavo, non potevo farmi male.
Ero forte, veloce e davvero affamata.
Le strade erano piene di persone che cantavano e ballavano. Le luci delle case erano accese e si poteva respirare un'aria di festa, un'aria leggere e spensierata. La musica di New Orleans mi entrava dentro e mi rendeva così felice. Quella città era perfetta, in tutti i suoi aspetti.
Camminai sicura di me per le strade di New Orleans fino a quando non vidi qualcosa di diverso nella città. Un nuovo bar illuminato da migliaia di luci che rendevano la strada ancora più lucente. La musica dentro era così forte che poteva essere sentita da fuori. Le persone erano tante e potevo percepire le loro voci e le loro risate.
Entrai nel bar e mi guardai intorno. C'era tanta gente e sentivo, proprio dentro la mia testa, tutti i battiti dei loro cuori.
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