Clare Rose vive nella campagna vicina alla grande e rumorosa città di New Orleans. Dietro le grandi feste riempite di calici di champagne e musica dal vivo si nascondono infiniti misteri. Sono proprio quest'ultimi a creare una rete di problemi spav...
Aprii gli occhi e respirai lentamente. Un buonissimo profumo si fece strada attraverso il mio naso nei miei polmoni. Mi guardai intorno, mi sedetti e osservai la stanza. Sarei rimasta sotto quelle coperte per sempre eppure la voce di Rebekah che urlava il mio nome mi costrinse ad alzarmi. Presi la vestaglia, la infilai ed andai ad aprire la porta.
- Rebekah, per tua informazione non sono sorda, non ancora -
Lei mi guardò e sospirò.
- Il tuo abito è pronto ed anche il mio quindi se non vuoi che ti dissangui, sbrigati e vieni nella mia stanza - disse con odio per poi voltarsi.
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Roteai gli occhi e mi diressi nella sua camera. Notai, al piano inferiore, un caos impressionante. Fiori, cibo, tovaglie, vasi.
Quando entrai nella camera di Rebekah vidi due ragazze che la aiutavano ad infilare il vestito e quando si spostarono per farglielo vedere rimasi a bocca aperta. Un vestito blu, pieno di drappeggi sulla parte inferiore, delle maniche rivestite di merletto dello stesso colore e una scollatura che le stava a meraviglia.
- Che ne dici? - chiese rivolta a me - Non perché mi interessi il tuo parere ma sei l'unica qui presente non soggiogata, sia ben chiaro - sorrise falsamente.
- E'.. è perfetto Rebekah, ti sta davvero bene -
Ed era vero, più che vero. Risaltava i suoi occhi azzurri, il suo seno prosperoso e il suo punto vita più che perfetto.
Sorrise guardandosi allo specchio. Le ragazze la aiutarono a toglierselo. La donna del giorno prima si avvicinò a me e tra le braccia aveva un abito rosa cipria davvero bello. Mi aiutarono a spogliarmi e lentamente ad infilarlo. Inizialmente non mi guardai allo specchio ma quando la donna si spostò dal grande specchio spalancai la bocca e sorrisi meravigliata.
L'abito era scollato ma in maniera giusta e ciò metteva in evidenza le mie clavicole. Sullo scollo c'erano dei fiori rossi, rosa, fucsia e mi piacevano da morire. Mi misi di profilo e notai quanto il mio busto sembrasse bello. Al di sotto della pancia si apriva un'enorme gonna i cui drappeggi erano impreziositi con merletti e altri piccoli fiorellini. Feci una giravolta lentamente e sorrisi senza proferir parola.
- E'.. è bellissimo - risi felice di ciò che vedevo.
Mi sentivo bella, bella per davvero.
- Se posso permettermi signorina Clare, questo vestito è perfetto per voi - disse abbassando la testa la donna.
- E' vero -
Mi voltai.
- Come? -
- Mi hai sentito streghetta. E' merito dei tessuti e del colore, tu non c'entri nulla con l'opera -
Sorrisi. Mi guardai nuovamente allo specchio e pensai a quanto non vedevo l'ora che arrivasse la festa. Non stavo più nella pelle.