Clare Rose vive nella campagna vicina alla grande e rumorosa città di New Orleans. Dietro le grandi feste riempite di calici di champagne e musica dal vivo si nascondono infiniti misteri. Sono proprio quest'ultimi a creare una rete di problemi spav...
Klaus mi aveva lasciata fuori casa, da sola. Rientrai in casa e cominciai a mettere a posto il disordine che c'era. Chissà chi era entrato in casa. Dopo aver pulito tutto mi sedetti sulla poltrona davanti al camino e cercai di rilassarmi. Le cose stavano accadendo troppo in fretta ed io non ci capivo nulla. Non avevo ancora avuto le risposte a tutte le mie domande. Non sapevo perchè l'incantesimo doveva durare fino ai miei sedici anni, perché mia zia e mia madre odiavano così tanto i Mikaelson anche prima della mia nascita. Era tutto così strano. Cominciai a fissarmi le mani. Ero una strega e avevo fatto del male a delle persone, certo persone che mi trattavano male e volevano usarmi per i loro comodi. E poi erano così diversi tra loro. Rebekah parlava solo per dirmi che ero una sporca strega, Kol mi mandava sorrisi ogni secondo. Elijah era il più gentile, si preoccupava davvero per me ma era comunque un vampiro e l'avrei dovuto trattare come gli altri. E poi c'era Niklaus. Solo guardarlo in faccia mi faceva innervosire ma quando lo guardavo negli occhi mi tornava in mente quella notte. La notte in cui mi salvò la vita, la notte in cui quest ultima era nelle sue mani e decise di non portarmela via. Mi convinsi che l'uomo di quella notte, in quella stretta stradina, non esistesse. C'era solo il vampiro originale, cattivo, malvagio e bastardo. Sospirai dopo tutti questi pensieri e mi alzai dalla poltrona. Non sapevo cosa fare. Ero sola in quella casa, senza nessuno. Ricordai quanto mi sentii un mostro nella casa dei Mikaelson. Forse l'aiuto di Kol mi serviva davvero.
Camminai avanti e indietro per la casa fino a quando non presi la mia decisione: avrei fatto un patto con i vampiri originali.
Uscii di casa, senza cappotto, senza scialle. Avevo molto freddo ma non sarei tornata in casa. Era tardo pomeriggio e così pensai che i Mikaelson dovevano essere tornati nella casa in città. Cominciai a correre. Era così bello sentire il vento sul viso e il cuore in gola. Quando arrivai in città, mi sentii osservata. Mi guardai intorno ma nessuno stava facendo caso a me.
Cominciai a camminare lentamente e continuavo a sentire degli occhi su di me. Era come se qualcuno mi stesse seguendo. Arrivai davanti casa di Julie. Le finestre erano chiuse e si poteva vedere che dentro non c'era nessuno. Sbuffai e mi sedetti sugli scalini del porticato di casa sua. Alzai lo sguardo e guardai il cielo. Non c'erano stelle ma esso aveva un colore stupendo. Era violetto e ogni tanto si vedeva la luce dei lampi in mezzo alle nuvole. Sentii un rumore così mi voltai di scatto.
Mi alzai e continuai a camminare in modo svelto. Quando mi ritrovai davanti alla casa Mikaelson feci un grande sospiro e bussai alla porta. In quel preciso istante mi pentii di quello che avevo fatto. Stavo per andare via quando finalmente qualcuno aprì la porta.
- Signorina Clare - disse sorridendo l'uomo scuro di pelle.
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- Salve... - dissi abbassando lo sguardo.
- Come mai qui? -
- Mh... sono venuta per il signor Kol... è qui? -
- Si Prego, entrate - disse spostandosi. Annuii e entrai. Era stupenda quella casa. C'erano tante luci e il soffitto non c'era. Si vedeva il cielo con le sue meravigliose sfumature.