Capitolo 17

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Ed eccoci al secondo giorno, non mi dispiace andare a scuola per ora, sicuramente  fra una settimana cambierò idea.

Scendo le scale, decido di fare colazione dato che ieri morivo di fame a scuola.
"Mamma questi Biscotti sono veramente buoni, non sanno di plastica" ride e anche io. Ricordo la prima volta che aveva cucinato i suoi famosi biscotti, sembrava plastica bruciata.

Esco di casa e vado incontro a Lucas, subito arriviamo davanti a scuola.
"Lucas, ma sbaglio o hai tagliato i capelli?" Prima non lo potevo notare perché aveva il casco, ma ora che lo ha tolto si vede molto.
"Sì solo una spuntatina ai lati" sorride e io annuisco.
"Lisa" Didi e Sophie urlano insieme.
"Hei" sono un po' assonata per via del poco sonno, non sono abituata.

"Andrew vuole parlarti" è tutta agitata e cerca di non mostrarlo, ma peccato che non fa altro che farlo vedere.
"Perché? Io non ho detto niente a Lidia, non l'ho nemmeno vista" è vero, ieri non l'ho vista.

"Non lo so, ha detto che è urgente, ti aspetta al laboratorio di chimica. Corri" annuisco e saluto Lucas.

Non capisco cosa voglia da me, ma ormai mi ritrovo davanti al laboratorio.
"Permesso" è seduto alla cattedra con i piedi sopra. Siamo solo io e lui.
"Lisa, vieni" doveva interrogarmi? No, perché non mi ero preparata.
"Senti, Lidia torna a scuola oggi. Non è un bel periodo per lei e tu devi starle lontana. Sei l'unica che ha il coraggio di risponderle e non vorrei che stesse male."

Adesso io sarei le cattiva?
"Senti, della tua fidanzatina non mi frega niente. Se mi provoca è ovvio che io rispondo."
Sospira. "Non è la mia fidanzata, lei non fa niente di male"
"Spero che stai scherzando. Tra te e lei non so chi sia più stronzo e non puoi biasimarmi" si alza in piedi e mi fa alzare anche a me prendendomi per il polso. Mi fa andare contro il muro e mi blocca li.
"Senti, io non sono uno stronzo. Non lo devi nemmeno pensare, non credevo che facessi caso alle voci di corridoio, ma io non sono così." Era arrabbiato. Ma come si permette di sbattermi al muro tenendomi stretta nei polsi?

"Voci? Nono caro l'ho provato con la mia stessa pelle. E non toccarmi." Cerco di liberarmi e ci riesco.
"Non sono uno stronzo." Lo guardo mentre va via dalla stanza.
E come se lo era, ma non capisco cosa importi se lo penso o meno.

Suona la campanella e vado in classe.
"Allora cosa voleva?" Mi chiede Didi.
"Di non dare fastidio a Lidia"
"Eh?"
"Hai capito bene" rispondo.

Le ore passano ed è già ora di ricreazione.
Io e Didi decidiamo di aspettare Sophie prima di andare in cortile.
"Smettila, non devi darle fastidio" sento Andrew che parla con qualcuno, mi sporgo e parla proprio con Lidia.
"Ti preoccupi di una ragazzina? Andrew non la conosci. E poi ci tieni più a lei che a me? Noi abbiamo chiuso" vedo Lidia venire dalla mia parte guardandomi male.

"Lisa, mi dispiace per prima" mi giro e vedo Andrew. Non mi andava di litigare e sinceramente anche se aveva esagerato preferivo passarci sopra.
"Non preoccuparti" sorrisi e anche lui. Rimane a guardarmi e poi se ne va via.
Questo ragazzo non lo capirò mai.
"Scusa per cosa?" Didi interrompe il mio pensiero.
"Oh prima, quando mi ha detto di Lidia, mi ha detto che non dovevo pensare che fosse uno stronzo" mi guarda stranita ma come biasimarla.

"Mio fratello cosa?" Mi giro e vedo Sophie che doveva aver ascoltato tutto. "Da quando gli importa di quello che pensa la gente?"
"Bho, non voleva che lo pensassi."
Mi guarda e sorride.
"Dai, andiamo in cortile o dobbiamo rimanere a guardarci negli occhi?" Ridiamo e ci avviamo verso il cortile.
Sophie tira fuori dalla tasca un pacchetto di sigarette. Non sapevo che fumasse.
"Ne volete una?" Chiede
"No, io non fumo" dice Didi "Nemmeno io, non sapevo che tu fumassi"
"Non sai molte cose" ride e mi unisco.

"Andrew, dammi l'accendino" mi giro e vedo che mi fissa. Ma cosa ha questo ragazzo?
Glielo lancia e poi lo riprende. Fuma anche lui.

Appena Sophie finisce entriamo, in quel momento la campanella suona. Mi dispiace non aver incontrato Lucas, mi avrebbe fatto piacere averlo con me.

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Suona la campanella e tutti usciamo dalla classe. Mi sarei fatta volentieri una passeggiata fino casa e Sophie mi avrebbe accompagnato un pezzo, in realtà si fermava a casa sua, quindi l'avrei accompagnata io.

"Beh, non farti strane idee di me, fumo solo quando sono agitata e non succede molto, non sono come mio fratello"
"Oh non ci pensavo minimante. Come mai eri agitata?" Rispondo
"Oh, c'è un ragazzo che mi piace e mi stava guardando, ma poi si è girato e ha baciato una ragazza" guarda verso il basso e mi dispiace per lei.
"Deve essere veramente un ciccione senza cuore" non mi veniva altro in mente, volevo farla ridere e ci sono riuscita.

Arriviamo davanti casa sua.
"Sophie, ma abitiamo vicine" lei mi guarda attentamente per vedere se stavo scherzando o meno.
"Dove abiti tu?" Si aspettava una risposta. Chissà se anche lei sa di quella casa.
"Alla casa abbandonata dentro il bosco" mi guarda stupita.
"Ma lì si possono fare feste bellissime, è enorme quella casa" lei non sa nulla.
"Sì certo" ridiamo insieme.
"Beh ci vediamo domani, ciao" ci salutiamo e inizio a camminare e sento un clacson.

Mi giro e vedo un suv nero, dentro c'era Andrew.
"Possiamo parlare?" Non capisco di cosa, abbiamo già chiarito.
"Si, va bene" mi fa salire in auto.

"Io non volevo trattarti così, ma lo stavo dicendo per il tuo bene. Lidia può essere veramente stronza. Crede che tu vuoi avvicinarti a me, stupido vero?" Rise
"Si, molto" abbassa lo sguardo.
"Beh, non volevo sappilo. Comunque se vuoi adesso puoi tornare a casa, non ti ho chiuso dentro" ride, rimango in silenzio per 5 secondi e poi esco dal auto salutandolo.

Lidia non mi faceva paura, non quanto lui. Ha veramente molti cambiamenti d'umore.

In meno di due minuti arrivo a casa e come sempre non c'è nessuno. Mia madre sarebbe arrivata a momenti e volevo solo andare in camera e dormire tutto il pomeriggio.
E così successe.

The house (#WATTYS2017) La tua prossima ossessione. Scoprilo ora