Capitolo 33

604 36 0
                                        

ANDREW POV

Io e Jadson non siamo mai andati d'accordo, sicuramente stare soli in una stanza non farà bene a nessuno dei due. Lui continua a guardare davanti a sè mentre io gioco con il mio ciuffo.
"Il piccolo Andrew ha la ragazza eh?" So qual è il suo gioco ma sta volta sarà diverso. Mi sono sempre chiesto perché lui aveva tutto e io niente, ma ora che sono capace di reagire non starò qua.

"Non è la mia ragazza" ci conosciamo da poco e non mi è ancora passata in mente, ci frequentiamo e siamo più che amici, ma non le ho mai chiesto di stare insieme, secondo me è ancora presto.
"E perché ti preoccupi tanto?"
"Perché lei sarà mia." Ho un tono autoritario e mi rendo conto che ho alzato la voce.
"Calmati, chissà magari lei è come la tua, anzi, la mia amata Cathy" non ci penso due volte e mi sfondo su di lui, non deve nemmeno pensare che sia come lei. Se solo lui ci prova soltanto, lo faccio pentire di essere nato.
Gli tiro un punto dritto sul naso e lui mugola dal dolore, faccio un leggero sorriso e gliene tiro un altro sulla guancia e così via.

"Fermati" urla Sophie alle mie spalle ma non l'ascolto, voglio solo ammazzarlo.
"Cosa stai facendo?" Urla Lisa. Di colpo mi blocco e guardo il volto sfigurato di Jadson, mi giro verso di lei e vedo che ha gli occhi lucidi, no cazzo.
Mi alzo di colpo ma lei indietreggia come se avesse paura di me, non può averne, non la toccherei mai.
"Stai lontano da me" quelle parole mi entrano come proiettili, non ho nemmeno pensato alle conseguenze, sono un coglione.
La guardo un'ultima volta prima che lei salga le scale e si chiuda in camera, il problema è che non mi conosce bene.

"Visto? Anche lei è scappata da te" mi viene da tirargli un altro pugno ma Sophie si intromette. "Senti cugino preferito, stamattina ho lavato questo bellissimo pavimento. Che ne dici di alzarti e portare le tue chiappe e il suo sangue velenoso fuori da qua?" Sorride gentilmente, lo guardo ed è rimasto a bocca aperta, la piccola Sophie ha tirato fuori un nuovo lato di sè, e mi piace.

"Oddio cosa è successo?" Entra Bernice in cucina, adesso chi glielo spiega?
"Oh mamma, niente. Il nostro ospite si è comportato male e Andrew gli ha fatto vedere chi comanda qua dentro" dice sottolineando le ultime due parole. Le ci guarda terrorizzata, scambia lo sguardo tra me e Jadson più volte.
"Fuori da casa mia" non capisco, non si è mai comportata così con me, non è la prima volta.
"Vedi, anche la tua mammina dice che devi andartene. Nessuno ti vuole" sorride lui.
"La mammina stava dicendo a te, esci che mi sporchi casa" lui la guarda e si alza.
"La pagherete. E tu" dice indicandomi "tu perderai anche lei" fa un ghigno ed esce dalla porta.
Perfetto, Lisa non vuole più vedermi, Jadson mi minaccia e crede di poter portarmi via Lisa, ma sta volta no.

"Perché lo hai fatto?" Domando a Bernice ma lei alza le spalle. "So cosa ti ha fatto" guardo Sophie che osserva un bicchiere, si vede che è interessante. "Ho visto cosa succedeva e ho sentito un pezzo di conversazione, non credevo fosse così" annuisco. "Metto io apposto qua" dico mentre sistemo quello che ho combinato.
"Non ci provare, vai da lei" Bernice mi prende per il polso e mi trascina davanti alle scale, le scale che mi distanziano da lei, le scale che vale la pena percorrere.

Inizio a salire lentamente, molto lentamente. Ma purtroppo la porta di Lisa mi compare davanti in poco tempo, ho paura della sua reazione ma anche della mia.
Entro senza bussare, non mi frega se è nuda io voglio parlare.
Lei è seduta sulla poltroncina rivolta verso la finestra, non credo si sia accorta di me. Continuo a camminare ma calpesto qualcosa "cazzo" urlo e lei salta in piedi mettendosi la mano sopra il petto.
"Scusa non volevo"
"Che vuoi?" Risponde secca senza guardarmi.
"Lascia che ti spieghi"
"Cosa devi spiegare? Che ti metti a picchiare tuo cugino?" Si cazzo, ma se sapesse solo quanta paura ho che succeda di nuovo tutto.
"Lui è stato il primo a stuzzicarmi" alzo la voce.

"E poi si è picchiato da solo,vero?" Vorrei dire di sì, ma evito. "Non capisci"
"Infatti, non capisco come hai potuto" dice e si affretta ad uscire dalla stanza. Tiro un pugno al muro e la inseguo.
"Fermati cazzo" sbotto cercando di raggiungerla.
"Andrew sparisci" ricevo il messaggio, devo lasciarla sbollire la rabbia, sapevo che era tutto troppo bello, e so anche che siamo andati troppo veloci.

LISA POV

Esco da casa veloce, non voglio nemmeno sentire cos'ha da dirmi, qualunque cosa non mi farà cambiare idea.
Cammino a passo svelto fino ad intravedere un parco, non sapevo nemmeno l'esistenza.
Davanti a me c'è un grande cancello con un cartello attaccato: 'The mister". Mi affretto ad entrare e noto subito che non ci sono giochi per bambini o le solite cose che ci sono in un parco, ma solo natura.
Decido di sedermi sulla prima panchina che vedo, non c'è tanta gente e trovo subito posto. Davanti a me c'è un grande albero con degli scoiattoli, è veramente bello e da un senso di pace.

"Bello vero?" Rabbrividisco solo sentendo la sua voce.
"Vattene" non voglio parlare con nessuno.
"Perché c'è l'hai con me?"
"Lucas, non voglio più avere a che fare con te. Non sei la persona che pensavo tu fossi" non ho voglia di mettermi a discutere anche con lui, ho già la testa piena di problemi.

"Hai perdonato lui e non me?" Sento Andrew davanti a me, mi sta fissando negli occhi.
"Io che ero venuto a darti spiegazioni, invece tu eri qua, con lui" ma come può pensare soltanto che io lo abbia perdonato? E chi è lui per dirmi cosa devo fare.
"Vuoi picchiate anche lui?"
"Al diavolo" lo guardo mentre si allontana con le mani in tasca, ora con lui non voglio proprio avere a che fare.

"Litigato?" Arriva il genio della lampada.
"Mi dici cosa vuoi così poi puoi andartene anche tu?"
"Io non me ne vado, sono solo venuto per chiarire" un velo di tristezza mi passa davanti mentre vedo Andrew uscire dal cancello.
"Senti" sbuffo "non voglio chiarire niente, non mi diresti mai nulla e io devo andare via" mi alzo e inizio a camminare.
"Prima o poi ne parleremo" urla Lucas ormai lontano.
Non so dove sia andato Andrew e non lo voglio sapere, decido di andare da mia madre, da sola.

Cammino fino all'ospedale, ho il fiatone dato che non era poi così vicino.
"Mamma?" Dico entrando nella sua stanza.
"Amore" l'abbraccio.
"Allora come stai?"
"Molto meglio, non ho più dolori e sono felice" annuisco sorridendo. "Tu? Sembri pensierosa" mi guarda con aria di preoccupazione.
"No tutto bene, sono solo stanca"

Iniziamo a parlare di come ci vanno le cose, tralasciando Andrew. Tra una chiacchierata e l'altra si fa tardi e decido di tornare a casa. Saluto mia mamma ed esco.
Il telefono suona e mi comprare il nome di Sophie.
"Pronto?"
"Lisa, dove sei?" Dice agitata.
"Sto venendo a casa a piedi, perché?"
"È meglio che ti sbrighi, prima che arrivi Bernice" deve trattarsi sicuramente di Andrew.
"Cosa ha fatto?"
"Sbrigati" attacca il telefono.
Inizio a camminare velocemente e subito dopo inizio a correre, sono preoccupata per lui.

Arrivo ed entro di corsa in casa, sono completamente sudata e non ho più il respiro.
"Andrew smettila" dice in tono calmo Sophie.
"Tu chi sei per dirmi questo? Sei una bambina, come lei" ha la voce strana, forse è ubriaco, più che probabile.
"No Andrew, lei è matura, non come te" la ringrazio mentalmente e decido di intervenire.
"Ciao" vedo Andrew che mi guarda inespressivo e Sophie agitarsi.
"Cosa vuoi?" Sbotta Andrew.
"Cosa vuoi tu!" Non è giusto che si rivolga a me così, solo perché ha qualche anno in più.
"Io voglio che tu te ne vada, da casa mia e dalla mia vita" non ci credo, non lo può dire sul serio.
"Lisa non ascoltarlo, è ubriaco"
"Gli ubriachi dicono sempre la verità" lo guardo e mi volto andando verso la mia camera.
Inizio a fare la valigia mettendo via tutte le mie cose, scrivo una lettera a Bernice e Richard ringraziandoli ed esco dalla stanza.

Non c'è più nessuno quando scendo e decido di uscire senza salutare.
In meno di due minuti sono davanti alla mia casa, ho paura di entrare ed incontrare Gordon, ma scaccio via questo pensiero ed entro.
Domani tornerò a scuola e sarà come prima, la nuova arrivata con due amiche.

The house (#WATTYS2017) La tua prossima ossessione. Scoprilo ora