Dopo la doccia decido di andare in camera, sono sicura che quei due siano ancora in cucina a parlare.
Apro l'armadio e trovo un vestito con motivi floreali, ma nero che lo abbino con un cardigan, sempre nero.
Scendo le scale, Sophie non è lì, c'è solo Andrew.
"Hai visto Sophie?" Si gira velocemente per lo spavento. Ops.
"Ha detto che andava a fare una doccia veloce" sorrido e lui ricambia. "Porta i saluti a tua madre"
"Certo" sorrido. È bello il rapporto che si è creato tra loro.
Lo guardo mentre esce da casa, chissà dove va. Prendo un bicchiere d'acqua e mi siedo sulla sedia per aspettare Sophie, starà ore per farsi una doccia.
Suona il telefono e nella schermata compare il nome di Michael.
"Pronto?"
"Hei Lisa, come stai?" Oggi l'ho visto solo di sfuggita.
"Bene, anche se ho diverse cose da studiare tu?" Stasera dovrò mettermi davanti ai libri per ore.
"A chi lo dici. Stasera ti va di venire in spiaggia? Siamo io, Trevor, Andrew, Sophie e Didi" nessuno mi ha invitata, forse perché non mi vogliono.
"Ti farò sapere" Non credo di andarci, dopotutto ho tante cose da studiare, devo iniziare bene, altrimenti verrò bocciata.
"Okey, richiamami." Lo saluto e continuo a sorseggiare la mia acqua.
Sophie ci mette una vita, quanto sta?
"Lisa!" Esclama Bernice entrano nella stanza. "Hei" sorrido e lei ricambia.
"Sei sola?" Probabilmente dovrei rispondere si, dato che Sophie è morta.
"Andrew è uscito da qualche minuto, mentre Sophie sta facendo la doccia" annuisce e prende un bicchiere, appoggiandosi al balcone.
"Eccomi, andiamo?" Finalmente Sophie entra in cucina. La guardo e lei sorride innocentemente.
Mi alzo dalla sedia e saluto Bernice, devo ricordarmi di chiederle come va con Richard.
"Questa era la tua doccia veloce? E per una normale quanto ci stai?" Scoppia a ridere. Io ero più che seria.
Ci avviamo alla fermata del bus, anche se preferivo farmela a piedi.
"Lisa?" Un ragazzo che ho già visto si avvicina a me.
"Fred!" Lo saluto e lui ricambia. Era da tanto che non lo vedevo, è proprio un bel tipo. Lui mi ha fatto conoscere Michael, se non gli avessi parlato, Michael non sarebbe mai entrato nella mia vita.
"Anche voi aspettate il bus?" Annuiamo e lui fa lo stesso.
Parliamo un po' prima di prendere l'autobus. Ci ha raccontato dei suoi straordinari voti, per questo si vuole trasferire alla Columbia.
"Eccolo" dice Sophie indicando il mezzo in arrivo. Dentro c'è poca gente, solo una mamma con due bambini e un anziano seduto vicino al conducente.
"Aria di pulito!" Dice Sophie annusando il bus dall'alto al basso. Io e Fred ci mettiamo a ridere, Sophie è un personaggio unico.
Ci sediamo e riprendiamo il discorso della Columbia, sembra bella come scuola.
"Mia sorella invece va alla Yale." Nomina la mia futura università. È una scuola ben organizzata e con ottimi insegnanti.
"Adoro quella scuola. Era qualche ora da casa mia, ma mi trasferirò nelle vicinanze"
"Dalle stalle alle stelle" commenta Sophie. La Word non è così male, gli insegnati sanno svolgere il loro lavoro senza problemi, gli orari sono giusti e l'organizzazione non è niente male.
"È la nostra fermata" Sophie annuisce e si alza insieme a me. "È stato un piacere ricontrarti, ci vediamo a scuola" ci saluta con la mano e scendiamo.
Il bus si ferma cinque minuti prima dell'ospedale, che seccatura.
"Andrai veramente alla Yale?" Annuisco. È una università molto conosciuta, ne parlano molto bene. "Ma sarai lontana da tutti" Sophie abbassa lo sguardo. Mi dispiace lasciare qui i miei nuovi amici. "Mancano ancora due anni, magari cambio idea"
"Io andrò alla Columbia, non voglio separarmi da Andrew" dice guardandomi. Andrew andrà alla Columbia?
"Lui andrà il prossimo anno" mi guarda preoccupata. È vero, lui è all'ultimo anno di superiori.
"Ne parleremo più avanti" le sorride e lei annuisce. Non voglio che lui se ne vada così lontano, voglio averlo qui.
Come previsto, in cinque minuti, siamo arrivati all'ospedale. È pieno di persone, molti sono bambini con delle ferite.
Saliamo le poche scale che mi dividono da mia madre ed entriamo nella sua stanza.
"Buongiorno signora" sorride Sophie e mia madre ricambia alzandosi dal letto e andandola ad abbracciare.
"Sophie!" Sorrido perché Sophie mi sta guardando con un sopracciglio alzato.
"Lisa, come stai?" La domanda la dovrei fare io, non lei. "Io bene. Tu? I medici ti hanno detto qualcosa?" Annuisce sorridendo.
"Fra una settimana posso uscire da qua, posso essere libera!" Alza le braccia al cielo. Mia madre a volte si comporta come una bambina, lo è sempre stata.
Parliamo del più e del meno, non la vedevo da qualche giorno.
"Passiamo domani dopo scuola" sorrido e la saluto e così fa anche Sophie.
"Simpatica" ero sicura che quelle due sarebbero andate d'accordo.
"Dimenticavo di dirti una cosa. Io scendo ad una fermata prima, devo andare a fare delle commissioni" sorride e io annuisco. Sarò sola a casa, mi metterò a studiare in pace, senza che nessuno mi disturbi.
Prendiamo il bus, ma questa volta c'è più gente di prima. Sophie ad ogni persona fa una smorfia, puzzano come capre.
"Dio mio, non si respira" dice Sophie mettendosi la maglietta sopra la bocca e il naso. Un signore si gira e sorride a Sophie, ma lei non ricambia e guarda me.
"Se questo non abbassa l'ascella gli spruzzo io il deodorante." Ridacchio. Spero solo che il signore non abbia sentito.
Dopo cinque minuti il signore non ha ancora abbassato il braccio. Sophie prende il deodorante nella borsa e glielo spruzza nell'ascella. Scoppio a ridere, il signore ci sta guardando male. Sophie annusa l'aria e sembra soddisfatta.
"Ci vediamo a casa" mi saluta e scende. Mi viene di nuovo da ridere, non posso non pensare alla scena.
Scendo dal bus e prendo le chiavi.
Apro e subito il silenzio mi avvolge, non c'è nessuno.
Sento uno strano profumo proveniente dalla cucina.
Volto l'angolo e vedo Andrew e una tavola apparecchiata per due. Andrew si alza e viene verso di me. "Se ho disturbato" inizio a dire ma lui mi blocca. "No, tutto questo è per te"sorride e io rimango stupefatta. Ecco cosa dicevano quei due e del perché Sophie è scesa una fermata prima.
"Non è per corromperti, ma volevo sapere se avevi una risposta già pronta. Perché io sto morendo dall'ansia" parla con tranquillità.
"Certo" sorrido e lui sembra rilassarsi.
Mi fa accomodare sulla sedia, davanti a me c'è tanta roba da mangiare, ha superato se stesso.
"Mangia quello che vuoi" mi sorride e inizia a servirsi e così faccio anche io.
Il cibo é ottimo, parliamo di tutto, ma voglio chiedergli una cosa.
"Andrai alla Columbia?" Lui si blocca e mi guarda.
"Non ho ancora deciso. Avevo questo pensiero, ma ora ci sei tu qui. Tu invece?"
"Vorrei andare alla Yale" mi guarda e abbassa lo sguardo.
"È molto lontano" annuisco.
"Magari vengo con te" sorride. Non voglio che molli tutto per stare con me. Non è uno scherzo.
"Non puoi, devi seguire il tuo sogno."
"E se il mio sogno fosse una ragazza?" Arrossisco.
Iniziamo a parlare delle diverse persone della scuola, sono troppe.
"Quindi? Scusa ma non riesco più ad aspettare" si sta tormentando le mani, capisco la sua agitazione.
"Si" mi guarda e sorride. "Si?" "Si" rispondo sorridendo. Si alza e mi fa alzare anche a me e mi dà un lungo bacio, un bacio che mi mancava.
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The house (#WATTYS2017)
RomanceLa vita è come un gioco, se sai giocare vinci, altrimenti perdi. Lisa sta giocando molto duramente, giocherà con il fuoco e ,allo stesso tempo, con l'acqua. Lei è la solita ragazza gentile, ma con un presente piuttosto strano. Scoprirà cose, pers...
