Suona la sveglia, ieri sera l'ho messa così potevo preparare la colazione ad Andrew.
Scendo velocemente le scale e mi trovo Karen che legge il giornale, forse lui è bravo in cucina e può aiutarmi.
"Buongiorno Karen, ti va un caffè?" Annuisce.
"Dormito bene?"
"Si ci siamo addormentati subito, tu invece?"
"Non dormo in un letto là due giorni quindi direi che non è proprio il top" mi dispiace davvero per lui, so che può essere difficile questo lavoro, soprattutto se devi dormire in macchina.
"Ti va di andare a fare una dormita in camera degli ospiti? Io preparo la colazione e Andrew subito si alza."
"Non posso, devo stare attento"
"Allora vai a riposarti in quel divano li" indico il grande divano posto in un lato della stanza.
"Va bene, ma svegliami" annuisco e si stende nel divano.
"Sai, sei la prima persona che mi offre tante cose, o mi lasciavano fuori tutto il giorno senza colazione né niente, oppure mi salutavano e facevano finta di niente." Vedo che controllare case è il suo passatempo.
Dopo 5 minuti si addormenta, io decido di preparare tutti gli ingredienti sul tavolo.
Sicuramente non sarà facile preparare del cibo per me, sono negata.
Cerco su internet una ricetta per fare le crêpes, appena trovata mi metto al lavoro.
Alla fine non è così complicato come pensavo, in meno di cinque minuti ho fatto l'impasto e in venti minuti ho finito di cuocerle e imbrattarle di Nutella.
"Buongiorno" mi giro e Andrew mi sfoggia uno dei suoi sorrisi assonati, è perfetto pure quando si sveglia.
"Buongiorno, oggi ti farò assaggiare le mie amate crêpes, è una ricetta di famiglia" quasi mi viene da ridere per la grande cavolata che ho appena detto.
Prende il mio telefono e mi guarda.
"Come fare delle crêpes, ma sai che anche mia mamma usava questa tua ricetta di famiglia?" Rido anche se ha parlato di sua mamma, so che ora lui la prende sul ridere, ma so anche che sta male.
Mangia tutti velocemente e beve la sua tazza di caffè, non ha detto niente delle mie crêpes, le ho fatte ottime.
"Accettabili"
"Solo? Dai so che ti sono piaciute." Ride sotto i baffi e lo so.
"Lasciamo dormire Karen, andiamo su" ci alziamo e lui inizia a correre verso le scale, mi aspetta e mi prende in braccio.
"Mettimi giù Andrew, andrò a finire un'altra volta in ospedale" urlo disperata ma divertita.
"Non mi chiamo mica Lucas, per chi mi hai preso?" Ride e continua a salire le scale con me sopra.
Mi rassegno e mi lascio letteralmente andare, sicuramente si è alzato con il piede giusto, oppure le mie crêpes hanno fatto miracoli.
Mi lascia nello stipite della porta della mia stanza, mi guarda e sorride.
"Oh Lisa, guarda cosa c'è lì!" Urla disperato, mi giro dove stava guardando ma non trovo niente e sento una porta sbattere e lui ridere, mi ha fregato il bagno.
Decido di andare a tirare fuori i miei vestiti, quando lui uscirà dal bagno io avrò scelto i miei vestiti.
Decido di indossare una maglietta a maniche corte blu semplice e, dato che fa un po' di freddo, decido di mettere un pantalone della tuta con il cavalletto basso.
Andrew esce dal bagno e io corro e chiudo la porta dietro me, finalmente posso stare in santa pace in queste quattro mura.
Mi metto dentro la doccia, però qualcuno bussa.
"Lisa, ho dimenticato la maglietta dentro" Andrew. Chi vuoi che sia.
"Aspetti" ma appena detta la parola sento aprirsi la porta, ma non capisce di aspettare? Divento rossa in viso perché so che si intravede qualcosa.
"Sto cercando la maglia, mi avvicino e non guardo" lo sento sorridere e io deglutisco, vedo la sua figura avvicinarsi sempre di più.
"Non aprire questa doccia o giuro che, che ti faccio fuori"
"No tranquilla, ma qua la mia maglia non c'è." Esce e chiude la porta.
Finisco di farmi la doccia e mi piastro i capelli, lisci dopo un secolo, un po' di trucco e via.
Scendo le scale verso la cucina e becco Andrew mangiare la mia crêpes.
"Beccato" urlo come non mai, Karen era già sveglio e stava guardando fuori dalla finestra.
"Ti posso spiegare, ci sono due motivi per cui la sto mangiando" dice con la bocca piena.
"Uno: c'è gente che muore di fame e non voglio sprecare cibo, due: volevo vedere se Karen poteva mangiarle o moriva." Inizio a ridere, sapevo che le piacevano.
"Dai mangia. Karen per pranzo noi siamo fuori, c'è una pizza da fare al forno, ti va bene?"
"Si grazie mille, ma non ti preoccupare per me"
"È un piacere, credimi" mi sorride e ricambio.
Io e Andrew usciamo e ci avviamo verso la piazza, dobbiamo andare a scuola per parlare con il preside.
Appena arriviamo notiamo subito che tutti i ragazzi ci guardano, si sono tutti zittiti quando siamo scesi dalla macchina.
"Guarda dritto e non fissarli, sono peggio degli zombie" ride e io sorrido, mi sento un po' a disagio, non mi piace essere al centro dell'attenzione.
"Okey, non vedo l'ora di uscire da qua" sorride.
"Oh la piccola sfigata e il grande uomo" Lidia si avvicina a noi, ci mancava solo questa.
"Lidia, non rompere." Interviene Andrew.
"Scusa? Ti ricordi di chi sono io, oppure hai perso la memoria come questa qua ti vuole far credere?" Adesso questa pensa che io ho fatto finta di scordarmi le persone? No perché di lei mi ricordavo.
"Senti Barbie da due soldi, se ti fossi sbattuta tu la testa su quel cazzo di muretto, avresti dimenticato il nome della tua parrucchiera, il nome dello smalto che usi, il nome della sarta che ti fa gli abiti un po' troppo corti, sai forse pensa che tu sia una bambina." Andrew ride e io vinco.
Sorpasso quella ragazza di poco conto e continuo a camminare con Andrew al mio fianco e gli occhi puntati addosso.
Una volta davanti la porta del preside la segretaria ci fa entrare.
"Buongiorno signorina Smith, Buongiorno Dallas" ci sorride, non ho avuto modo di conoscerlo ma sembra veramente una persona simpatica. Ha dei capelli lievemente sul grigio e una leggere barba.
"Sono venuto a conoscenza della vostra storia, potete rimanere ancora qualche giorno a casa finché le cose non sono sistemate." Tutto qui? Io mi aspettavo che dicesse a Andrew che non c'era motivo che lui stesse a casa.
"Va bene, la ringrazio" dico alla fine.
"Se avete qualche informazione o se avete bisogno ancora di qualche giorno, chiamate pure" annuisco e lo ringrazio.
Usciamo dalla scuola e ci avviamo verso una pizzeria, ho veramente troppa fame.
"Chi lo avrebbe mai detto, credevo che facesse una scenata, forse sua moglie ieri sera l'ha fatto state bene" fa un ghigno Andrew, il solito.
Ci fermiamo davanti ad una pizzeria, sento già il profumino ed entro subito.
"Lisa" urla Didi.
"Cosa ci fai qui?" Porta un grembiule e un blocco per gli appunti.
"Ci lavoro, sai voglio trovare un appartamento qua vicino per quando faró i diciotto" Didi ha un anno più di me, dato che io devo farne 16 lei ne deve fare 17.
"Non ne avevo idea, beh noi ci sediamo qua, vogliamo la nostra cameriera preferita eh" ride e va via.
"Chi lo avrebbe mai pensato, oggi è una giornata un po' così, con sospese." Dico indicando Didi.
"Si, sperando non in sorprese che entrano nel negozio e continua a fissarci, ma purtroppo." Mi giro dove sta guardando Andrew e Lucas ci stava guardando, ma distoglie subito lo sguardo.
"Mangiamo la pizza in santa pace, almeno oggi, sai come gli roderà vederci felici?" Sorride e lui ricambia.
"Forse si, dai chiamiamo Didi" la chiamiamo e ordiniamo, in poco tempo è tutto nel tavolino.
"È ottima"
"Meglio della tua cucina" aggiunge lui.
"Smettila, non tutti sono bravi in cucina"
"Magari tu sei brava a letto" divento rossa dall'imbarazzo.
"Ehi, sto scherzando" ride lui.
È veramente stronzo quando vuole, speriamo che stia zitto su questo argomento.
"Torniamo a casa, che ne dici se andiamo dentro al buco che diceva tua mamma?" Annuisco, mi ero completamente dimenticata.
"O meglio, io ci vado" aggiunge lui.
"No caro mio, è la mia casa"
"E se succede qualcosa?"
"Ci sarai tu con me." Sorride e mi sento stupida, sto diventando troppo dolce, ma come non esserlo con uno come lui.
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The house (#WATTYS2017)
RomansaLa vita è come un gioco, se sai giocare vinci, altrimenti perdi. Lisa sta giocando molto duramente, giocherà con il fuoco e ,allo stesso tempo, con l'acqua. Lei è la solita ragazza gentile, ma con un presente piuttosto strano. Scoprirà cose, pers...
