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Capitolo 29

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Dalla porta entra il tenente Kerp, ha degli abiti presi a caso, si vede che è uscito di casa di corsa.

"I miei agenti stanno cercando Karen, voi tutto bene?" Vedo Andrew alzare lo sguardo, è distrutto, non riesco a vederlo così.
"Lei pensa che stiamo bene? Guardi Lisa, è piena di tagli, quel bastardo l'ha toccata" si alza di colpo e tira un pugno sul muro.
"Andrew calmati, sto bene" mi alzo e gli prendo la mano, le gambe non mi tengono più di tanto.

"Lisa non devi mentire, non con me" mi guarda dritta negli occhi. Le gambe cedono e io cado per terra, sento un bruciore interminabile. Andrew mi prende e mi tiene in braccio. "Adesso ti sdrai sul divano e ti riposi okey?" Annuisco, non voglio riposare ma sapere come sta Karen.
******************
Mi sveglio e sono sul divano, mi sono addormentata senza rendermene conto.
Andrew e il tenente Kerp sono seduti vicino al tavolo e parlano tranquillamente, di Karen ancora niente.

"Andrew" si gira di colpo e viene verso me, sono ancora assonnata e credo di avere dormito un oretta e basta.
"Non riescono a trovare Karen" mi dà un leggero bacio sulla fronte e mi fa subito svegliare.
"Signor Kerp, Lucas era qua ieri sera" mi guarda sospettoso e annuisce.
"Gli farò qualche domanda" annuisco, sono ancora stanca ma voglio stare qua ad aspettare.

Il tempo passa lentamente e siamo tutte e tre davanti alla tv, il tenente Kerp continua a fissare la finestra mentre Andrew si sta addormentando piano piano.

Karen con noi è sempre stato gentile ed educato, sono preoccupata per lui.
"Lisa, vieni a vedere" Andrew sta dormendo con la testa appoggiata sulla mia spalla, cerco di farlo sdraiare sul divano senza svegliarlo e raggiungo il tenente Kerp.
"Vedi laggiù? C'è un sentiero, i miei uomini non l'hanno visto, io vado a dare un'occhiata." Guardo fuori dalla finestra e c'è  veramente un sentiero. "No signor Kerp, vengo con lei"
"Allora è meglio che svegli Andrew perché mi ammazzerà se sa che ti ho portato in mezzo al niente" annuisco e mi avvicino ad Andrew, gli lascio piccoli baci sulla fronte e gli accarezzo i capelli, è così bello quando dorme.

"Andrew, svegliati" apre lentamente gli occhi e sorride. "Hei, il tenente Kerp ha trovato un sentiero, andiamo con lui" si alza piano e si siede vicino a me.
"Va bene" ci alziamo e ci dirigiamo verso lo porta dove il signor Kerp ci stava aspettando.

Iniziamo a camminare sul sentiero e mette piuttosto paura, io sono un'amante dei film horror ma viverlo è un'altra cosa. Andrew è intento a guardare ovunque come fa Kerp, io ho solo paura in questo momento, Andrew sembra notarlo e mi avvicina a se sorridendomi.
"Una volta finita sta storia andremo in un bel ristorante a cinque stelle" annuisco sorridendo, è sempre bravo a farmi sentire bene.
"Oh mio dio" esclamo, un corpo giace davanti ai miei piedi.
"Karen" urla il tenente Kerp, deve essere tutto un incubo, uno stupido scherzo di Andrew. Guardo quest'ultimo e non è uno scherzo, è disperato.
"Chiamate un'ambulanza, è ancora vivo" in lacrime tiro fuori il cellulare e chiamo velocemente. Una ragazza mi risponde e mi fa alcune domande dicendomi che in cinque minuti sarebbero arrivati.

In un attimo vedo la vita, da quando sono qui, passarmi avanti.
Sono pochi mesi e già è successo tutto questo, così pochi giorni di scuola e già ho gente che mi odia, eppure lui è qua.

"Andate veloci a casa, mandate l'ambulanza qua" annuiamo e corriamo verso la casa, le gambe mi fanno meno male e non faccio molta fatica.
"Tu vieni a casa mia, ci sarà anche Sophie, per qualche giorno staremo lì e poi andremo alla casa in montagna."
"No Andrew, io non voglio disturbare e poi voglio stare qua" sorride come se avessi fatto una battuta.
"Non disturbi, il papà di Sophie è un poliziotto, sarai al sicuro li" forse ha ragione ma non voglio.
"Loro sanno già tutta la storia, sono proprio loro che stanno tenendo i media lontani da te" lo guardo sbalordita, i telegiornali vogliono parlare della mia storia? Voglio vedere loro ridotti così.
"Oh, va bene" non so cos'altro dire.

Sentiamo dei suoni di ambulanza e in poco tempo entra nel giardino.
"Dentro a quella stradina" le indico e loro corrono dentro.

"Andiamo a vedere?"
"No sanno cosa fanno" mi risponde Andrew ed annuisco.

In poco tempo dal bosco escono Kerp e i paramedici che portano Karen di corsa all'ospedale.
"Kerp, porto Lisa a casa mia per questi giorni, abito con un poliziotto, il signor James."
"Va bene, lui sì che è un bravo poliziotto." Andrew sorride fiero.

Salutiamo il tenente Kerp e saliamo in camera mia per prendere i miei vestiti.
"Porta questo" prende in mano un vestito nero attillato, l'ho indossato alla comunione di un bambino, sono stata costretta.
"Te lo puoi scordare" glielo prendo dalle mani e lo rimetto apposto.
"Sei noiosa Lisa smith"
"Oh credimi, anche tu Andrew Dallas" si alza di colpo e mi rovescia nel letto, rimane sopra di me e mi tiene stretta ai polsi in modo che non possa scappare.
"Sei in trappola Smith" sorrido e notando che il mio ginocchio è vicino a qualcosa che gli farà male, tiro un piccolo calcio e lui molla la presa addolorato.
Inizio a ridere per la sua faccia, non credevo di avergli fatto male in realtà.
"Piccola peste, vieni qua" inizia a rincorrermi per tutta la stanza.

Lui è dall'altra parte del letto, ma in due secondi me lo ritrovo addosso, è facile saltare sul letto.
"Presa, ora ti chiudo in questo bellissimo bagno" mi trascina dentro e chiude la porta a chiave.
"Andrew devo fare la valigia"
"Oh non ti preoccupare, ci penso io"

ANDREW POV

Adoro quella ragazza, mi consuma troppa energia ma l'adoro.
Vado in camera per finire la sua valigia e le metto dentro anche alcuni vestiti che secondo me le starebbero perfetti.
"Lisa stai bene lì dentro?"
"No, quando esco giuro che ti faccio nero"
"No così dovrò dire che sono stato adottato" mi ricordo il mio migliore amico da ragazzino, era di colore. Diceva  sempre che lo avevano talmente picchiato che è diventato così, era un imbecille. Sorrido a questo ricordo, chissà cosa fa ora.

Chiudo la valigia e vado ad aprire la porta del bagno, ma appena lo faccio una Lisa incazzata mi salta addosso.
"Brutto stronzo, questa me la paghi." Continua a darmi dei colpi sul petto, non si rende conto che non mi fa niente. La sollevo da terra e si dimena, mi scivola e cade con il sedere a terra. Inizio a ridere anche sentendomi terribilmente in colpa.
"Ridi, ma domani rido io" smetto di ridere e non capisco cosa intende.
L'aiuto a rialzarsi, mentre è in piedi la butto addosso a me e la bacio. Cazzo quanto è bello baciarla.
Si stacca d'improvviso e mi sorride dolcemente per poi andarsene. La sua vendetta.

"Questo è il karma" urla mentre si allontana.
"Si il karma che hai fatto tu" sorride e annuisce.
"Dai andiamo, carichiamo la valigia in macchina e andiamo."
Una volta fatto accendo l'auto. Ho già avvertito Richard e Bernice, sono veramente contenti, Sophie ancora di più.

Con le note di qualche artista che piace a Lisa, affrontiamo questo viaggio, un piccolo viaggio fino a casa mia, con lei.

The house (#WATTYS2017) La tua prossima ossessione. Scoprilo ora