Corro velocemente nella stanza di Andrew, ha sentito tutto ed è stato zitto.
Entro dentro la stanza e noto che chiude subito gli occhi.
"Sto ancora un po'" ho un piano in testa e lo faró risvegliare in un modo doloroso.
"Sai, non ti ho detto una cosa" sorrido e cerco di trattenermi dal ridere.
"Sai il tuo amico Michael? Beh io e lui.." Vedo che ha i muscoli più tesi rispetto a prima. Ha fatto finta di non essersi ancora svegliato, ora impara.
"Mi ha portato nella sua stanza e lo abbiamo fatto, è stato bellissimo. Immaginare che"
"Cosa cazzo ha fatto?" Si alza dal letto con il viso rosso dalla rabbia. Stronzo.
"Ommiodio sei sveglio" non posso fare a meno di iniziare a ridere. Sembra che non abbia ancora capito che stavo scherzando.
"Senti tu stai con Lidia, perché io non posso stare con Michael?"
"Io non sto con Lidia cazzo. Tu-tu sei scappata da Lucas" alzo gli occhi al cielo, non voglio stare qua ad aspettare che si arrabbi ancora di più. Cammino verso la porta ma lui mi blocca i polsi.
"Andrew perché non lo vuoi capire? Ero andata lì per stare sola. Lui è venuto da me e io gli stavo dicendo che non volevo più saperne di lui. Ed è questa la verità, tu ti sei incazzato per questo. Non hai mai pensato come stessi io? Vedendoti con Lidia?" Fa un lungo respiro, sembra più calmo, voglio solo che mi creda.
"So come stavi, tu ogni giorno sei venuta qua a raccontarmi cosa succedeva. E si, ho detto a Michael di controllarti." Sorrido. Lo ha detto in un modo così calmo, così tranquillo che quasi sembra non sia successo niente, ma non è così.
"Io con Lucas ho chiuso, tu e Lidia no. È stato stupido venire qua ogni giorno per dirti cosa succedeva. Non siamo mai stati insieme, ci conosciamo da non molto tempo. Però mi mancavi Andrew, da morire. Io volevo solo cercare" vengo interrotta dalle sue labbra. Mi sta baciando, dopo tutto questo tempo lui mi bacia e io non posso tirarmi indietro.
"Sono stato stupido" abbassa lo sguardo. "Per un attimo ho pensato che ti avessi colpito con la macchina." Sorride, mancava il suo sorriso.
"Sapessi quando ho temuto" vederlo lì, immobile, pensavo il peggio, per poi uscire e chiedere a me come stavo.
"Adesso ho un buco, so dell'emorragia" alza la maglia e vedo nel suo fisico per fatto un taglio. Mi vengono i brividi.
"Domani torni?" Mi rincuora che vuole che io torni.
"Certo" sono venuta sempre, non vedo motivi per cui restare lontano da lui.
"Allora a domani" mi dà un bacio sulla guancia e mi sorride.
Esco dall'ospedale ancora soprappensiero, non so ancora se mi crede, ha ascoltato tutto e spero di si.
Sono stanchissima e non vedo l'ora di arrivare a casa, devo anche studiare anatomia.
In poco tempo arrivo e vado subito in camera, apro il libro e inizio subito a sottolineare e a buttare su un foglio una specie di schema, ma non ci capisco molto.
È ormai passato più di un'ora e la testa mi sembra più pesante, altre cose che vengono messe nel mio cervello. Più precisamente nel repertorio impara, prendi un bel voto e scorda.
Voglio cibo, ho bisogno di cibo. Scendo le scale ed apro il frigo. Il tenente Kerp non si è fatto più vivo, forse si è dimenticato o aveva qualcos'altro da fare.
Vedo solo schifezze, non ho soldi per comprare qualcosa di decente.
Mi metto seduta sulla sedia della cucina e inizio a mangiare un po' di biscotti e latte, ma la mia attenzione cade su una foto.
"Papà?" Lo cerco in tutte le stanze ma non lo trovo, volevo giocare con lui con le barbie.
"Mamma?" Non sento nessuno in casa e inizio ad avere paura, non possono lasciare una bambina di 3 anni da sola.
"Papà? Vuoi giocare con me?" Sento qualcuno parlare dalla camera dei miei, ma quando busso si bloccano.
"C'è nessuno?" Cerco di aprire la porta ma non arrivo alla maniglia.
Scendo le scale e vado verso la cucina, sono triste.
"Buu" mamma e papà spuntano fuori, sono vestiti con un lenzuolo addosso e fanno davvero paura.
Inizio a piangere e mio papà per farmi smettere mi regaló un cioccolatino.
"Facciamo una foto?" Mamma ha messo la macchina fotografica appoggiata su un mobile e siamo stati fermi finché non ha fatto click.
Mamma e papà sono coperti e io sono tutta sporca di cioccolata e mi lecco le dita.
Una piccola lacrima riga il mio viso, perché ricordare qualcosa di così bello fa male? Eravamo così felici, così uniti, eravamo una famiglia.
Lascio tutto nel tavolo, la fame mi è passata.
Entro in bagno con l'idea di farmi una bella doccia prima di andare a dormire, almeno tolgo i pensieri che ora mi sto infliggendo da sola.
Sono stanchissima e la doccia dura meno di 10 minuti, voglio solo andare a dormire per ricominciare un'altra giornata.
Il letto è così comodo, mi accomodo e mi addormento in pochi minuti.
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Suona il telefono, mancano dieci minuti prima che suoni la sveglia e Sophie mi chiama.
"Hei Lisa"
"Dimmi" dico ancora assonnata.
"Ti passo a prendere?" Non sapevo che venisse a scuola, ma meglio così, dopo tutto Andrew sta bene.
"Certo, fra quanto?"
"Fra esattamente" si blocca. "Adesso" rido e mi alzo dal letto per andarle ad aprire.
"Ciao bella" mi batte il cinque. Devo chiedete veramente il segreto di come stare così la mattina.
"Hei, allora come stai?"
"Benissimo, Andrew mi ha chiesto di te sai?" Alzo il un sopracciglio, cosa dovrebbe averle chiesto?
"Cosa?"
"Di Lucas. Sembra aver avuto la notizia più bella del mondo" sorrido, ora mi crede e ne sono veramente felice.
Mi vesto velocemente e preparo la colazione per tutte e due.
"Ora vieni da noi?" Fa gli occhiolini da cucciolo.
"No, voglio essere più indipendente."
"Okey, tanto mio fratello ti riporta a casa." Sorride per finta e continua a sorseggiare il suo caffè.
"Andiamo dai"
"Ma è presto"
"Devo andare da una parte" voglio tornare in quel parco e parlare un po' con quel signore, mi fa stare davvero bene quel posto.
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The house (#WATTYS2017)
Storie d'amoreLa vita è come un gioco, se sai giocare vinci, altrimenti perdi. Lisa sta giocando molto duramente, giocherà con il fuoco e ,allo stesso tempo, con l'acqua. Lei è la solita ragazza gentile, ma con un presente piuttosto strano. Scoprirà cose, pers...
